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Roma, 27 nov – Le idee non si arrestano e non si dovrebbero arrestare neppure tre studenti che le manifestano. Per questo quanto accaduto due giorni fa a Firenze è allucinante e giustamente stigmatizzato come del tutto fuori luogo da molti esponenti politici toscani. Tre ragazzi del Blocco Studentesco di 20, 21 e 22 anni, incensurati, sono stati infatti posti agli arresti domiciliari per aver lanciato alcuni volantini all’interno del liceo Galileo Galilei di Firenze il 2 ottobre scorso.

Torselli (FdI): “Demonizzazione politica, solidarietà ai giovani arrestati”

“Tre militanti di destra, fermati per aver affisso uno striscione fuori da una scuola ed aver lanciato dei volantini. Un provvedimento come quello che li ha messi agli arresti domiciliari – nonostante fossero tutti incensurati – è assolutamente esagerato e suona più come un processo alle idee piuttosto che alle azioni, tramutando la vicenda in strumentalizzazione e demonizzazione politica. Solidarietà ai giovani e alla loro Comunità”. Così Francesco Torselli, consigliere regionale della Toscana e presidente del gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha commentato l’arresto dei tre studenti del Blocco Studentesco.

Draghi (FdI): “Rischio precedente molto grave”

Sulla vicenda è intervenuto anche Alessandro Draghi, consigliere comunale e capogruppo di FdI al comune di Firenze, che non ha esitato a parlare di “pesante criminalizzazione” nei confronti degli studenti arrestati: “Leggo – sui giornali locali – una pesante criminalizzazione dei giovani militanti del Blocco Studentesco, colpevoli di aver effettuato un’azione dimostrativa in un Liceo di Scandicci. Tre ventenni – tutti incensurati – sono stati messi agli arresti domiciliari”, ha scritto Draghi su Facebook. “Ricopro il ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune ma ho anche una storia militante che mi permette di affermare in piena tranquillità – assieme agli eletti del mio partito e alla mia Comunità politica di appartenenza – che il provvedimento è assolutamente sproporzionato. Non rammento, negli ultimi vent’anni, una simile severità. Voglio sperare che il giudizio non sia politico prima che legale, perché saremmo davanti ad un precedente molto grave, che metterebbe in serio pericolo la libertà di espressione”, ha precisato il consigliere di FdI.

Il consigliere Bardelli: “Piena solidarietà ai ragazzi del Blocco Studentesco”

Ma sull’episodio sconcertante sono intervenuti anche altri esponenti politici toscani. E’ il caso di Roberto Bardelli, consigliere comunale di Arezzo, che ha espresso “piena solidarietà ai ragazzi arrestati” e non ha esitato a parlare di “clima sempre più preoccupante”. Secondo Bardelli “rasentiamo la follia e comunque il clima si fa sempre più preoccupante. Con immensa sorpresa scopro che fare un volantinaggio per protestare contro lo stato di emergenza e la chiusura delle scuole comporta il rischio del carcere. Sì, perché i tre ragazzi del Blocco Studentesco di Firenze, incensurati, che hanno compiuto tale gesto sono stati accusati di ‘violenza a un corpo amministrativo’, pena che prevede dai 3 ai 15 anni di carcere. Come apprendiamo dalla stampa, il PM aveva chiesto la custodia cautelare, il GIP ha messo i ragazzi agli arresti domiciliari. Tutto questo per aver lanciato volantini all’interno di un liceo”, si legge nella nota del consigliere aretino.
“Mi piacerebbe vedere lo stesso pugno duro verso altri reati, ad esempio quelli legati alla cosiddetta microcriminalità come effrazioni e spaccio, e verso gli autori degli stessi, che magari sono persone con precedenti. Non è concepibile rischiare il carcere solo per il fatto di aver esposto delle idee”, tuona Bardelli.

D’altronde a pensar male si farà pure peccato, ma è doveroso chiedersi come mai proprio a Firenze sia scattata questa incredibile repressione nei confronti di tre ventenni. Uno dei principali accusatori dei ragazzi arrestati è infatti il preside del liceo Galileo Galilei, Alessandro Giorni, membro della segreteria provinciale del Partito Democratico di Prato e candidato alle ultime elezioni amministrative della città toscana. E’ dunque quantomeno d’uopo chiedersi se siamo di fronte a un kafkiano processo alle idee.

Alessandro Della Guglia

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