Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 gen – La Boldrini non ricopre più cariche istituzionali, ma il “boldrinismo” continua a deformare il dibattito politico in Italia. A rilanciare le istanze della fu “presidenta” ci pensa il Movimento 5 Stelle, con un disegno di legge “Contro il linguaggio sessista e le discriminazioni nel mondo dei media, che è forse la cosa più simile al Ministero della Verità di Orwell che sia mai stata concepita, almeno in Italia. Il documento non è stato ancora presentato, ma è stato inviato per mail a tutti i parlamentari pentastellati. Si tratta di una iniziativa della senatrice Cinzia Leone, prima firmataria del ddl.

Il ddl: un mix di censura e velleità rieducative

Leggendo il testo si rimane a dir poco perplessi. Si tratta di un mix di censura e velleità rieducative, che supera di gran lunga in fanatismo e intenti repressivi tutte le iniziative finora intraprese su hate speech e polizia del pensiero in generale. Tra le varie cose è prevista l’istituzione di una Commissione in seno all’Agcom, formata da psicologi e sociologi, che avrà il compito e il potere di censurare le pubblicità ritenute sessiste o discriminatorie nei confronti delle differenze di genere. Per gli operatori pubblicitari che non si adegueranno sono previsti l’arresto e multe milionarie, con le aziende sanzionate che verranno messe all’indice in un apposito annuario!

Un elenco infinito di regole che le aziende dovranno seguire, anche in merito a singole inquadrature che potranno venire giudicate sessiste dalla Commissione, pena sanzioni pesantissime. C’è poi tutta la parte relativa ai corsi obbligatori per i giornalisti, con un ulteriore stretta sull’imposizione del linguaggio politicamente corretto ancora più drastica della già discutibilissima Carta di Roma. Viene imposta agli editori la parità di genere nei ruoli dirigenziali negli organi stampa, per non parlare della parte relativa alla modifica dei programmi scolastici e universitari in chiave anti sessista. Un documento così liberticida da far apparire la Commissione Segre una roba da libertari.

La prima parte del ddl

Nell’introduzione si parla di donne “sminuite, ghettizzate, denigrate, ridicolizzate, insultate sulle pagine dei giornali, sui siti web e sui social network, sulle radio, in televisione”, e si spiega che per riconoscere il sessismo su una pubblicità basta invertire i ruoli di uomo e donna: “Se questa inversione ci sembra strana, sicuramente siamo di fronte ad un esempio di sessismo”. Sempre nella relazione illustrativa si introducono “i doveri” dei media, che devono impegnarsi nella lotta alle discriminazioni, non solo delle donne ma anche Lgbt etc.

L’articolo 1 del disegno di legge spiega come lo scopo sia “contrastare le discriminazioni dell’immagine femminile, perpetrata nelle pubblicità, nei mezzi di informazione e comunicazione e in internet”. Nell’articolo 2 si definisce come pubblicità sessista “qualsiasi tipo di pubblicità che veicoli stereotipi, pregiudizi o offese basate sul genere, ovvero qualsiasi tipo di pubblicità in cui una o più persone sono oggetto di rappresentazioni che tramite il codice verbale, visivo o sonoro, le discriminano, le penalizzano, le ridicolizzano, le sviliscono o stigmatizzano a causa del loro genere, della loro identità di genere (transfobia e cisfobia)”. Nell’articolo 3 vengono introdotti i “divieti” per il sistema comunicativo: “È vietato utilizzare l’immagine della donna in modo vessatorio o discriminatorio a fini pubblicitari”.

Si scrive Commissione si legge Ministero della Verità

All’articolo 4 la cosa inizia a farsi interessante e inquietante. E’ qui che si parla dell’istituzione della “Commissione per il contrasto alla discriminazione della donna nella pubblicità e nei media televisivi”. Commissione che viene istituita in seno all’Agcom e alla quale spetterà il compito di selezionare “i messaggi pubblicitari, con particolare riferimento alla presenza di pubblicità sessista”. E in base a cosa verranno selezionati i messaggi pubblicitari sessisti? In base ad un “codice di autoregolamentazione del settore pubblicitario per combattere ogni forma di pubblicità sessista e discriminatoria” che dovrà essere elaborato dalla stessa Commissione. Sempre seguendo il codice la Commissione dovrà effettuare un “monitoraggio permanente” contro la diffusione di “pubblicità sessista” e far sì che il sistema radiotelevisivo svolga un’opera di “sensibilizzazione sulla corretta rappresentazione delle donne e delle differenze di genere“. Nello stesso articolo è poi previsto il pubblico ludibrio, ovvero “la creazione e la pubblicazione di un annuario delle aziende sanzionate in violazione della presente legge”.

Una Commissione formata da psicologi e sociologi

Ma da chi è formata questa Commissione aka Ministero della Verità? “La Commissione è composta da venti membri nominati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, tra esperti nella materia disciplinata dalla presente legge, psicologi, sociologi, docenti di scienze della comunicazione, rappresentanti delle associazioni a tutela delle donne maggiormente rappresentative a livello nazionale”. E così questo gruppo formato da psicologi, sociologi e attiviste (per il quale il ministero delle Pari Opportunità dovrà sborsare 2 milioni) sarà incaricato di conferire “un apposito bollino di conformità del messaggio pubblicitario televisivo trasmesso su canali nazionali a criteri di qualità e a finalità socio-educative per linguaggio, immagini e rappresentazioni, in linea con i criteri di tutela della donna stabiliti dalla presente legge”. Se il messaggio sarà ritenuto non conforme dalla Commissione non potrà essere trasmesso.

Le sanzioni per chi non si adegua

E chi non si adegua ai diktat della Commissione? “L’operatore pubblicitario che non ottempera ai provvedimenti d’urgenza o a quelli inibitori o di rimozione adottati con la decisione che definisce il ricorso, è punito con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a euro 5.000.000″. Insomma oggi l’ideatore della pubblicità del silicone Saratoga (“brava Giovanna!”) avrebbe passato sicuramente qualche mese al fresco e avrebbe rischiato di finire sul lastrico.

Il controllo della Commissione si estenderà anche sulla Rai, che oltre ad ammende da 100 mila euro rischia, in caso di “violazioni gravi”, di dover dedicare uno spazio apposito all’interno della trasmissione incriminata, alla “discussione della violazione attraverso il confronto con un’esperta o un esperto, selezionato da un database di esperti suggeriti da AgCom”. Roba da far apparire i commissari politici sovietici come degli inguaribili liberali. Per le reti private invece sarà vietato anche “mostrare coreografie o singole inquadrature che mostrino una persona solo come un oggetto sessuale”. Della serie Umberto Smaila oggi si sarebbe beccato l’ergastolo.

Rieducazione per giornalisti e studenti

I giornalisti saranno invece obbligati alla formazione sul linguaggio appropriato da utilizzare, che dovrà far sì che tutti ad esempio adottino termini specifici come “femminicidio”, o che non si utilizzi il “dead name” (il genere prima dell’operazione per il cambio sesso) per le persone trans. Per chi non si attiene multe fino a 50 mila euro. Le testate dovranno poi annoverare “almeno il 40% di dirigenti di uno dei due sessi”. Non resta immune alla scure della Commissione nemmeno il Miur, con l’inserimento nel programma di educazione civica “di elementi di sensibilizzazione alle differenze di genere ed educazione alla cultura non sessista”, al quale sarà affiancato un controllo serrato sui libri di testo da adottare. Sotto osservazione anche le biblioteche universitarie, dove sono vietati ovviamente i saggi ritenuti sessisti. Il ddl grillino mette bocca anche sulle tesi di laurea: “Il Miur, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, è tenuto a promuovere tesi di Laurea e di dottorato anche in cotutela con tutte le università e interventi formativi, anche in forma multimediale, trasversali all’offerta curricolare e in ogni settore scientifico disciplinare sui temi della lotta al sessismo”.

Per ora si tratta solo di un disegno di legge ideato dalla senatrice Cinzia Leone, bisognerà vedere se i suoi colleghi parlamentari saranno disposti a supportarlo. Di sicuro c’è solo che a leggere un testo del genere vengono i brividi. A riprova ancora una volta che sul piano culturale, e non solo, i 5 Stelle rappresentano un’avanguardia del pensiero unico. Alla stregua della peggiore sinistra.

Davide Di Stefano

11 Commenti

  1. siamo alle solite..
    le nazifemministe e i buonisti insieme stanno facendo così tanti danni alla libertà individuale che nemmeno ebola,peste nera e vaiolo insieme riuscirebbero a fare:

    noi cittadini ne ABBIAMO PIENE LE TASCHE di gente che pretende di dirci in nome del politically correct,
    tutto quello che dobbiamo dire,pensare,leggere o vedere nella vita reale,in tv o sulla rete.

    siamo stanchi…
    lo capite?
    STANCHI che riversate costantemente i vostri limiti,le vostre insicurezze e le vostre psicosi sugli altri,
    pretendendo pure di imporle per legge.
    STANCHI che approfittiate di ogni minima scusa per istituire altre commissioni,altre tavole rotonde,altri studi di genere,
    altre leggi lesive dei diritti di espressione e delle libertà individuali
    pretendendo pure di farle pagare allo stato,quindi a tutti noi e anche a me tramite le tasse.

    QUESTA LEGGE NON DEVE PASSARE:

    tutti quelli che la pansano come me,facciano pressione sui loro referenti politici,
    sui loro partiti,sul movimento5s e sulla stessa cinzia leone,perchè la smetta di pensare solo al suo genere…
    dedichi le sue energie a qualcosa di più utile…
    per esempio reprimere efficacemente il crimine da strada,
    che sta diventando insopportabile…per tutti,uomini e donne.

  2. E’ sufficiente leggere la non storia politica di questo personaggino per capire la sub-cultura che sottoscrive

  3. Non appartengo a nessuna delle categorie che questa ennesima stupidaggine del movimentocinqueballe intende difendere; ergo, tale ddl mi discrimina. Posso cominciare a denunciare qualcuno per stupidità molesta? ah già, quella purtroppo non è ancora reato…..
    Ci stanno coglionando alla grande, complimenti a quelli che li hanno votati……
    Che vadano davanti allo specchio a dirsi i loro bei Vaffa e la smettano con questo costante intelligenzicidio.

  4. La buona notizia è , che se i parlamentari da noi LAUTAMENTE PAGATI , hanno tempo
    per ‘ste cazzate ….. vuol dire che in Italia VA TUTTO BENE !

    …. non dovevano ridurre i costi della politica ? ONESTA ! ONESTA !

    ancora un pò e mi fanno rimpiangere Andreotti …….

    GRULLINI , nomen omen

    • Sempre attenzione ad Andreotti, il figlio Stefano ha dato un colpo di coda… (povero paese nostro era davvero messo male e non è finita ancora…).

  5. Stimato “Fabio Crociato” , il mio riferimento al GOBBO era una iperbole ; non ho trovato nulla di
    più forte per criticare grulli(elettori) e grullini(eletti)
    individui col QI inferiore alla temperatura dell’ azoto liquido , con a capo ER BIBBITARO …….
    che “guida” ahimè lo stesso ministero che fu spesso del “divo giulio”.

  6. COSAAAA ????? IL BUE DICE CORNUTO ALL’ASINO!!! MA SE I MEDIA PARLANO SEMPRE A FAVORE DELLE DONNE!!!!! NON FANNO ALTRO CHE LODARE LE DONNE E CALUNNIARE DIFFAMARE E INFANGARE E OFFENDERE GLI UOMINI ADDIRITTURA PARLANO IPOCRITAMENTE SOLO DI CRIMINI MASCHILI SULLE DONNE E MAI DEI TANTI CRIMINI COMMESSI DALLE DONNE SUGLI UOMINI E BAMBINI O RARAMENTE….VERGOGNOSA UNA PROPOSTA DEL GENERE….ORMAI DIRE ANCHE CHE UNA COLLABORATRICE E’ BELLA PER LORO E’ OFFESA COME’ SUCCESSO AD AMADEUS…..QUESTO DIMOSTRA CHE QUESTE ANDROFOBE HANNO IL SOLO SCOPO DI PROTESTARE CONTRO GLI UOMINI SEMPRE E IN QUALSIASI CASO SIA CHE SI FA QUALCOSA PRO DONNA CHE CONTRO LORO PROTESTANO SEMPRE……QUA SIAMO DI FRONTE AD UNA DITTATURA FEMMINISTA VERA E PROPRIA…..MA PER FAVORE, FANNO VOMITARE CERTE POLITICHE CHE SI LAMENTO DI IDIOZIE IPOCRITE….

  7. COSAAAA ????? IL BUE DICE CORNUTO ALL’ASINO!!! MA SE I MEDIA PARLANO SEMPRE A FAVORE DELLE DONNE!!!!! NON FANNO ALTRO CHE LODARE LE DONNE E CALUNNIARE DIFFAMARE E INFANGARE E OFFENDERE GLI UOMINI ADDIRITTURA PARLANO IPOCRITAMENTE SOLO DI CRIMINI MASCHILI SULLE DONNE E MAI DEI TANTI CRIMINI COMMESSI DALLE DONNE SUGLI UOMINI E BAMBINI O RARAMENTE….VERGOGNOSA UNA PROPOSTA DEL GENERE….ORMAI DIRE ANCHE CHE UNA COLLABORATRICE E’ BELLA PER LORO E’ OFFESA COME’ SUCCESSO AD AMADEUS…..QUESTO DIMOSTRA CHE QUESTE ANDROFOBE HANNO IL SOLO SCOPO DI PROTESTARE CONTRO GLI UOMINI SEMPRE E IN QUALSIASI CASO SIA CHE SI FA QUALCOSA PRO DONNA CHE CONTRO, LORO PROTESTANO SEMPRE……QUA SIAMO DI FRONTE AD UNA DITTATURA FEMMINISTA VERA E PROPRIA…..MA PER FAVORE, FANNO VOMITARE CERTE POLITICHE CHE SI LAMENTO DI IDIOZIE IPOCRITE….

Commenta