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Il governo “commissaria” anche la scuola. E affida ad Arcuri la gestione della ripartenza

by Eugenio Palazzini
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Arcuri, scuola

Roma, 7 lug – I libri di storia probabilmente dedicheranno un paragrafo anche a questo governo. Ma non sarà facile leggervi un resoconto di ciò che ha fatto, piuttosto con tutta probabilità vi sarà una breve descrizione su cosa ha fatto fare agli altri. Sì perché a forza di costituire task force e delegare a “esperti”, è alquanto difficile rinvenire uno straccio che sia uno dell’operato dell’esecutivo. Fedeli alla linea del “pensateci voi” perché noi non sappiamo che pesci prendere, anche sulla scuola dopo tanto tergiversare i giallofucsia hanno deciso di passare la palla ad altri: nello specifico a Domenico Arcuri.

Arcuri deus ex machina

Già, il commissario straordinario nominato ad hoc per il coordinamento delle misure di contenimento e il contrasto dell’emergenza coronavirus, adesso gestirà pure la ripresa dell’anno scolastico. Azzolina che pensata, una sorta di deus ex machina. Nella bozza del decreto Semplificazioni compare infatti una semplificazione, nel senso che per evitare di ragionarci troppo la maggioranza ha deciso di affidarsi a una sola persona, la stessa a cui si è affidata in generale per l’emergenza Covid. “Fino alla scadenza del predetto stato di emergenza” – si legge nel testo – Arcuri procederà “nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali”.

Politica commissariata

Tutto qua? Ma no, c’è di più. Il commissario Arcuri “per l’attuazione di quanto previsto dal precedente periodo – si legge ancora nella bozza del dl – provvede nel limite delle risorse assegnate allo scopo con Delibera del Consiglio dei Ministri a valere sul Fondo emergenze nazionali di cui all’articolo 44 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1; le risorse sono versate sull’apposita contabilità speciale intestata al Commissario”. E a tale scopo “le procedure di affidamento dei contratti pubblici potranno essere avviate dal Commissario anche precedentemente al trasferimento alla contabilità speciale delle suddette risorse”. La norma contenuta nella bozza del decreto dovrebbe, verosimilmente, essere confermata nel testo finale. Nel frattempo sembra proprio che il governo abbia deciso di abdicare anche al ruolo di gestore della ripartenza in sicurezza della scuola. Tanto per andare sul “sicuro”.

Eugenio Palazzini

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2 comments

SERGIO PACILLO 7 Luglio 2020 - 10:23

Ma chi?
Quello che ha paragonato la seconda la guerra mondiale al covid.-19, dimenticando che allora si rischiava la vita per la libertà, mentre oggi per non rischiare la vita siamo disposti a perdere la libertà.

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Fabio Randone 8 Luglio 2020 - 10:04

Pensare che ci fu un tempo in cui la scuola era in mano a grandi menti come Giovanni Gentile.

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