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Roma, 14 gen – Giuseppe Conte non è salito al Colle per rassegnare le dimissioni. Si è anzi presentato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per assumere l’interim del ministero dell’Agricoltura mollato dalla renziana Teresa Bellanova. Viceversa non ha assunto quello della Famiglia, essendo soltanto una delega del presidente del consiglio a un ministro senza portafoglio. Conte, travolto dalla crisi aperta da Renzi, ha poi espresso a Mattarella la volontà di presentarsi in Parlamento per un chiarimento politico. Insomma il premier intende presentarsi alle Camere e provare a restare a galla.



Conte non lascia. Mattarella prende atto

“Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – si legge in una nota del Quirinale – ha ricevuto questo pomeriggio al Palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto con il quale su proposta del presidente del Consiglio dei ministri vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla senatrice Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali – il relativo interim è stato assunto dal presidente del Consiglio dei ministri -, dalla professoressa Elena Bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dall’onorevole Ivan Scalfarotto, sottosegretario di Stato”.

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“Il Presidente del Consiglio – prosegue la nota – ha quindi illustrato al Presidente della Repubblica la situazione politica determinatasi a seguito di tali dimissioni ed ha rappresentato la volontà di promuovere in Parlamento l’indispensabile chiarimento politico mediante comunicazioni da rendere dinanzi alle Camere. Il Presidente della Repubblica ha preso atto degli intendimenti così manifestati dal Presidente del Consiglio dei Ministri”. Dunque al momento Mattarella si sarebbe limitato ad ascoltare Conte e ad attendere le sue comunicazioni in Parlamento.

Nencini, primo senatore a non seguire Renzi

Nel frattempo il governo Pd-M5S, ormai bicefalo se si escludono i frammenti di LeU, prosegue la caccia ai famigerati “responsabili”. Leggasi senatori disposti a sostenere Conte e dunque ad evitare la fine dell’attuale esecutivo. Nel pomeriggio è arrivato il primo “gentile” contribuito alla causa giallofucsia, quello di Riccardo Nencini. Quest’ultimo non è tra l’altro un semplice senatore, ma è presidente del consiglio nazionale del Partito Socialista Italiano e soprattutto colui che ha dato la possibilità a Renzi di formare un gruppo autonomo a Palazzo Madama. Non a caso la dicitura del gruppo renziano in Senato è Italia Viva-Psi. Nencini ha deciso adesso di non seguire Renzi e di presentarsi come “costruttore”. In parole povere sosterrà Conte.

“Chi ha maggiori responsabilità è chiamato ad esercitarle fuoriuscendo dalla logica dei duellanti e tenendo fermo il richiamo del Presidente della Repubblica. Noi siamo tra i costruttori”, scrive il senatore del Psi in un comunicato firmato da Nencini ed Enzo Maraio, segretario del Psi. “Non è questo il tempo per avventurarsi in una terra incognita. Non con una pandemia che ha mietuto 80.000 vite, non con il comparto produttivo alle corde, non con la disoccupazione che cresce, non con le scuole chiuse. I socialisti – scrivono i due esponenti del Psi – voteranno la prossima settimana lo scostamento di bilancio per consentire nuovi ristori ad ampi settori dell’economia falcidiati dalla pandemia”.

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. Mentre l’Italia versa lacrime e sangue, gli imprenditori sono alla canna del gas e quando finirà il blocco dei licenziamenti avremo migliaia di famiglie sul lastrico, questi pezzi di merda continuano i loro giochetti continuano a percepire 15/20mila € al mese. Può succedere solo in questa Italia nipote di Badoglio e figlia della balena bianca. In fondo ci sta bene, ci calpestano ci umiliano ci spogliano dei sacrosanti diritti e noi zitti e mosca a lavorare, spendiamo anche a comando.
    Alla fine tanto peggio tanto meglio, vediamo se ci diamo una mossa o se restiamo quelli dell’8 settembre.

  2. Magari si sgancia Nencini e qualcun altro (magari su ordine dello stesso Renzi per formare un nuovo gruppo)in numero giusto per tenere in piedi il governo e Renzi và all’opposizione per vedere l’effetto che fà (cioè se così riesce a racimolare in sondaggi e raggiungere il quorum per entrare il parlamento alle prossime elezioni) altrimenti(mal che vada) rientrerà mischiandosi (lui e gli altri)nel PD se vuole continuare la carriera politica

  3. Nenciniiiiiii ?
    PartitooooooSocialistàaaaaaItaliaaaaanoooooo.!
    Il covid-19 fa’ miracoli.
    Fra poco risentiremo anche il PLI ed il PRI

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