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Roma, 1 nov – Zone rosse, stop agli spostamenti tra regioni, chiusura dei centri commerciali nel fine settimana e altre misure restrittive. Domani è atteso l’ennesimo Dpcm del governo, che sta valutando queste ulteriori strette, che equivalgono in pratica a un mini-lockdown. I nuovi provvedimenti sono ancora al vaglio dell’esecutivo ed è in corso una videoconferenza tra il ministro della Salute Roberto Speranza, quello degli Affari Regionali Francesco Boccia e i rappresentanti di Regioni, Comuni e Province. “La trincea degli ospedali va difesa il più possibile e le Regioni – ha dichiarato il ministro Boccia – hanno il termometro che abbiamo noi per decidere le misure. Quando è necessario alzare la difesa serve farlo senza tentennamenti. Avranno al proprio fianco il governo”. Un’affermazione che lascia intendere la volontà dell’esecutivo giallofucsia: delegare il più possibile agli enti locali le azioni da intraprendere per contrastare l’epidemia.

Le probabili restrizioni

Non si tratta però di un totale scaricabarile, ma dell’ormai nota incapacità della maggioranza di adottare soluzioni chiare, nette e coerenti. Domina insomma una sorta di schizofrenia decisionale, con all’orizzonte una sola certezza: il fantasma di un nuovo lockdown che aleggia sull’Italia. Molto probabilmente, dunque, il governo lascerà decidere ai governatori sulla chiusura delle scuole, sulle aree regionali da bollare come zone rosse e sugli orari di chiusura delle attività commerciali, non solo bar e ristoranti. Resta da capire cosa invece verrà imposto a livello nazionale in modo uniforme. E’ probabile che il governo opti per un divieto agli spostamenti tra regioni, consentito soltanto per le solite “comprovate esigenze”, ovvero motivi di salute, di lavoro oppure emergenze di altro tipo sempre da giustificare con un’autocertificazione. L’altro provvedimento possibile riguarda il coprifuoco, che il governo sta valutando di anticipare alle 20 o alle 21. Ad ora varia da regione a regione, con alcuni governatori che lo hanno fissato alle 23 e altri alle 24.

Risorse economiche, queste sconosciute

E’ chiaro però che tutte queste misure danneggeranno ulteriormente i lavoratori, in particolare i negozianti costretti a chiudere o comunque a limitare gli orari di apertura. Come pensa allora l’esecutivo giallofucsia di sostenere le attività commerciali? Al momento anche in questo caso regna l’incertezza più assoluta, con promesse di ristori che rischiano di tradursi in chimere. Servono risorse concrete ed è necessario metterle in campo subito, pena un devastante collasso economico. Altri fondi, tasse sospese, agevolazioni fiscali. Stanziamenti e sostegni reali quindi, maggiori ovviamente di quelli piuttosto miseri previsti nel decreto varato una settimana fa. Perché è impensabile adottare restrizioni draconiane senza fornire salvagenti ai cittadini.

Alessandro Della Guglia

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