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Roma, 3 ott – Si dibatte da numerose settimane delle elezioni comunali e delle mosse politiche del centrodestra in tale ambito. Specie in merito alla scelta dei candidati ed ai loro programmi per le città. Profili in molti casi totalmente estranei a qualsiasi impegno politico precedente, oppure individuati in ritardo rispetto agli sfidanti di centrosinistra. Anche in ragione di ciò, sondaggi ed opinione pubblica prevedono risultati non brillanti in tutte le maggiori città al voto. Unica eccezione di Torino, che appare più incerta. Utile a questo punto superare lo scoglio delle votazioni e concentrarci su quel che la coalizione potrà e dovrà scegliere di costruire dopo la tornata elettorale.



Centrodestra in cerca d’autore

Il centrodestra sembra avere due opzioni. La prima è sfogarsi con la mera “rissa” interna, volta ad incolpare i singoli esponenti o leader di partito che hanno scelto in ogni comune il candidato poi perdente. Oppure intavolare ed iniziare un confronto radicale sulle idee da proporre. Dal campo economico al sociale o a quello relativo ad Unione Europea ed immigrazione appaiono esserci alcune differenze sostanziali. E bisognose di trovare una sintesi politica.

Trattasi di differenze preziose, figlie di tradizioni e storie che hanno delle diversità nette ed assodate. Tuttavia, queste ultime potrebbero e dovrebbero trasformarsi nella vera arma in più del centrodestra. Un mix di proposte che, sommato e sintetizzato, favorirebbe un percorso condiviso e stabilmente unitario. Anche e soprattutto perché, con lo spazio parlamentare ridotto dal taglio referendario dello scorso anno, una divisione finirebbe per compromettere il cammino di tutti. Ragione ulteriore per stipulare programma unico e ricco di importanti sfumature nei temi principali, con delle basi solide di fondo.

Inseguire i “moderati” non paga

Prime di esse dovrebbero mostrarsi la critica dura all’attuale assetto dell’Unione Europea, con una lotta volta ad una trasformazione netta di essa in una vera Europa delle Patrie. Basata sulla stabilità e sulle identità di singoli Stati e nazioni, che abbiano la possibilità di possedere e gestire la propria politica economica e sociale, non dipendendo dai vincoli di Bruxelles. Altra tematica bisognosa di una proposta concreta e ferrea resta quella dell’immigrazione: anche in quest’ambito le “svolte moderate” presenteranno un conto elettorale salato, dato che gli elettori pretendono sicurezza in caso di accoglienza.

Il dibattito del domani su idee e contenuti sarà fondamentale per stipulare proposta politica definita e priva di ogni incertezza. Solo così il sentimento ed il desiderio dei milioni di papabili elettori del centrodestra sarà rispecchiato e si riverserà nelle urne a compensare il lavoro unitario. Assicurando così di vincere le elezioni politiche, ottenendo la maggioranza assoluta che servirà per stravolgere e trasformare positivamente il nostro scenario istituzionale nei prossimi anni.

Tommaso Alessandro De Filippo



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2 Commenti

  1. Non è che inseguano i moderati, fanno finta di cambiare tutto affinché tutto rimanga com é.
    La Lega che parla in un modo poi fa l’opposto ne è la più fulgida dimostrazione.

    Peccato che continuando così anziché prendere i voti del partito del non voto che da solo vale il 40% rischiano di perdere anche i voti che hanno perché gli #Italiani sono stanchi di lechini #USA
    https://pclinux.eu/downloads/EU_was_a_CIA_project_as_US_journalists_explains.mp4

    super partes
    https://cise.luiss.it/cise/2020/05/04/italiani-spaccati-sulleuropa-ma-non-e-solo-una-questione-di-destra-vs-sinistra/

    e non solo gli #Italiani
    https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/sondaggio-ue-impopolare-cittadini-vorrebbero-maggiori-poteri-stati-208208/

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