Roma, 25 nov – Il governo francese ancora contro l’Italia sulla questione immigrazione. Il ministro degli Interni Gerald Darmanin ha minacciato che la Francia non adempierà ai ricollocamenti qualora il nostro Paese dovesse perseguire una politica di “porti chiusi”.

Le parole del ministro degli Interni francese

Arrivando al Consiglio straordinario dei ministri europei degli Interni dedicato all’immigrazione, Darmanin ha fatto subito capire gli umori e le intenzioni francesi. Infatti, il ministro ha dichiarato: «Se l’Italia non prende le navi e non accetta la legge del mare e del porto più sicuro non c’è motivo che i Paesi che fanno i ricollocamenti siano Francia e Germania, che sono quelli che accolgono le navi e sono gli stessi che accolgono direttamente i migranti dall’Africa e dall’Asia». Insomma, un ricatto verso il governo Meloni dopo il braccio di ferro fra Italia e Francia per la Ocean Viking. Già ieri, Darmanin aveva alzato di molto i toni durante una discussione all’Assemblée nationale, affermando che il governo italiano si fosse comportato come un «nemico». Delle dichiarazioni che non sono piaciute nemmeno in Francia e hanno aperto un aspro dibattito. Sulla questione è intervenuta la leader di Rassemblement National Marine Le Pen, che ha tuonato: «Le dichiarazioni del ministro dell’Interno Gerard Darmanin sull’Italia sono molto gravi. L’Italia sarebbe un nemico della Francia? L’Italia, un Paese fratello e amico, sarebbe diventato un Paese nemico? Che dobbiamo fare, la guerra? Sono dichiarazioni insensate». Anche il presidente di Reconquête Éric Zemmour ha preso le difese dell’Italia, affermando come le parole di Darmanin siano un «fatto grave» e ricordando come quest’ultimo sia «il solo responsabile del fiasco dell’Ocean Viking».

Il vertice europeo

A cercare di buttare acqua sul fuoco è il ministro dell’interno ceco Vit Rakusan, attualmente alla presidenza di turno Ue. Interrogato sulla questione, Rakusan ha risposto con parole di distensione: «Penso che la situazione ora sia molto migliorata. Abbiamo la sensazione che la tensione sia già passata». Proprio la riunione di oggi, con la discussione del Piano d’azione per la gestione dei nel Mediterraneo centrale presentato dalla Commissione, rappresenta – almeno nelle intenzioni – un momento per trovare una risposta comune alle sfide dettate dalla questione immigrazione. L’Italia, insomma, non si troverebbe isolata su questo tema. D’altra parte, l’asprezza dei toni del ministro degli Interni francesi appare principalmente un modo per scaricare le proprie responsabilità sul governo italiano, così da non dover far i conti con il dibattito interno.

Michele Iozzino

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