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Roma, 3 lug – “Veneto a rischio elevato 1,63. In certi casi prevederei il carcere”. E’ quanto dichiarato da Luca Zaia per motivare la nuova ordinanza che inasprisce le regole nella regione da lui governata. “Il nuovo focolaio di coronavirus scatenato da un imprenditore vicentino rientrato dalla Bosnia ha portato il Veneto da un rischio basso a un rischio elevato, passando da una r con t pari a 0,43 a una di 1,63”, ha spiegato il governatore leghista. “Di fronte a certi comportamenti prevederei la carcerazione. È essenziale che a livello nazionale si prenda in mano il dossier, mettendo in fila le questioni con un Dpcm o con un provvedimento del ministro Speranza”, ha tuonato Zaia.

Addirittura il carcere? Eppure, fatta eccezione per questo focolaio, in Veneto l’epidemia di coronavirus non pare così allarmante. La situazione è migliorata nelle ultime settimane, come nel resto d’Italia. E’ però bastato un focolaio per mandare su tutte le furie Zaia, perché a suo avviso “per colpa di pochi irresponsabili ora pagheranno tutti” e “mi chiedo se abbia senso aver buttato via quattro mesi della nostra vita per ritrovare complottisti e liberisti”. Ora, posto che quest’ultimo termine non è esattamente appropriato, il governatore della Lega ha deciso di sanzionare pesantemente chi contravverrà alle regole imposte.

“Fondamentale il ricovero coatto”

A tal punto che nella nuova ordinanza, prevista per lunedì, la Regione Veneto intende adottare la mano pesante nel caso di “assembramenti e comportamenti sconsiderati di troppe persone che si sarebbero evidenziati negli ultimi giorni. Secondo Zaia “una multa di 1000 euro in caso di fuga dall’isolamento sanitario” è ridicola. Quindi è “fondamentale il ricovero coatto, un Tso, perché non possiamo far decidere al paziente se farsi curare o meno. Ho chiesto ai direttori sanitari di denunciare alla Procura ogni volta che vedono qualcosa che non va”. Ma Zaia vorrebbe provvedimenti simili anche nelle altre regioni, per questo “ne parlerò con Bonaccini in conferenza dei servizi, perché siamo i primi a sperimentare una vicenda del genere, inquietante”, ha detto il governatore leghista.

Carcere, trattamento sanitario obbligatorio, norme più stringenti per chi viola le regole anti-coronavirus. Dalla prossima settimana il Veneto potrebbe insomma attuare un post lockdown per certi versi più pesante del lockdown stesso in termini di misure restrittive. In piena estate, con il coronavirus a livello generale sotto controllo, con gli ospedali che fortunatamente si stanno svuotando e con gli enormi sforzi fatti finora dai cittadini anche in termini economici, quella di Zaia non sembra affatto una grande idea. Soprattutto per quanto riguarda il tipo di repressione evocata e invocata.

Alessandro Della Guglia

5 Commenti

  1. Tra zaia e fontana, due serpi maledette. Mi raccomando. Votate il buon governo della lega. Invece di ammettere i loro VOLUTI errori e manie di protagonismo, continuano ad insistere. Si facessero curare loro a forza di 10 vaccini al giorno… Delinquenti.

  2. morbido come al solito l’articolo,moderatamente preoccupato.zaia e’ un pezzo di m……solo per il vizio delle privatizzazioni ,l’arroganza degli idioti,ecco perche’ non c’e ‘ opposizione.questo individuo andrebbe cacciato via a calci in culo solo per procurato allarme.

  3. Zaia,da quando i sondaggi lo dipingono sulla cresta dell’ onda sembra sia stato colto da delirio di onnipotenza, tipico dei bambini.Crede di poter decidere della libertà degli altri come un piccolo dittatorello(parla addirittura di tso!!) e forse crede pure di capire di epidemiologia, malattie infettive, virtologia, microbiologia,medicina interna,pneumologia, etc.Solo gli ignoranti non si rendono conto dei propri limiti e che la scienza è sempre in evoluzione.Sembra che i famosi positivi non solo non sono malati , cioè non sviluppano sintomi, ma in realtà hanno solamente sviluppato gli anticorpi al virus(che tuttora non è mai stato isolato).
    Sembra inoltre che vi siano molti falsi positivi, utilissimi per i poteri occulti della dittatura sanitaria mondiale al fine di impaurirci, imbavagliarci con una mascherina che ci rende degli zombie,dividerci dagli altri connazionali visti come untori potenziali,incarcerarci ed indebitarci come famiglie e come nazione per poi comperarsi a due lire il paese intero .Il Presidente scienziato della Tanzania ha mandato a testare un frutto locale e materiale da una capra e gli sono tornati ambedue positivi al coronavirus, a dimostrazione della enorme truffa attuata ai danni di interi popoli per una normalissima virulenza stagionale che nel 96% dei casi ha colpito persone già malate!.
    Anche Salvini ha abboccato al regime di terrore e di sopraffazione di una poltica burattina di poteri occulti, ma almeno non ha mostrato quel delirio di onnipotenza sui propri concittadini che ha mostrato Zaia, che minaccia la tso a chi ha la sola colpa di avere sviluppato degli anticorpi.Che schifo!

  4. Nel 2001 il popolo italiano è stato chiamato a votare se voleva più regionalismo e, nell’indifferenza generale, ha vinto il sì. Io già sentivo puzza e ho votato no. Adesso raccogliamo i frutti e li leggiamo nelle notizie come questa.

  5. Nella cornice del terrorismo sanitario statale inaugurato dal Monarca Levantino con la pochette a cinque punte, emergono i dittatorelli regionali – inclusi Bonaccini e De Luca – trainati dai loro virologi di riferimento, più o meno fanatici (o ansiosi di pararsi il posteriore, quando non legati a interessi farmaceutici), e da una disinformazione dilagante sul piano nazionale e globale.

    Zaia si dia una calmata e sia ragionevole, perché 5 positivi, 3 a Vicenza, uno a Padova e uno a Verona non sono tutto ‘sto disastro. Anzi. Siamo al disotto del margine d’errore del test a tampone che – dovrebbe essere noto – produce almeno il 50% di falsi positivi. E poi non sia così arrogante perché con quei modi esagitati sta facendo girare le scatole a moltissimi leghisti che amano la propria libertà e non sopportano di vederla mettere in pericolo per motivi pretestuosi. I tiranni non sono graditi neppure in Padania.