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Roma, 21 dic – Si addensano nubi sempre più fosche nel cielo della maggioranza giallofucsia. La sortita offensiva di Matteo Renzi contro Giuseppe Conte, sostenuto da Pd e M5S, sta infatti mettendo in grave imbarazzo il premier. Già ieri sono arrivate le dure parole di Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e coordinatore nazionale di Italia viva: «Ad oggi non c’è più la fiducia tra la maggioranza e il premier. Il premier l’ha sciupata. Bisogna ricostruirla. Questo problema o lo risolve il premier o per noi questo governo è finito», ha affermato Rosato senza troppi giri di parole.

Maggioranza ai ferri corti

Di fronte a questa fuga in avanti di Renzi, il Partito democratico si è schierato dalla parte di Conte, agitando lo spauracchio delle elezioni anticipate, che potrebbero essere fatali per Italia viva: «Se finisce quest’alleanza di governo, l’unica alternativa è il voto», ha dichiarato a Repubblica il dem Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali. Lo stesso concetto è stato poi ribadito anche da Dario Franceschini: «Se si aprisse la crisi, tanto varrebbe andare a votare. Conte contro Salvini e ce la giochiamo». Ma Italia viva, che in caso di elezioni non sarebbe sicura di superare la soglia di sbarramento, ha già fatto sapere: «Non decide lui, ma il Quirinale», passando la palla a Mattarella.

Il monito di Conte a Renzi

Su tutto questo, come riferito da Ilario Lombardo sulla Stampa, si è infine espresso anche Conte, infastidito non poco dal gioco al rialzo di Renzi: «Ho già detto e ribadito che senza fiducia non si può governare. Ma la fiducia la dà e la toglie il Parlamento», è il monito che il premier ha lanciato a Italia viva. Insomma, Conte è sicuro di vincere il braccio di ferro con Renzi, mentre quest’ultimo pare deciso a dare fondo a tutte le sue risorse pur di spuntarla. Questa lotta interna alla maggioranza, aspra come non mai, ha finito per mettere in agitazione il Pd, che teme che la situazione possa sfuggire di mano: «Ora abbiamo aperto la gabbia al leone», è la frase che aleggia al Nazareno. Qualora si aprisse la crisi di governo, potremmo vederne delle belle.

Elena Sempione

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