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Roma, 29 giu – Giorgia Meloni si scaglia ancora contro il cashback: “Una idiozia che ci costa 4 miliardi”. La cabina di regia ieri ha stabilito di sospendere il sistema per “schedare” i consumatori con gli acquisti con bancomat fortemente voluto dall’ex premier Giuseppe Conte. Sistema fortemente osteggiato da Fratelli d’Italia. “Il cashback sarà ‘sospeso’ dal 1 luglio. Fratelli d’Italia è stata l’unica forza politica a dire chiaramente da subito che cashback e lotteria degli scontrini sono una idiozia che ci costa 4 miliardi. Un tentativo di controllare gli italiani in cambio di una elemosina“.



Stop al cashback, Meloni: “Ci è arrivato pure Draghi”

Stop al cashback: meglio tardi che mai, dunque. A sentire la Meloni, “ora ci è arrivato anche il governo Draghi. I quasi 2 miliardi risparmiati siano ora destinati ad attività e lavoratori colpiti dalla crisi e dalle chiusure, come avevo chiesto di fare al premier in una lettera inviata il 3 marzo scorso. Come sarebbe dovuto essere in una Nazione normale”, fa presente la leader di FdI su Facebook.

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Piccole imprese: “Un vero fallimento”

“Il cashback voluto dal governo Conte sarà ‘sospeso’ dal primo luglio, questo a significare che non è stata un’intuizione felice ma un vero fallimento. Questo incentivo al pagamento con carta ha rafforzato soltanto il commercio online delle grandi piattaforme“. E’ l’attacco del presidente della Fapi-Federazione autonoma piccole imprese, Gino Sciotto. “La crescita dei consumi delle famiglie – precisa Sciotto – non è stata incentivata da questo meccanismo di rimborso dei pagamenti tracciati. Ma dalle riaperture dei centri commerciali e dalla ripresa del flusso turistico dopo le misure di lockdown”.

Grillini unici a difendere la misura

Di tutt’altro parere i soliti grillini, che si stracciano le vesti per la sospensione del sistema di tracciamento dei pagamenti. “Una brutta frenata d’arresto dell’innovazione digitale che si stava cominciando a introdurre in questo Paese. Il fatto che siamo rimasti i soli al governo a difendere questo percorso di progresso la dice lunga sulla visione medioevale delle altre forze politiche”, dice convinto Giovanni Currò, vicepresidente M5S della commissione Finanze della Camera. “Frenare così bruscamente un processo così importante di semplificazione dei servizi resi al cittadino è un atto grave che non fa bene al Paese“. In realtà, ciò che non fa bene al Paese, piegato dalla crisi economica, è sprecare soldi pubblici. Ma i grillini – quelli del reddito di cittadinanza, per intenderci – sono specializzati in tali sprechi.

Adolfo Spezzaferro

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