Roma, 1° nov – Continua imperterrita la faida nel M5S dopo il disastro elettorale dell’Umbria. Con la fronda anti-Di Maio che si va sempre più infoltendo e alcuni senatori pronti all’ammutinamento, ora il capo politico ha deciso di puntare i piedi: niente più alleanze elettorali con il Partito democratico. Il motivo? Come si apprende da alcuni retroscena, Di Maio avrebbe confidato ai suoi il timore che la dirigenza dem miri a «trasformare il Movimento in un partito del 2%», in modo da fagocitare completamento il governo. Un po’ quello che stava succedendo con Salvini e la Lega ai tempi dell’esecutivo gialloverde.

«Vogliono farci fare la fine di Alfano»

Di Maio, insomma, l’analisi post-voto se l’è fatta. E guarda pertanto con grande diffidenza alle strategie del Pd: «Non possiamo lasciare che ci facciano diventare quello che fu il Nuovo centrodestra di Alfano per i governi di Renzi prima e di Gentiloni poi». Di qui la decisione di non fare alleanze con il Pd alle prossime Regionali in Emilia-Romagna e Calabria. La posizione di Di Maio è stata avallata dal garante del movimento, Beppe Grillo, il quale è probabilmente il colpevole numero 1 della situazione in cui è ridotto il M5S. Forse proprio per questo (cioè il fallimento della sua strategia), ora il fondatore del movimento è maggiormente disposto ad ascoltare il capo politico.

Di Maio è l’unico che ha capito?

Di Maio, del resto, ha in testa un piano ben chiaro: riposizionare il M5S in modo da distinguerlo tanto dal Pd quanto dalla Lega. Ma l’ala sinistrorsa dei pentastellati, a cui Grillo stesso ha concesso troppo campo d’azione, non intende seguire Di Maio. O meglio, pur dovendo «volare basso» a causa della batosta elettorale, non ha nessuna intenzione di liberare il M5S dalla morsa del Pd. Il terminale politico di questa corrente, il presidente della Camera Roberto Fico, ha infatti chiosato così sulla decisione di Di Maio: va bene rinunciare a un’intesa con i dem alle prossime Regionali, ma «resta la necessità di continuare l’esperienza di governo con il Pd». Sulla stessa lunghezza d’onda c’è anche il deputato Luigi Gallo: «È irresponsabile azzerare la strada indicata da Grillo, che è quella di continuare il dialogo con il centrosinistra». Insomma, come avevamo profetizzato già in agosto, i pentastellati stanno pagando a caro prezzo il varo del governo giallofucsia: un conto salatissimo che contiene sconfitte elettorali, calo vertiginoso dei consensi e una stabilità interna pressoché compromessa. E la colpa, lo ripetiamo, è esclusivamente loro.

Valerio Benedetti

4 Commenti

  1. Faranno la fine dell’Uomo qualunque, perchè si divideranno il loro limitato elettorato il PD, la Lega e la sinistra. Italia Viva assorbirà pochissimo. Li ricorderemo come quelli duri e puri contro le auto blu, per lo streaming e la decrescita felice, finiti come dei dilettanti impreparati, carnefici di sè stessi.

  2. Caro faccino da bravo ragazzo. Quando si viene inondato dalla foga del potere e in nome dello stesso si tradisce il proprio popolo vuol dire che ormai non hai più rispetto neanche di te stesso in nome del potere. La saggezza degli anziani narra sempre che se lanci il boomerang poi ti torna indietro. In nome del potere hai fatto un alleanza con chi hai apertamente insultato dandogli dei poco di buono di essere persone spregevoli e poi ci hai fatto il matrimonio. Sei molto giovane ma cosa sia la coerenza dovresti saperlo anche te. Caro ragazzetto, mal consigliato dal vostro comico che è sempre staTo dichiaratamente di sinistra, hai commesso un grosso errore. Le fauci della sinistra sono una cosa da tenere lontano perché una volta che ti azzannano non ti mollano più. Per Grillo è stato un giochetto che gli è riuscito bene. Lui notoriamente voleva entrare nella sinistra che lo schifo’ e lui sapendo di godere di grande popolarità ha lanciato un nuovo movimento fatto col metodo dello strillone e che ha avuto il suo effetto. Adesso il PD fin quando non vi avrà deliggittimato non vi mollera,’ fin quando non vi avrà ridotto all’evanescenza. Vi obblighera a presentarvi uniti in Emilia e poi vi manderà a casa. Tanti auguri ragazzetto

  3. Non c’e’ niente di strano. Chi non conosce le origini di beppe, non sa che era uno spietato maoista, talmente fanatico che i compagni lo mandarano al confine. Lui non si diede per vinto, da bravo
    saltimbanco mise su la ditta itinerante e si mostro’ al mondo.
    Poi fece il primo varo dalla nave ex-reale inglese, nominato baronetto della regina si mise in
    affari con il kingpin della droga e fondo’ il partito azienda.
    Ma il beppe ha sempre aspirato ad unirsi al pci-pcdi-pds-pdi.
    Prima, di adesso, aveva preso una brutta strada:
    https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/muore-suocero-iraniano-grillo-sospiro-sollievo-ebrei-51878.htm
    Diciamo che di maio non capisce niente di fusioni, il pd e’ l’azionista maggioritario.

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