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Il Financial Times e il referendum: quel vizio di paventare catastrofi che non funziona più

by Adriano Scianca
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Financial TimesRoma, 22 nov – Se vince il No al referendum costituzionale, verrà l’apocalisse. La fredda e oggettiva analisi arriva dall’autorevole Financial Times. È stato Wolfgang Münchau, condirettore del principale quotidiano economico britannico, nello specifico, a tracciare il quadro catastrofico per il post-referendum. Per Münchau il “5 dicembre l’Europa potrebbe svegliarsi con l’immediata minaccia della disintegrazione”. Dopo il ciclone Trump, i giornalisti di mezzo mondo hanno inscenato un finto esame di coscienza, giurando di non fare più quegli errori che da tempo impediscono all’intera casta mediatica di accorgersi come va il mondo. Eppure siamo sempre lì. L’idea di forzare le scelte popolari a suon di immaginifici scenari futuri a base di pianto e stridor di denti è uno di quei vecchi vizi che certo giornalismo non perderà mai.

Dopo il voto sulla Brexit, il Regno Unito doveva sprofondare nel caos, qualora avesse vinto il leave. Ha vinto, ma i dati economici del Paese sono migliorati. Una ipotetica e, si diceva, comunque impossibile vittoria di Trump alle presidenziali Usa avrebbe causato una guerra civile un secondo dopo la diffusione dei voti. Eppure gli Usa stanno sempre lì, Wall Street va più che bene e ben presto gli americani scopriranno che Trump è un presidente come tutti gli altri (purtroppo, diciamo noi, ma questa è un’altra storia).

Lo stesso vale per l’uscita dall’Euro di uno qualsiasi dei Paesi dell’Eurozona, per il quale gli “analisti” prevedono recessione, crisi, devastazioni sociali. C’è solo un piccolo elemento che rende questa analisi inservibile: lo scenario peggiore in caso di fuga dall’Euro sembra ricalcare esattamente la situazione presente della gran parte dei Paesi che nell’Euro ci sono dentro. E poi si stupiscono che il popolo non crede più a queste minacce. Ora vorrebbero farci credere che in caso di vittoria del No al referendum italiano verrà l’inferno. Come se imprenditori, lavoratori, precari e famiglie oggi vivessero in paradiso. Ovviamente non ci sarà alcuna catastrofe in caso di vittoria del No. Purtroppo non ci sarà neanche, come sembrano credere in molti, l’alba radiosa della nostra resurrezione come popolo e come nazione. Al massimo vedremo il Financial Times rosicare. Che comunque, di questi tempi, poco non è.

Adriano Scianca

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1 commento

Anonimo 22 Novembre 2016 - 5:56

eppure sono convinto che riesca a smuovere qualcosa il faina-ncial times.

non ovviamente la gente comune che giustamente se ne frega di quella carta straccia.

ma chi ha i denari…

e poi succede che sale lo spread, la borsa va male ecc…
tutte cose che riprendono in seguito giornali e giornalisti.

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