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Roma, 20 giu – Si accende sempre di più la campagna per le elezioni amministrative delle grandi città. Dopo Napoli anche Roma ha il candidato di centrodestra: Enrico Michetti. L’uomo in questione è un volto noto nella capitale e da sempre vicino a Fratelli d’Italia. Calenda non si ferma nella sua lotta che ora vede ben delineato come avversario anche il Pd con Gualtieri che non sembra, proprio come il leader di Azione, avere nessuna voglia di dialogare. Le periferie delle città, in particolare di Milano, Roma, Napoli e Torino, sono sempre state al centro di grandi dibattiti elettorali. Spesso ritrovandosi infine ritrovati con un pugno di mosche a voto concluso.



Carlo Calenda: il manager alla scoperta delle periferie

La campagna elettorale dell’ex ministro dello Sviluppo è iniziata molto presto rispetto agli altri candidati. In tutto questo tempo, la sua presenza nelle periferie romane non è mancata. La mossa di Calenda di correre da solo spaventa, tra tutti, proprio il Pd. Il quale rischia di vedersi scappare dei voti verso un’area più centrista rischiando quindi di non arrivare al ballottaggio. Tra le sue proposte, la più significativa è sicuramente quella della fusione tra Ama e Acea, dimenticando però che sono da smaltire grossi debiti per entrambe le società e la necessità di una riqualifica totale dei servizi. Impensabile ad oggi attuare questa proposta con soli 5 anni di mandato.

Il centrodestra, col suo stare in mezzo alla gente, ha ereditato un cavallo di battaglia della sinistra da prima repubblica: ascoltare il popolo sul campo. Enrico Michetti è sicuramente una personalità di spicco nell’élite romana. Avvocato amministrativista e tribuno radiofonico: insomma, profilo di tutto rispetto anche se i tempi per la campagna elettorale stringono e il suo nome è stato ufficializzato solo pochi giorni fa.

Pd e 5 Stelle: il popolo è solo un lontano ricordo

Gualtieri, candidato di “spicco” del PD, ha velatamente rifiutato qualsiasi tipo di alleanza con 5 Stelle e Azione. Non per divergenze sul piano politico ma per paura che gli alleati potessero rubargli la scena data al ballottaggio visto che, ad oggi, i sondaggi non gli sorridono. In alcuni sondaggi, anche di caratura nazionale, vedono possibile l’approdo al ballottaggio dell’attuale primo cittadino Virginia Raggi. Sembrerebbe francamente impensabile premiare con il voto un sindaco che ha portato al degrado più totale la “capitale del mondo”. Eppure, attraverso l’alleanza con qualche lista civica sembra ad oggi arrivare quasi al 20% portandosi così ad un passo allo scontro a due finale.

Roma, durante il mandato M5S, ha visto un partito sempre presente nelle periferie ad ascoltare i disagi dei cittadini: CasaPound. A questo proposito, chi potrebbe giovarne al momento del voto è Gilberto Trombetta del Fronte Sovranista Italiano che non potrà competere, a numero di voti, con i partiti tradizionali ma potrebbe sicuramente alzare la percentuale dei sondaggi che si attesta attualmente tra il 2% e il 3%.

Ilario Maiolo



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