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Roma, 6 feb – Oggi è la giornata clou per il nascente governo tecnico-politico: il premier incaricato Mario Draghi infatti incontrerà Salvini e la delegazione della Lega e poi Grillo e la delegazione del M5S. Due incontri cruciali per la riuscita dell’esecutivo di “alto profilo” che ha chiesto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dalle consultazioni di ieri è emerso che Draghi può contare sul sostegno di Pd, Italia Viva e Forza Italia. Fratelli d’Italia, come ha ribadito Giorgia Meloni, non voterà la fiducia. Resta da capire se Lega e 5 Stelle saranno entrambi della partita. L’impressione è che ora l’ex presidente della Bce ha troppi pretendenti ad entrare nella maggioranza di governo. In ogni caso, come riferito da fonti dem, alla fine decide Draghi. E anche per quanto riguarda il totonomi – tecnici nei dicasteri chiave (vedi Recovery fund) e politici o di area per accontentare i partiti – il premier ne discuterà direttamente con Mattarella.

Alle 11 Salvini da Draghi: “Non facciamo le cose a metà, se ci siamo vogliamo i ministeri”

Alle 11 Draghi riceverà la delegazione della Lega, formata dal leader Matteo Salvini e dai capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. La linea del Carroccio è stata ribadita più volte da Salvini. “Non facciamo le cose a metà, se ci siamo ci siamo, altrimenti collaboriamo dall’opposizione, come abbiamo fatto nell’ultimo anno e mezzo”. Tradotto: la Lega chiede ministeri. “Non vedo ipotesi strampalate, governi tecnici o appoggi esterni. O ci sei o non ci sei, l’ho dimostrato da ministro dell’Interno. Se parteciperemo lo faremo da primo partito italiano“, sottolinea Salvini. Un riferimento al fatto che al Carroccio spetterebbero più poltrone del Pd, ché il M5S è ancora il partito di maggioranza relativa in Parlamento.

I paletti della Lega: “No all’aumento delle tasse, no alla patrimoniale di Grillo”

Per quanto riguarda i paletti, Salvini anticipa: “Di certo diremo di no all’aumento delle tasse e Imu, no alla patrimoniale evocata da Grillo, no all’azzeramento di quota 100. Gli italiani chiedono coraggio e serietà”. Nessun paletto invece a tornare al governo con gli ex alleati 5 Stelle: “Chi sono io per dire ‘tu no’. Noi con Draghi non diremo non voglio tizio”.

Grillo chiama a raccolta i 5 Stelle (e Conte) prima dell’incontro con Draghi

Dopo la Lega, toccherà al Movimento 5 Stelle. Alle 12.15 si presenterà da Draghi una delegazione composta dal garante Beppe Grillo e dal capo politico reggente Vito Crimi. Per il Senato saranno presenti il capogruppo Ettore Licheri e il vice capogruppo Andrea Cioffi. Per la Camera saranno presenti il capogruppo Davide Crippa e il vicecapogruppo Riccardo Ricciardi. Prima delle consultazioni, i maggiorenti del M5S faranno un punto a Montecitorio alle 11 in un vertice a cui prenderà parte anche il premier uscente Giuseppe Conte.

Il M5S rischia la scissione tra poltronisti e “duri e puri”

Allo stato attuale il M5S è diviso su chi intende sostenere Draghi e difendere la poltrona e i “duri e puri” alla Di Battista (che però non ha poltrone da difendere) che non vogliono perdere definitivamente la faccia sostenendo un governo tecnico. Grillo dal canto suo è passato da “mai con Draghi, avanti con Conte” a “bisogna ascoltare Draghi” (come ha fatto lui per primo in una lunga telefonata col premier incaricato”. Grillo ovviamente chiede che nell’esecutivo il M5S abbia il peso che gli spetta. Ma l‘apertura al nascente governo spacca il Movimento, che rischia la scissione. Al Senato poi ci sarebbero una dozzina di pentastellati delusi dal cambio di rotta di Grillo, fermi sul no a Draghi.

Per l’ok definitivo del M5S al governo Draghi ci vorrà poi un altro passaggio di rito, la votazione sulla piattaforma Rousseau. A tal proposito immaginiamo che come nei casi precedenti, gli iscritti si allineeranno alla posizione dei vertici, almeno stando ai risultati che verranno comunicati. Una volta incassato il sì della base, come avvenne con il governo gialloverde e poi con quello giallofucsia, Grillo ratificherà l’ok al governo Draghi nel prossimo giro di consultazioni.

Adolfo Spezzaferro

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