Roma, 10 ott – Il premio alla sciocchezza del giorno? Lo vince a mani basse Debora Serracchiani, capogruppo uscente del Pd alla Camera. Nel ricordare, doverosamente, la tragedia del Vajont, ieri la “maestrina” dem ha tirato fuori un tweet da far strabuzzare gli occhi: “Non dimentichiamo le vittime e la catastrofe di 59 anni fa con il crollo della diga del Vajont, una tragedia in cui persero la vita oltre 2000 persone. Una ferita dolorosa per #FVG e per l’Italia intera”. Il disastro di quasi 60 anni fa è senza alcun dubbio un ferita per tutta l’Italia, dunque anche per il Friuli Venezia Giulia, ma proprio per questo sarebbe d’uopo ricordarlo evitando imbarazzanti gaffe.

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“Crollo diga Vajont”: l’imbarazzante gaffe della Serracchiani

Sì perché come noto la diga del Vajont non è mai crollata e il paese più colpito dal disastro del 9 ottobre 1963, fu Longarone, che si trova in Veneto, non in Friuli Venezia Giulia. La strage fu causata da una frana staccatasi dal monte Toc e precipitata nel bacino artificiale generato dalla diga Vajont, travolgendo il paese sottostante. Morirono per l’esattezza 1.917 persone, di cui 1.458 soltanto a Longarone. Quest’ultimo, ribadiamo, non si trova in Friuli Venezia Giulia e la Serracchiani dovrebbe saperlo bene, visto che è stata presidente della Regione autonoma dall’aprile 2013 al marzo 2018. Cinque anni sufficienti per imparare almeno i comuni di quella regione.

La clamorosa topica non è ovviamente sfuggita agli utenti. “Santa pazienza, c’è scritto anche nelle quattro righe del sommario del Corriere che è franata la montagna. E per di più Longarone è in provincia di Belluno, in Veneto. Ma cosa abbiamo fatto per meritarci una classe dirigente simile?” scrive un utente, menzionando peraltro la foto dell’articolo condivisa dalla Serracchiani. “La Serracchiani ha 52 anni, ed è stata presidente della regione Friuli Venezia Giulia dal 2013 al 2018. Quindi della tragedia del Vajont, almeno per sentito dire, dovrebbe sapere tutto”, fa presente un altro utente. E ancora: “La diga è ancora su. Ha resistito anche all’urto dell’onda generata dalla frana del monte Toc. Proprio ignoranza tipica PD. Ed è stata anche presidente della regione”.

Stamani, dopo diverse ore di bufera social, la Serracchiani ha ammesso finalmente la propria clamorosa gaffe: “Chiedo scusa. Molti di voi hanno segnalato errori nel mio tweet sulla catastrofe del #Vajont. Sono stata su quei luoghi, e la verità verso i fatti avvenuti impone di ricordare che la diga non crollò. Gravi furono le responsabilità umane. Giusto ricordare le tante vittime venete”.

Alessandro Della Guglia

 

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5 Commenti

  1. Queste teste che si credono grandi. in grado di guidare le masse per portarle a votare per loro !!! E’ già tanto che questa volta non sono stati invocati i fantasmi neri della Meloni. Che figura di FF (leggasi Feci Fresche) !

  2. Fa parte del trasformismo del PD ; questa gente la storia la legge ma non la capisce e quindi quando la racconta, la racconta a modo suo ci crede anche. Così è successo in campagna elettorale, solo che questa volta gli Italiani non si sono fatti incantare . I fantasmi neri per le strade ancora non si vedono.

  3. Pacillo… non vorrai dirci che bevi troppi caffè, magari del amico “serracchiano” illy ? Non buttarci giù così, i borbonici sapevano bere un caffè giusto…

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