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Roma, 13 lug – Stretta finale sul fronte della revoca delle concessioni ad Autostrade. A sentire il premier Giuseppe Conte, la proposta fatta dall’azienda controllata dai Benetton è assolutamente insoddisfacente (proprio come ha detto il M5S) e a queste condizioni il governo giallofucsia sembrerebbe intenzionato a revocare la gestione della rete autostradale ad Aspi. Mosso da una sorta di furore grillino prima maniera, Conte (dopo due anni di fuffa sul caso) ora sembra deciso: “I Benetton non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati. Hanno beneficiato di condizioni irragionevolmente favorevoli per loro: può bastare così”. Domani si deciderà del futuro di Aspi: “Porterò la questione della revoca in Consiglio dei ministri e decideremo collegialmente, ma non siamo disponibili a concedere ulteriori benefici“. A quanto pare quindi non ci sarebbero i margini per un’altra offerta da parte di Aspi. Ma niente è ancora deciso. A maggior ragione nella maggioranza giallofucsia, spaccata tra i 5 Stelle che premono per la revoca e Pd e Italia Viva molto meno convinti che sia questa la strada da seguire.

“I Benetton così ci prendono in giro”

In una intervista esclusiva al Fatto Quotidiano, Conte spiega che “lo Stato non può essere socio di chi prende in giro le famiglie delle vittime“. E ancora: “Se devo esprimere una valutazione personale, alla luce di tutto quanto è accaduto, sarebbe davvero paradossale se lo Stato entrasse in società con i Benetton. Non per questioni personali, che non esistono, ma per le gravi responsabilità accumulate dal management scelto e sostenuto dai Benetton nel corso degli anni fino al crollo del Morandi e anche dopo”. “I Benetton – è l’attacco del premier – non prendono in giro il presidente del Consiglio e i ministri, ma i famigliari delle vittime del ponte Morandi e tutti gli italiani“.

Bertazzo: “No, Atlantia non ha intenzione di uscire da Aspi”

Lo scontro sul controllo di Aspi con il gruppo Atlantia (di proprietà della famiglia Benetton) appare inevitabile. “No, Atlantia non ha intenzione di uscire da Aspi, ha riconosciuto gli errori e ora vuole avere l’orgoglio e la pazienza di rimediare, anche con altri soci. Ci impegniamo a stanziare 3,4 miliardi suddivisi tra oneri di ricostruzione, riduzione modulare dei pedaggi e ulteriori manutenzioni delle infrastrutture, tutti elementi a nostro carico”. In una doppia intervista a Repubblica l’ad di Aspi Roberto Tomasi e l’ad di Atlantia Carlo Bertazzo non intendono cedere. Bertazzo afferma: “Già dal 6 febbraio scorso abbiamo aperto alla possibilità di diluirci a favore di soci terzi, sotto il 51% ma a condizioni di mercato e nel rispetto dei soci di minoranza Allianz e Silkroad”. E “Atlantia per raggiungere un accordo e sbloccare questa situazione è disposta a rinunciare a una parte dei suoi diritti di opzione in presenza di un aumento di capitale. Sempre che i nuovi soci condividano il nostro piano di trasformazione della società, comunque migliorabile”.

Tomasi: “Non si capisce quale sarebbe l’interesse del Paese in caso di revoca”

Ma in ogni caso, chiarisce Tomasi, “siamo aperti a condividere la governance con gli eventuali nuovi soci pubblici e privati, come avviene in altre società internazionali“. Ciò significa che quanto chiesto dal governo, ossia uscire da Autostrade, non è contemplato. L’ad di Aspi puntualizza: “Non si capisce quale sarebbe l’interesse del Paese nel caso di una revoca. Investimenti per 7,5 miliardi già cantierabili verrebbero buttati alle ortiche, il nuovo concessionario dovrebbe ripartire da zero. I 7.000 dipendenti sarebbero a rischio e si aprirebbe un contenzioso che durerebbe anni. La nostra proposta invece è nell’interesse del Paese”.

I 5 Stelle riusciranno a spuntarla?

Conte dal canto suo è stato chiaro: intende accontentare il M5S e pretende la totale estromissione di Atlantia dalla controllata Autostrade attraverso la vendita ad investitori pubblici e privati dell’88% che la capogruppo detiene nella società concessionaria. Insomma, vuole i Benetton fuori da Aspi. Certo, se vogliamo, è un modo per procedere con la revoca. Visto e considerato che le condizioni poste dal governo sono inaccettabili per Atlantia. Ma la vera battaglia è politica: i 5 Stelle riusciranno davvero a spuntarla, stavolta? E se sì, è perché in cambio hanno accettato di piegarsi al Mes? Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. “i 5 Stelle riusciranno davvero a spuntarla, stavolta? E se sì, è perché in cambio hanno accettato di piegarsi al Mes? Staremo a vedere.”
    O FORSE ALL’ ALLEANZA ALLE REGIONALI CON IL PD