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Roma, 14 dic – A fare un elenco delle personalità illustri della cultura che non hanno conseguito una laurea si farebbe notte. Ma, certo, il non essere laureato, per Benedetto Croce, era ininfluente, perché lui era Benedetto Croce. Un nome, una garanzia. L’essere Valeria Fedeli non salverà, invece, Valeria Fedeli dalle accuse sul suo mancato titolo. Anzi, nel suo caso è semmai un aggravante: non ha la laurea ed è pure Valeria Fedeli. Ma, soprattutto, non risulta che il filosofo napoletano ricorresse a bassi escamotage lessicali per far credere che, invece, il titolo appeso sopra la scrivania ce l’aveva davvero.

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È quello che ha fatto il pittoresco neo-ministro dell’Istruzione (e forse il fatto che si parli di lauree, lauree finte e mezze lauree proprio in relazione a questo dicastero non è del tutto secondario). Il caso riguarda il curriculum che Valeria Fedeli ha postato sulla sua pagina personale web, quella linkata al suo sito ufficiale del Senato, lì dove Fedeli è stata fino a qualche giorno fa vicepresidente. In quest’ultimo curriculum lei scrive di avere un “diploma di laurea in Scienze sociali” conseguito presso la Scuola per assistenti sociali Unsas di Milano. Nel curriculum in pdf presente sempre sul suo sito, la Fedeli dice tout court di essere “laureata in servizi sociali”. In realtà, il suo è un semplice diploma per assistenti sociali senza nessuna laurea.

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A chi glielo ha fatto notare, l’erede del ministero che fu di Giovanni Gentile ha risposto che si è trattato di un infortunio lessicale. Prendete nota: se non avete la patente fate pure un giro in macchina. Se vi fermano i carabinieri potete sempre dir loro che sulla patente c’è stato un banale “infortunio lessicale”. Se non è laureata, quali competenze avrà, allora, la signora? Per esempio è stata prima firmataria di un ddl su “introduzione dell’educazione di genere”. E quando tutti, a cominciare dall’ex ministro Giannini, negavano che anche di questo si parlasse nel decreto sulla “Buona scuola”, in un’intervista di Geppi Cucciari durante la trasmissione “Un Giorno da Pecora” su Radio2 (vedi video sotto), la Fedeli così rispose alla seguente domanda:

DOMANDA – “Valeria ma è vero che vorresti introdurre l’Educazione di Genere nelle Scuole e nelle Università?”
RISPOSTA – “Certamente. C’è già nella Buona scuola, per fortuna”.

Laureata in gender all’università “L. Boldrini”, praticamente. Auguri, studenti.

Adriano Scianca

 

4 Commenti

  1. non è mai carino attaccare qualcuno/a su caratteristiche e o limitazioni personali (come quando quel Rambo di D’Alema ebbe a definire il non altissimo Brunetta “energumeno tascabile”) certo è che questa Signora sembra presa direttamente dal video di Michael Jackson “Thriller” ove si aprono bare e sepolcri…

    • Hai ragione, Nemesi, non è affatto elegante affermare, per esempio, che la Fedeli, con quella facciaccia rugosa, quegli occhi pesti e quella chioma grottesca, sembra una vecchia baldracca sfatta…

  2. Pensate che “i nonni” di questi personaggi da operetta hanno ammazzato come un cane un Signore come era Giovanni Gentile sparandogli alle spalle…..forse erano dei sostenitori della buona scuola?