Roma, 17 lug – Intervenuto in una diretta streaming sulla propria pagina Facebook, Giuseppe Conte ha cercato di tracciare la linea sul futuro della crisi di governo, chiedendo chiarezza a Draghi e di fatto dicendosi pronto ad un appoggio esterno all’esecutivo.

«Nessuna responsabilità di governo senza chiarezza», il discorso di Conte

«Non potremo condividere alcuna responsabilità di governo se non ci sarà chiarezza sui punti nel documento consegnato, e se non ci sarà indicazione concreta sulla prospettiva di risoluzione di quelle questioni». Questo il messaggio di Conte a Draghi. Un messaggio ambivalente, che da una parte sembra voler mantenere una spiraglio per l’attuale esecutivo, dall’altro sembra voler addossare la colpa della crisi di governo non ai Cinque Stelle ma a Draghi stesso.

Conte usa toni vittimistici, parlando un «ricatto» e di «chiusura totale che ha rasentato la umiliazione politica». Anzi, rincara la dose e lancia un attacco agli alleati di governo: «Ci vogliono fuori dal governo perché scomodi». Nonostante questo, si è detto sorpreso dal comportamento di Draghi e delle sue dimissioni dopo il voto sul decreto aiuti: «Confidavamo che potesse optare per un percorso diverso».

Anche se a colpi di ultimatum più o meno convinti, Conte non sembra intenzionato ad abbandonare del tutto la partita governativa e prospetta un appoggio esterno da parte dei Cinque Stelle: «Senza risposte da parte di Draghi voteremo solo misure utili al Paese». Una soluzione “ibrida” che, però, non pare percorribile, con Draghi che dovrebbe confermare le proprie dimissioni mercoledì.

Il caos nei Cinque Stelle

Intanto Conte deve fare fronte a un partito spaccato e sempre più allo sbando. Secondo alcune ricostruzioni, i M5S rischierebbero addirittura la seconda scissione a brevissima distanza da quella pesantissima di Di Maio. All’interno dei Cinque Stelle ci sarebbero in questo momento due fazioni contrapposte fra chi vorrebbe continuare con il governo Draghi e chi no, con una cinquantina di parlamentari pronti a votare la fiducia mercoledì. Una nuova scissione in questa fase potrebbe mettere a dura prova la sopravvivenza politica del movimento.

Da fuori incombono due ex grillini come Di Maio e Di Battista. Il primo ha definito l’azione di Conte come una «vendetta politica» per il fatto di «non essere riuscito a restare a palazzo Chigi» a causa di Draghi. L’obbiettivo di fondo sarebbe quello di «andare a elezioni per azzerare il gruppo parlamentare e non ricandidare il 99% dei deputati e dei senatori uscenti». Di Maio, allineandosi peraltro a quanto detto dal Pd, ha rimproverato Conte, colpevole di stare «regalando il Paese all’estrema destra». Al contrario, Di Battista sembra preparare un suo ritorno e festeggia la crisi di governo: «Si appellano al senso di responsabilità quelli che negli ultimi anni sono stati responsabili solo del loro culo, tra l’altro flaccido come la loro etica».

Michele Iozzino

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