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Roma, 2 feb – La trattativa nella maggioranza giallofucsia per formare un nuovo governo è bloccata: le richieste di Renzi – a partire dal documento scritto, che non ci sarà – non sono state ancora accolte e il tempo stringe. Oggi infatti il presidente della Camera Fico, incaricato di un mandato esplorativo, dovrà riferire al Quirinale. Allo stato attuale però non ha niente in mano: Pd, M5S, LeU, Italia Viva ed Europeisti non sono giunti ad un accordo praticamente su niente. Dalla riforma della legge elettorale al Mes sanitario, dalle politiche del lavoro al reddito di cittadinanza: il tavolo alla Camera è bloccato. E intanto i leader dei partiti non hanno ancora trovato la quadra. Né sul nome del premier – il Conte ter è sempre più in salita – né sui nomi dei ministri.

Italia Viva alza continuamente la posta

Dal canto suo, la delegazione di Iv non fa che alzare la posta. Prima la richiesta di mettere tutto per iscritto, respinta dal “compagno” Fico, secondo il quale una bozza di programma è materia del premier incaricato. Poi la richiesta di una legge elettorale maggioritaria, respinta. E allora se proprio deve essere proporzionale, che abbia le preferenze. Poi la richiesta di una commissione bicamerale con presidenza all’oppposizione su riforme e Recovery. Poi le richieste sui ministeri, poi le richieste su chi deve mollare la poltrona. Insomma, le condizioni poste da Renzi sono tali da non permettere di superare l’impasse. Almeno alle condizioni poste da Pd e M5S. Ossia che Conte non si tocca, che Gualtieri all’Economia non si tocca, che tot ministeri in mano ai grillini non si toccano. Eppure appare evidente che nessuno è nella condizione di non accogliere le richieste di Iv. Perché senza i senatori renziani il governo non ha la maggioranza assoluta, conditio sine qua non per governare (come ribadito dal Colle).

Le richieste di Pd e M5S

Sul “cronoprogramma”, come è stato definito ad uso dei media, i partiti della maggioranza hanno tutti le loro richieste. Sul fronte del lavoro, in vista della fine del blocco dei licenziamenti, il Pd chiede un piano per l’occupazione femminile, la parità salariale, politiche attive dell’occupazione con tanto di riforma degli ammortizzatori sociali. La revisione del sostegno a chi perde il lavoro è anche una delle priorità dei 5 Stelle, che però chiedono l’introduzione del salario minimo e soprattutto il completamento del reddito di cittadinanza (avversato dai renziani). Ma poi c’è soprattutto il Mes sanitario. Renzi lo chiede, almeno in parte, ma i 5 Stelle non cedono di un millimetro. Aprire a una trattativa su questo non si può, il no è netto. Altro nodo, quello della giustizia. Italia Viva vuole un cambio di passo, nel mirino l’impostazione del Guardasgilli e capodelegazione al governo per i 5S Bonafede (la cui poltrona è sempre più a rischio).

Infine resta il sospetto che al di là delle trattative su programma e ministeri, il nodo dirimente resti il nome di Conte. E’ plausibile a questo punto che Renzi voglia la testa dell’ex avvocato del popolo oggi strenuo difensore della sua poltrona. Così come è più che possibile che Pd e M5S alla fine cedano pur di restare al governo. Altrimenti sarà esecutivo istituzionale, del Presidente (a cui nessuno potrà dire di no). O peggio, governo tecnico, perché “ce lo chiede l’Europa”.

Adolfo Spezzaferro

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