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Roma, 15 lug – Il Parlamento elegge quattro membri del Cda Rai, epurato Giampaolo Rossi, candidato FdI, e Giorgia Meloni va all’attacco: “Opposizione tagliata fuori, modello cinese“. Per consuetudine infatti un membro del Cda Rai espresso dal Parlamento appartiene all’opposizione (se non la carica di presidente), ma così non è con la maggioranza Draghi.



Cda Rai: il Senato elegge De Biasio e Di Majo, la Camera Bria e Agnes. Tagliato fuori Rossi

Nel dettaglio, il Senato ha eletto Igor De Biasio e Alessandro Di Majo come membri del Cda Rai. De Biasio ha ottenuto 102 voti, mentre Di Majo ha totalizzato 78 preferenze. Venti voti (la totalità dei senatori FdI) sono invece andati a Giampaolo Rossi. I voti dispersi sono stati 12, le schede bianche 13 e le nulle 34. La Camera invece ha eletto membri del Cda Rai Francesca Bria, con 162 voti, e Simona Agnes, con 161 voti. Hanno ottenuto voti anche Giampaolo Rossi (74) e Alessio Giannone (16). De Biasio, al suo secondo mandato nel Cda, era stato proposto dalla Lega ed è stato sostenuto dal centrodestra di governo. Di Majo era in quota M5S. Mentre la Bria è stata indicata dal Pd e la Agnes (figlia dell’ex dg e direttore del Tg3 Biagio) da Forza Italia. Tagliata fuori anche Italia viva, che però aspira alla presidenza.

Meloni: “Rai modello cinese, scritta pagina buia”

“Quando l’Italia era ancora una Nazione democratica la governance della Rai, l’emittente pubblica, contemplava la presenza dell’opposizione, a cui spettava la presidenza e la presenza nel Cda. Nell’epoca della maggioranza arcobaleno, invece, Fratelli d’Italia – unico partito di opposizione e secondo molti sondaggi primo partito italiano – viene epurato da qualsiasi rappresentanza, così che il servizio pubblico, pagato con i soldi di tutti gli italiani, sia più simile al modello cinese che a quello di una qualsiasi nazione democratica“. E’ il duro attacco della Meloni. “Oggi i partiti che sostengono Draghi, negando per la prima volta nella storia diritto di rappresentanza all’opposizione, hanno scritto una delle pagine più buie della storia della Repubblica italiana. Evidentemente la nostra crescita fa così tanta paura da giustificare la spudorata violazione dei più basilari principi democratici”, conclude la leader di FdI.

Salvini: “Presenza esponenti Lega e FI garanzia anche per opposizioni”

Dal canto suo, il leader della Lega, Matteo Salvini, assicura che “la presenza di esponenti della Lega e di Forza Italia nel Cda Rai saranno garanzia di pluralismo per tutti, opposizioni comprese, per bilanciare un eterno predominio della sinistra nella tivù pubblica confermato, purtroppo, anche in occasione di queste ultime nomine”. Parole che sembrano rivolte proprio alla Meloni. E che suonano come un contentino.

La presidenza della Soldi a rischio (per via di Renzi)

Secondo le indicazioni date dal premier Draghi, presidente dovrebbe essere Marinella Soldi. Ma il suo nome è legato a doppio filo con Renzi, anche nell’indagine sul presunto finanziamento illecito di un documentario. La Soldi infatti è ex ad di Discovery Network, il gruppo proprietario dell’emittente Nove, la stessa che ha trasmesso “Firenze secondo me”, il documentario con Renzi voce narrante per il quale Discovery ha versato all’agente Lucio Presta, anch’egli indagato, ben 700mila euro, considerati dai pm capitolini un po’ troppi. Inoltre la Soldi è di Figline Valdarno, non distante da Rignano, paese natale di Renzi. Motivo per cui il suo nome potrebbe saltare. Non a caso il centrodestra pensa di candidare la Agnes alla presidenza.

No del centrodestra a Fuortes ad

Niente intesa, anzi, anche sull’altro nome proposto da Draghi: quello di Carlo Fuortes come amministratore delegato. C’è il no del centrodestra perché troppo sbilanciato a sinistra (è vicinissimo al Pd romano). La resa dei conti potrebbe consumarsi con il voto in commissione di Vigilanza, che dovrà confermare a maggioranza di due terzi la scelta della Soldi per la presidenza.

Adolfo Spezzaferro



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