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Roma, 10 feb – Mattarella ha chiesto a Draghi di formare un governo di “alto profilo” aperto a tutti partiti in Parlamento, tuttavia c’è la possibilità che i 5 Stelle non saranno della partita: il no dei grillini impedirà all’ex presidente della Bce di governare? Assolutamente no: a Draghi basta e avanza il sì della Lega.

A Draghi bastano o la Lega o il M5S per governare, non entrambi i partiti

I numeri parlano chiaro: al premier incaricato serve o la Lega o il M5S per avere una maggioranza assoluta. Così come è vero che con i soli Pd, Iv, Leu e Forza Italia (FdI della Meloni non voterà sì alla fiducia) Draghi non avrebbe i numeri per governare. Ma il problema non si pone, visto che la Lega di Salvini ha confermato l’appoggio incondizionato senza richieste né veti al governo nascente.

Con il sì della Lega, il ni del M5S è un’arma spuntata

Il problema si pone con il Movimento 5 Stelle, diviso al suo interno tra i governisti (alias poltronisti) e i contrari (che vorrebbero salvare la faccia dall’ennesimo voltafaccia). Non a caso, dopo che su input del presidente dell’associazione Rousseau Casaleggio, si era deciso di votare online il sì o il no all’ingresso del M5S al governo, il garante Grillo ha bloccato tutto. Al contempo, il comico genovese ha fatto una serie di richieste a Draghi: dal tenere fuori la Lega al super ministero green (da affidare neanche a dirlo ai 5 Stelle). Come vi abbiamo detto, però, il M5S con i suoi tentennamenti sta giocando con il fuoco, anche perché il tempo stringe. E in ogni caso a Draghi non servono i voti dei 5 Stelle per governare.

Maggioranza con tutti dentro (tranne FdI)

Vediamo dunque i possibili scenari in Parlamento. Se contiamo, oltre ai sì di Pd, Forza Italia, Iv, LeU, gruppi minori e Lega, anche quello del M5S, il governo Draghi ovviamente avrebbe una maggioranza gigantesca. Con almeno 288 sì al Senato, che potrebbero crescere fino a sfiorare i 300. Questo quando la maggioranza assoluta è fissata a quota 16. E oltre 580 voti alla Camera, dove la maggioranza assoluta è pari a 316. In questo scenario all’opposizione si collocherebbe solo FdI, con 33 deputati e 19 senatori.

Maggioranza con la Lega ma senza i 5 Stelle

Se alla fine i 5 stelle dovessero optare per il no al governo Draghi (scenario improbabile a dire il vero), la maggioranza non sarebbe monstre ma avrebbe comunque numeri superiori alla maggioranza assoluta in entrambi i rami del Parlamento. Al Senato l’esecutivo potrebbe contare su almeno 196 voti: 10 senatori del gruppo Europeisti; 52 Forza Italia; 18 Italia viva; 63 Lega; 35 Pd; 7 Autonomie; 2 Azione-Più Europa; 3 Cambiamo-Idea; 6 LeU. A questi numeri vanno probabilmente sommati una decina di senatori del Misto, portando la maggioranza oltre quota 200. All’opposizione si collocherebbero FdI (19 senatori) e M5s (92 senatori), per un totale di 111 voti. Alla Camera invece il governo Draghi potrebbe contare su almeno 392 voti: 91 deputati FI; 28 Iv; 131 Lega; 93 Pd; 4 Azione-Più Europa; 15 Centro democratico; 12 LeU; 4 Maie; 4 Minoranze linguistiche; 10 NcI. All’opposizione pertanto si collocherebbero FdI (33 deputati) e M5s (190), per un totale di 223.

Il M5S alla fine dovrà accontentarsi di entrare al governo alle condizioni di Draghi

L’impressione dunque è che alla fine dopo aver tirato la corda avanzando richieste Grillo dovrà accontentarsi di far entrare il M5S nel governo alle condizioni imposte da Draghi. Anche perché il premier incaricato può far presente al garante dei 5 Stelle proprio i numeri di cui stiamo parlando. Ipotesi remota ma non impossibile è che dopo un’eventuale vittoria dei no su Rousseau e l’inevitabile scissione del M5S, i sì dei grillini rimasti non sarebbero comunque determinanti.

Adolfo Spezzaferro

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