Roma, 17 nov – Il governo risponde al pressing delle Regioni, che chiedono restrizioni solo per i non vaccinati in caso di cambio di colore: se ne parla dalla zona arancione in su, ma la validità del green pass e dei tamponi verrà ridotta. La certificazione verde passerà da 12 a 9 mesi (se non addirittura a 6, dipende dal parere del Cts). Anche il tampone rapido potrebbe essere rivisto, limitando la sua validità a 24 ore. Sul fronte dei vaccini, l’esecutivo punta alla terza dose per tutti da gennaio. Sono queste le misure per fronteggiare un eventuale aumento dei contagi (anche se le terapie intensive sono quasi vuote, vista l’alta copertura vaccinale).



Governo valuta green pass e tamponi con validità ridotta

Il lockdown solo per i non vaccinati, chiesto dalle Regioni, non scatterà, almeno per adesso. Fonti del governo chiariscono che non è allo studio il modello Austria. Tuttavia in base alla fascia di rischio – zona arancione o rossa – le Regioni potrebbero adottare restrizioni per chi non è guarito dal Covid o vaccinato. In ogni caso, la maggioranza sta ragionando su come intervenire per evitare che il sistema dei colori delle regioni colpisca anche i vaccinati. Ecco perché con ogni probabilità si arriverà a una segregazione dei non vaccinati sul fronte delle attività sociali – stadi, cinema, alberghi, bar e ristoranti. Nessuna limitazione (e ci mancherebbe pure) per le attività essenziali. Così come per andare a lavoro, dove sarà sufficiente presentare un tampone negativo, la cui validità però potrebbe essere abbassata a 24 ore.

Stagione sci a rischio

In vista della stagione invernale poi si presenta anche il rischio di non riaprire le piste da sci. A meno che anche qui non si permetta l’accesso ai soli guariti o vaccinati. Certo è che con i parametri per le fasce di rischio, le restrizioni sono dietro l’angolo. L’area di Bolzano, per esempio, è sempre più vicina alla zona gialla. Se col passare delle settimane dovesse andare in arancione gli impianti resterebbero chiusi anche quest’anno. Con un ulteriore danno economico al settore.

Zingaretti chiede di ampliare l’obbligo vaccinale

Sul fronte della politica, nella maggioranza si registra Salvini che plaude al fatto che per ora non scattano nuove restrizioni, peraltro in controtendenza rispetto ai governatori leghisti. Ma nel Pd, come è noto, si spinge nella direzione di una nuova stretta. In tal senso segnaliamo la pericolosa fuga in avanti del governatore del Lazio Zingaretti, il quale invoca una estensione dell’obbligo vaccinale. A breve, il governo approverà il decreto che sancisce l’obbligo della terza dose per operatori sanitari e altre categorie a contatto con il pubblico.Ebbene, Zingaretti propone di ampliare l’obbligo ad altri settori. “Non per ledere la libertà di qualcuno, ma per garantire la libertà di tutti”.

Adolfo Spezzaferro

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