Roma, 24 apr – L’Espresso ha un chiodo fisso: CasaPound. Non riesce a toglierselo dalla testa e puntualmente propone ai lettori qualche mirabolante inchiesta sul movimento che adora “spiare”. A forza di scrutarlo, perché studiarlo sarebbe troppo chiedere a chi ormai ha perso pure la capacità all’applicazione gramsciana, non poteva che tirar fuori una spy story. Ecco allora che secondo il settimanale alla ricerca della sinistra perduta e ignorata dagli elettori, alle prossime elezioni europee il movimento della tartaruga frecciata potrà presentarsi grazie addirittura a una spia di Putin.

Insomma, il presidente russo ha sguinzagliato un suo agente perché ansioso di vedere CasaPound sulla scheda elettorale. Una trama avvincente, non c’è che dire. Frutto evidentemente della sovietica nostalgia per il Kgb. E’ probabile che Le Carré corra a trarne spunto per il suo prossimo romanzo, con il suo agente del Secret Intelligence Service pronto a disinnescare la minaccia.

Ma chi sarebbe questa pericolosissima spia?


La spia è stata individuata in un europarlamentare ungherese, Béla Kovacs, che in quanto tale è stato eletto dai cittadini magiari. A meno che L’Espresso, visti i voti dispersi dalla sinistra, non pensi che un europarlamentare venga nominato in gran segreto da Vladimir Putin, che attraverso una speciale zarmobile lo proietta negli uffici di Bruxelles. Peccato che CasaPound, agendo come al solito alla luce del sole e senza dunque chiedere l’ausilio di poteri magici a qualche sciamano siberiano (ecco servito uno spunto per la prossima fantastica inchiesta de L’Espresso), abbia annunciato la propria partecipazione alle elezioni del 26 maggio senza nascondere nulla.

Perché non c’è proprio nulla da nascondere. Anzi, Cpi ha rilasciato subito un comunicato in cui ha spiegato che correrà nel partito Alleanza europea dei movimenti Nazionalisti (Aemn), collegato con Bela Kovacs di Jobbik. L’Ufficio elettorale ha infatti ammesso CasaPound alle elezioni, con buona pace delle spy stories de L’Espresso, costretto così a masticare amaro e a tentare di scovare chissà quali misteri dietro a una semplicissima partecipazioni alle elezioni.

Alla ricerca della pietra filosofale

D’altronde senza tirar fuori dal cilindro qualcosa di fantasioso è ardua per un settimanale in crisi di identità (e non solo) catturare l’attenzione. Quindi va bene così, anzi a questo punto dai giornaloni di sinistra, dopo la fantomatica talpa (che non esiste) di CasaPound, ci aspettiamo di più: qualche contatto da parte di Cpi con gli Elohim raeliani, Paperinik che appare sulla terrazza di via Napoleone III o il fantasma formaggino che consiglia i militanti del movimento sul da farsi. La realtà a volte supera la fantasia, basta spiare per trovare, poco importa se di abbaglio si tratta, visto mai che alla fine salta fuori pure la pietra filosofale. Oppure la cosa, questa sì, davvero più difficile da scovare: un articolo sensato de L’Espresso.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

  1. …..trattasi della stessa maestra d’asilo che si camuffa da europarlamentare ungherese che, a sua volta,, nelle notti di plenilunio, prende le sembianze di Putin…( informazione segreta per l’ espresso )…

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