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Roma, 8 gen – Incredibile ma vero: Elisabetta Trenta sta traslocando. L’ex ministro grillino della Difesa doveva lasciare l’alloggio di servizio che aveva “girato” al marito ufficiale poco prima di lasciare la poltrona entro il 5 dicembre scorso. Ma pochi giorni fa si è riaccesa la polemica scoppiata a novembre perché la Trenta era ancora “trincerata” nell’appartamento di lusso nel cuore di Roma. Ora a quanto pare, lei e il marito hanno lasciato la casa dello scandalo.



La polemica scoppiata a novembre

La storia è nota, a novembre 2019 una inchiesta del Corriere della Sera aveva svelato che la Trenta viveva ancora nell’appartamento di rappresentanza che le era stato assegnato in qualità di ministro. Il suo ruolo, però, era decaduto a settembre, con la fine del governo gialloverde. Ma l’ex ministro e grillina ex anti-casta aveva spiegato di continuare a vivere lì perché la casa era stata riassegnata al marito, il maggiore dell’Esercito Claudio Passarelli. Dopo l’ordine del capo politico del M5S Luigi Di Maio di mollare l’appartamento e il montare della polemica, la coppia aveva annunciato la rinuncia alla casa in centro. Ma, nei giorni scorsi, il quotidiano La Verità aveva svelato che il maggiore e la moglie continuavano ad alloggiare nella casa assegnata loro dallo Stato e la notizia aveva riacceso la polemica. Quello stesso giorno, la Trenta aveva annunciato sui social il trasloco imminente: “Vi scrivo per comunicare che il 9 Gennaio ci sarà il tanto discusso trasloco dal famoso ‘Appartamento di Stato'”, aveva scritto in un post su Facebook.

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Il trasloco a quanto pare c’è stato ieri

Ma le operazioni, sempre secondo quanto riporta La Verità, sarebbero avvenute già ieri mattina, quando un camion della ditta One e qualche operaio si sarebbero presentati fuori dall’alloggio della coppia. “Come avevo promesso il trasloco è già in corso…“, specifica l’ex ministro della Difesa, precisando che “a Natale è festa per tutti, anche per i traslocatori”. Il ritardo, quindi, sarebbe da attribuire alle feste natalizie, che hanno causato una proroga nel trasporto. Ma a quanto pare le cose non stanno così, infatti, sempre secondo La Verità, dalla One fanno sapere: “Noi siamo arrivati lì oggi, perché ci è stato detto di arrivare lì oggi“, cioè ieri, 7 gennaio. Forse la data anticipata è servita a evitare i cronisti. Sta di fatto che la grillina ha difeso un privilegio immeritato fino all’ultimo. Un po’ come i pentastellati al governo.

Adolfo Spezzaferro

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