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Roma, 27 lug – Quanto avrà speso un consigliere toscano per recarsi in Regione durante il lockdown? Neanche un centesimo, per il semplice fatto che in Regione non ci andava proprio, costretto com’era a restare tra le mura domestiche. Eppure molti eletti hanno continuano a ricevere il gettone di presenza e il rimborso spese, ovvero il cosiddetto “bonus trasferta”. Già, questi consiglieri regionali non si spostavano da casa, considerando che le sedute si tenevano su Skype o Zoom, ma venivano comunque rimborsati per gli spostamenti. Una sorta di “gettone di assenza”, come è stato ribattezzato ironicamente da alcuni utenti social.

Il caso del Friuli

Insomma diversi rappresentanti dei partiti eletti in consiglio regionale continuavano a guadagnare la stessa cifra (più o meno 10mila euro lordi), pur svolgendo mansioni ridotte. Buona parte dei consiglieri assicura di aver restituito le somme ricevute con donazioni a enti benefici o istituzioni sanitarie, oppure di apprestarsi a farlo. Viene da chiedersi però come mai non abbiano votato subito per devolvervi in tal senso.
In alcune regioni i casi sono tra l’altro abbastanza clamorosi. Ad esempio in Friuli Venezia Giulia, dove come segnalato da Il Fatto Quotidiano i 49 consiglieri regionali hanno percepito un rimborso forfettario di 3.500 euro per gli eletti delle province di Pordenone e Udine. E di 2.500 per quelli eletti a Trieste. In totale 155mila euro mensili. A riguardo Tiziana Spedicato, procuratore regionale della Corte dei Conti, ha aperto un fascicolo (senza indagati) per capire se può configurarsi l’ipotesi di danno erariale.

Il caso della Toscana

Un altro caso abbastanza emblematico è quello della Toscana, dove con una delibera dell’ufficio di presidenza del 25 marzo è stato confermato il diritto a rimborso pieno ai consiglieri, sia nel caso di presenza fisica che di presenza telematica. Inutile dire che essendo una delibera approvata in pieno lockdown i consiglieri potevano garantire soltanto la presenza telematica. Ma chi è il responsabile della delibera toscana? Il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, che adesso è candidato governatore del centrosinistra. Anche in questo caso non parliamo di spiccioli, piuttosto di migliaia di euro. Al 30 giugno 2020 il totale dei rimborsi dei 41 consiglieri regionali 22 sedute tenutesi da inizio anno è pari a 229mila euro, sui 2 milioni di stipendio totali. E per le tre sedute che si sono tenute in via telematica? Circa 30 mila euro.

Emblematica a tal proposito la giustificazione del vicepresidente del consiglio regionale, Lucia De Robertis (Pd), che ha parlato di rimborso spese come “una componente marginale dello stipendio del consigliere regionale”. D’altronde secondo De Robertis si tratta di un rimborso forfettario che “non può tenere conto della situazione reale”. E poi secondo il vicepresidente dem nessuno ha avanzato obiezioni, “né a destra, né a sinistra o nei 5S è stata posta la questione”. Quindi tutto accettabile, no?

Alessandro Della Guglia

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