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Roma, 6 lug — “Anti omofobia o pro pedofilia?“. Con questo provocatorio striscione, circa 250 militanti di CasaPound Italia sono arrivati in corteo in piazza San Silvestro, a Roma, nelle adiacenze del Senato, per opporsi in maniera categorica al ddl Zan, la cui calendarizzazione è prevista per oggi. Dietro lo striscione campeggiano alcune gigantografie di “situazioni tipo” che si possono trovare a ogni Gay Pride: trans fotografati con bambini, minori affidati a coppie omogenitorali, omosessuali in atteggiamenti blasfemi: “Se questo ti indigna, con il ddl Zan non potrai più dirlo”, recita il messaggio delle tartarughe frecciate.



Ddl Zan, CasaPound manifesta a Roma: “Testo pericoloso”

“Un aspetto del Ddl Zan che forse viene sottovalutato, ma che è molto pericoloso – spiega Luca Marsella, consigliere municipale di CasaPound a Roma – è che il testo lascia margini di discrezionalità ai giudici troppo ampi, e potrebbe contribuire a sdoganare perfino la pedofilia“. Anche se la pedofilia non rientra negli orientamenti sessuali, ma è oggi considerata un disturbo, “è la definizione di ‘genere’ che troviamo nel testo che lascia molti dubbi. Comprendere ‘qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso’ è molto pericoloso in tal senso”.

Il rischio è che, nel corso di qualche decennio, il tema pedofilia venga in qualche modo sdoganato secondo il principio della finestra di Overton, per poi essere accettato dall’opinione pubblica. “Una legge come questa, evidentemente scritta male, potrebbe facilitare tutto ciò — prosegue Marsella – Con questo non vogliamo assolutamente associare l’omosessualità alla pedofilia, e anzi non vogliamo essere strumentalizzati in tal senso, ma riteniamo doveroso mettere in guardia chi potrebbe dover votare in Senato” un testo che “rischierebbe di aprire le porte non solo al business dell’utero in affitto e delle adozioni lgbt, ma perfino alla pedofilia“.

“Nessun compromesso su legge liberticida”

Per le tartarughe frecciate, quindi, il ddl Zan non deve passare: “Nessun compromesso o mediazione su una legge liberticida, che rischierebbe di punire anche soltanto chi afferma che una famiglia è composta da un padre, una madre e dei figli”. Se oggi il Ddl Zan sarà calendarizzato, CasaPound è pronta a manifestate di nuovo: “Annunciamo che saremo in piazza anche il 13 luglio o quando sarà votato a Palazzo Madama, in maniera – ha concluso Marsella – ancora più determinata”.

Cristina Gauri



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