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Roma, 6 ott – Lega compatta con Salvini contro la delega fiscale, Draghi e Letta (orfani di Giorgetti) vanno all’attacco: non è una crisi di governo ma le somiglia molto. Il premier e il leader del Pd contavano sulla sponda del ministro leghista dello Sviluppo economico, ma ieri tutti i ministri del Carroccio – Giorgetti compreso – hanno disertato il Cdm. Questo perché a nessuno nella Lega, neanche i governisti più spinti, conviene firmare una delega in bianco con il rischio quasi certo di un aumento delle tasse. All’indomani della batosta alle amministrative, dunque, il partito di Salvini serra i ranghi e fa sbottare (si fa per dire) il presidente del Consiglio. Al contempo Letta lancia il solito attacco contro la Lega “irresponsabile”.



Strappo della Lega sulla delega fiscale, Draghi: “Ce lo spiegherà Salvini”

Ieri, nella conferenza stampa successiva al Cdm che ha approvato la delega fiscale, Draghi a chi gli chiedeva ragione dello strappo della Lega ha risposto: “Ce la spiegherà Salvini”. Intanto il premier va avanti, convinto che non ci sarà alcuna crisi, anche perché – chiarisce – “non ci sarà alcun aumento delle tasse”. Il punto è proprio questo, tuttavia. La Lega, al contrario, non si fida delle rassicurazioni del premier e dice no alla delega. A raccontare il retroscena dello strappo di ieri – la Lega ha disertato anche la cabina di regia – è Draghi in persona. “Gli scambi avvenuti nei giorni passati in cabina di regia, in varie conversazioni, avevano dato informazioni sufficienti per valutare il contenuto della legge delega”. “Quanto alla non presenza dei ministri della Lega al Consiglio dei ministri, ce lo spiegherà l’onorevole Salvini oggi o domani“, ha affermato il presidente del Consiglio. Draghi ha ribadito che “il contenuto della legge delega è molto generale. Non si prendono impegni che diventa difficile mantenere o si fanno promesse: è una scatola che si ispira a certi principi, ritengo ampiamente condivisi dalla Lega”.

Il premier tira dritto: “Azione di governo non è stata interrotta”

Aria di crisi, dunque? “Non necessariamente – è la replica di Draghi -. Questa è una maggioranza completamente diversa, una situazione politica diversa. Ci sono diversità di vedute, l’azione di governo non è stata interrotta, è andata avanti. Credo ci saranno molte altre occasioni di scambio sia in Parlamento sulla stessa legge sia sui singoli decreti delegati. Certamente questo è un gesto serio, ma” per capire “quali siano le sue implicazioni bisognerà aspettare cosa dice la Lega a riguardo”. Salvini dal canto suo taglia corto: “Nel testo non c’era quanto pattuito. Il metodo non va bene, non è l’oroscopo”. Il leader della Lega contesta il metodo – sottoporre un testo ai suoi ministri mezz’ora prima del Cdm – e soprattutto il merito – il Carroccio non può avallare neanche l’ipotesi di un possibile innalzamento delle tasse. In sostanza, dice Salvini, nessuna crisi ma “il governo deve chiarire”. Chiarimento già avvenuto, secondo Draghi, il quale ha precisato che il contenitore-delega andrà riempito con misure concordate con tutti i partiti della maggioranza.

Letta all’attacco: “Dalla Lega strappo gravissimo e irresponsabile”

Chi invece, ringalluzzito dall’esito delle amministrative, va all’attacco a testa bassa è il segretario dem. “Strappo gravissimo e irresponsabile” quello della Lega, ha detto Letta. “La riforma fiscale è una parte fondamentale del programma di governo, serve per avere i soldi del Pnrr, per avere un fisco più semplificato, non è un piccola cosa. E’ grave, gravissimo lo strappo della Lega e francamente incomprensibile”, si straccia le vesti il leader Pd, che ieri ha pure convocato d’urgenza i suoi ministri. Aggiungendo: “Noi chiediamo al premier Draghi di andare avanti”. Anche i dem allontanano lo spettro di una crisi: “Chiedere una verifica di governo? No, noi siamo gli ultimi a voler agitare le acque. Noi siamo per andare avanti con Draghi, mentre la Lega…”. I dem insistono: “Siamo molto preoccupati per questo atteggiamento irresponsabile di Salvini e della Lega, che rischia di indebolire il governo e di rallentare il percorso di ripresa e di riforme dell’Italia”.

La mossa della Lega – che ovviamente incassa il plauso di FdI, che però sta all’opposizione – è un messaggio chiaro e tondo anche per i ministri di Forza Italia, tutti in linea con Draghi e con il Pd. Insomma, il terremoto di queste ore è soltanto il prodromo di una possibile crisi, quanto meno nel centrodestra di governo. Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro



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