Roma, 28 ott – Gli spifferi sono insistenti, le voci corrono e inizia a montare davvero l’ipotesi di una proroga del green pass obbligatorio fino all’estate 2022. Se la Stampa ieri ipotizzava una proroga fino a marzo, oggi il Messaggero si spinge oltre: il governo farà di tutto per lasciare obbligatorio il certificato verde fino a maggio, forse addirittura fino a luglio.



Green pass ancorato allo stato di emergenza, ma…

Eppure il green pass è ancorato allo stato di emergenza, al momento in vigore fino al 31 dicembre 2021 e prorogabile – stando alle norme attuali – al massimo fino al 31 gennaio 2022. Per l’esecutivo guidato da Mario Draghi c’è quindi un nodo legislativo da sciogliere per il prolungamento del lasciapassare. In pratica con la fine dello stato di emergenza si chiuderebbe la parentesi di provvedimenti e organismi pensati appositamente prima da Conte e poi da Draghi. Ed è lo stesso stato di emergenza che mantiene vive le competenze del commissario straordinario per il Covid e del Comitato tecnico scientifico.

Insomma sulla carta non è possibile slegare neppure il green pass dallo stato di emergenza, è però contemplabile farlo viaggiare su un binario parallelo. In pratica servirebbe un provvedimento ad hoc, per far sì che dal primo febbraio 2022 sia ancora possibile confermare l’obbligatorietà del pass. Certo, in questo caso le perplessità non mancano neppure nella maggioranza di governo, perché si tratterebbe di giocare sul filo della costituzionalità e pure della legge ordinaria.

Draghi guarda (di nuovo) al “modello francese”

Per questo c’è chi, alla corte di Draghi, guarda al cosiddetto “modello francese”. Sì, ancora una volta l’apripista è Macron, già da principio seguito – e poi superato sul piano dell’estensione dell’obbligo – dal premier italiano. Cosa è successo stavolta in Francia? La scorsa settimana l’Assemblea nazionale, ovvero la Camera transalpina, ha approvato un disegno di legge denominato “Vigilanza sanitaria”. Così facendo ha esteso lo stato di emergenza sanitaria fino al 31 luglio 2022, con la possibilità di ricorrere al green pass fino a quella data. Sempre sulla carta, in Italia la faccenda è più complicata di così, ma non è affatto peregrino pensare che Draghi decida di forzare la mano senza trovare opposizioni serrate. Qualcuno davvero si stupirebbe?

Parole al vento e ricatti infiniti

E dire che soltanto due settimane fa il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, aveva parlato di una possibile revisione del certificato verde a gennaio 2022. “Sarà possibile rivedere ed eventualmente ridurre l’attuale applicazione del green pass con l’inizio del nuovo anno se i dati dell’epidemia di Covid-19 continueranno a mostrare un trend di miglioramento – aveva dichiarato Costa a Parliamone, su RaiNews24 -, ma una valutazione più precisa sarà fatta a dicembre in concomitanza con la scadenza dello stato di emergenza che auspichiamo possa avere termine”. A questo punto è verosimile che il governo anticipi i tempi, decidendo il da farsi prima di dicembre. Con l’idea però di non ridurre l’applicazione del green pass, ma di prolungarla fino all’estate. Se non è un ricatto sine die, poco ci manca.

Eugenio Palazzini

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