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Roma, 24 nov – A due mesi dalle elezioni regionali in Emilia-Romagna, la decisione presa dal M5S dopo il voto su Rousseau di partecipare alla competizione cala come un elemento di incertezza sulle dinamiche elettorali. E a farne le spese, anche se può apparire controintuitivo, sarebbe il centrodestra.

Sondaggio Emilia-Romagna: Borgonzoni e Bonaccini appaiati

Questo è almeno ciò che risulta da un sondaggio condotto poco dopo la chiusura delle operazioni sulla piattaforma telematica grillina. Secondo Alessandro Amadori, che ha condotto la rilevazione per Affaritaliani.it, nonostante il buon momento di Salvini a livello nazionale, ciò potrebbe non bastare per recuperare il margine che separa i due principali contendenti in Emilia-Romagna: il governatore uscente Bonaccini sarebbe ad oggi in vantaggio di un paio di punti. Uno scarto che deve tenere però conto dell’altissimo numero di indecisi: il 25% degli elettori non ha ancora scelto.

Se dopo l’Umbria la strada sembra, se non proprio agevole, quantomeno in leggera discesa, la ri-discesa in campo di Di Maio e sodali rischia di mettere i bastoni tra le ruote alla lunga rincorsa del centrodestra. Il quale ha comunque ampio margine: il 2% che separarebbe i contendenti allo scranno più alto dell’Emilia-Romagna potrebbe essere statisticamente quasi irrilevante. Parliamo di una regione dove, dal 1995 ad oggi, la distanza tra gli schieramenti si è sempre misurata nell’ordine delle due cifre, da un minimo di 16 ad un massimo di 28 punti percentuali. Lo stesso Bonaccini, che nel 2014 era contrapposto a quell’Alan Fabbri poi diventato primo sindaco di centrodestra nella storia di Ferrara, in quella tornata aveva vinto con un vantaggio del 20%.

Nicola Mattei

1 commento

  1. Ai tempi dei governi tecnici,Renzi,Letta,Gentiloni,i grillini dicevano che FI fosse la stampella del PD.Ora che FI sta morendo,pare che il M5S stia fremendo per prenderne il posto.

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