grazianeri - oriana fallaci -

Roma, 14 nov – Io li capisco, quelli che oggi rilanciano le tesi di Oriana Fallaci come se non ci fosse un domani. Davvero.

La loro è una reazione normale, non tanto all’orrore di Parigi, quanto alla retorica uguale e contraria di chi oggi andrà in tv a dire che in realtà quella musulmana è una religione di pace, che nulla ha a che vedere con gli attentati parigini e che tutto si risolve col dialogo, i diritti e più in generale con una iniezione maggiore del veleno che abbiamo trangugiato finora.

Queste sono, scusate – per l’appunto – il francesismo, cazzate gigantesche.

E quando si è di fronte a un tale travisamento della realtà, buttarsi sulla scorciatoia più a portata di mano sembra natural. E la Fallaci è indubbiamente una scorciatoia appetitosissima, in giornate come quella di oggi. Una scorciatoia che, sfortunatamente, conduce a un vicolo cieco.

E non perché la scrittrice fiorentina sia brutta, sporca e cattiva. Non perché abbia infranto la parete di vetro del politicamente corretto. Ma perché le armi che lei ci fornisce sono armi spuntate. E quando sei in guerra, la differenza tra un’arma che funziona e una che non funziona è la stessa che passa tra la vita e la morte.

Siamo in guerra, è vero. E dall’altra parte ci sono dei musulmani, sarebbe folle negarlo. Che però sono solo una parte dell’Islam ideologico e politico oggi attivo nel mondo. Ce n’è un’altra, invece, che con i terroristi combatte a viso aperto, molto più e molto meglio di come non facciano i lacrimevoli stati occidentali. Un altro Islam che nella guerra di cui sopra è o dovrebbe essere il nostro migliore alleato. Perché mentre noi creiamo hashtag commossi, in prima linea contro le bestie dell’Isis ci sono ragazzi siriani, mica italiani, francesi, olandesi, spagnoli o tedeschi. Ci sono bravi musulmani siriani, accanto ad altrettanti bravi musulmani libanesi e iraniani.

Non si tratta, quindi, di star qui a elucubrare astratte considerazioni sul vero e sul falso Islam, ma di prendere atto che il mondo musulmano è attraversato da una frattura profondissima. E che una parte di esso si ritrova dal nostro lato della barricata.

Dove invece non sono gli americani e l’Occidente inteso come categoria ideologica, ovvero gli adepti del multiculturalismo, dell’immigrazione senza freni, gli esportatori di democrazia alleati dei più antidemocratici e oscurantisti stati arabi, i creatori di milizie armate che, a voler essere buoni e un po’ ingenui, poi sfuggono sempre di mano, i distruttori degli Stati arabi laici, gli assassini di Saddam, di Gheddafi, i nemici di Assad. È qui l’origine del male, e non solo nelle menti obnubilate dal fanatismo.

La Fallaci, in questo Occidente, trova il suo brodo di coltura e il suo nutrimento, di questo Occidente ha voluto essere bastione difensivo e crociata intellettuale. Rifiutiamone le seduzioni ideologiche. Non perché la Fallaci non fa chic. Ma solo, scusate se è poco, per sopravvivere.

Adriano Scianca

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4 Commenti

  1. Articolo ineccepibile. L’Isis l’ha creato “l’Occidente” (ovvero Usa e Israele e i loro sguatteri europei), distruggendo gli stati arabi laici, con la scusa di esportare “la democrazia” in realtà per i loro interessi ! Alleati delle monarchie del golfo che finanziano e fomentando la peggior fogna islamica. Francamente oggi sono solo lacrime di coccodrillo.

  2. Tutto vero. Distinguerei però ciò che succede nei paesi arabi, sulle cui cause e colpe non vi sono dubbi, da quello che sta succedendo o potrà succedere in Europa. Laggiù si fronteggiano fazioni diverse che, pur accomunate dalla stessa religione, l’Islam, si accusano le une con le altre di servirsene in modo strumentale ai propri fini o di non rispettarne i dogmi. Giusto prendere la parti di coloro che riteniamo animati dai più nobili principi e dall’amor di patria, nel caso anche sostenendoli militarmente. Ma qui in Europa, all’interno delle varie comunità islamiche, queste rivalità e principi si dissolvono, si mischiano e si fondono in un unico obiettivo comune alle masse: occupare le nostre terre, cancellare le nostre tradizioni, sostituire i nostri popoli. È su questo terreno che non dobbiamo offrire la sponda all’Islam, nemmeno a quello cosiddetto moderato. Perché un conto è sostenere chi combatte sulla propria terra per la propria terra, un altro è accreditare di fiducia i sedicenti moderati islamici europei che, con le stesse argomentazioni qui espresse, anche se in modo pretestuoso, cercano di affermare l’Islam in Europa incolpando noi delle loro disgrazie. Gli stessi “moderati islamici” che, lo sappiamo bene, plaudono compatti, in maniera più o meno esplicita, alle azioni dei loro fratelli macellai.

  3. E’ giusto quello che scrive Scianca, ma la Fallaci scrive “La rabbia e l’orgoglio” nel 2001, 14 anni fa in una situazione completamente diversa.
    All’epoca colpiti erano gli USA e non era neanche cominciato il processo di destabilizzazione verso i regimi arabi, c’era solo l’appecoronamento ideologico della sinistra verso l’islamismo che stava prendendo il posto dell’appecoronamento ideologico verso il nazionalismo arabo-palestinese in via di esaurimento, e che aveva agito con gli stessi criteri degli attentati indiscriminati.
    Adesso è tutto diverso: l’Isis è una creatura dell’Arabia Saudita e Monarchie del Golfo Persico, finanziato e armato anche dagli USA e con il solito appecoronamento europeo che dipende dagli Emiri per il suo baraccone finanziario.

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