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Roma, 30 mag – Ennesima trovata anti-italiana del Parlamento, al modico costo di 15 milioni di soldi pubblici. La commissione Bilancio della Camera ha infatti dato il via libera a un incredibile emendamento alla manovra presentato da governo. “Al fine di prevenire situazioni di marginalità sociale, il ministero dell’Interno, anche con il coinvolgimento di Regioni ed enti locali può realizzare – recita l’emendamento – interventi di tipo strutturale mirati ad assicurare idonee condizioni logistiche e a superare criticità igienico-sanitarie determinate dall’insorgere di insediamenti spontanei di stranieri regolarmente presenti nel territorio nazionale, anche in relazione allo svolgimento di attività lavorativa stagionale”. Il tutto, appunto, stanziando 15 milioni di euro. In pratica si regolarizzano e si mettono a nuovo insediamenti abusivi di immigrati, con i soldi degli italiani. E se in condizioni analoghe ci fossero dei lavoratori italiani? Peggio per loro: il testo è chiaro, si pensa solo a “insediamenti spontanei di stranieri”. Fare leggi rivolte espressamente ai cittadini italiani e anticostituzionale, farlo per gli stranieri invece si può.



Peraltro, se proprio quella delle baraccopoli degli immigrati deve essere la priorità della politica italiana, il provvedimento appare comunque pilastesco e ipocrita: la messa in sicurezza di nuclei nati in modo caotico e disordinato va in qualche modo a sancire la giustezza di quelle soluzioni, che si vuole soltanto “migliorare” e non sostituire con strutture degne. Insomma, da qualunque angolazione la si guardi, la mossa sembra più che discutibile, dato che sottrae soldi pubblici a interventi in favore delle famiglie italiane, crea le condizioni per un provvedimento razzista nei confronti degli italiani, e non aiuta poi più di tanto gli stessi lavoratori immigrati.

Adriano Scianca



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