Luca Telese, cuori neri

Roma, 20 mag – Un libro sulle vittime di destra degli anni di piombo con in copertina Massimo Carminati: uno scherzo di cattivo gusto o una bieca operazione commerciale? Fatto sta che la bacheca facebook del giornalista Luca Telese è invasa di lettori inferociti dopo l’indiscrezione sulla nuova copertina di Cuori neri che ritrae il protagonista delle indagini su Mafia Capitale. Ma lui, intervistato dal Primato Nazionale, si difende: “Io non ho potere sulla copertina, ma se Sperling la ritira sono disposto a pagare le spese io”.

Telese, ci spiega questa storia della nuova edizione di “Cuori neri” con Carminati in copertina?

La cosa è andata così: io sto facendo un altro libro, “Cuori dopo cuori”, con tutto quello che è successo dopo le storie che ho raccontato, le dispute politico-culturali etc. Mentre lo stavo scrivendo è successo che la Sperling mi ha chiamato dicendomi che “Cuori neri” era esaurito che anziché una semplice ristampa volevano fare un’altra edizione con una nuova introduzione. Io l’ho scritta ed è diventata un microsaggio sul nuovo e vecchio terrorismo, sul caso Moro, sul caso Carminati. Sperling l’ha impaginato e poi mi ha comunicato che c’era una proposta di una nuova copertina che poi è quella che avete visto. Io non la condividevo e ne ho discusso con loro. Le persone non sanno che gli autori non hanno potere di veto sulle copertine. L’editore ha due poteri: decidere titolo e copertina. Un diritto indiscusso. Abbiamo avuto una lunga discussione, io ho cercato di fargli capire che è una questione di sostanza, non di forma. Loro mi hanno detto: “Ma Carminati è una immagine che è dentro Cuori neri”. Certo, nell’indice ci sono tantissimi che hanno fatto la lotta armata, ma la mia scelta era di raccontare le vittime, quindi prendere una persona che sicuramente è nell’indice di “Cuori neri” ma che ha fatto un percorso diverso è una cosa sbagliata. Pensa che anche per la vecchia copertina ho discusso una settimana. Volevano mettere una immagine del Fronte della gioventù, ma non andava bene perché non tutti quei ragazzi erano del Fdg. Volevano una celtica, ma non andava bene perché non si parla solo di politica. I Balder, invece, erano un bellissimo alter ego di quei ragazzi.

Intanto partiva la polemica…

Sì, poi è uscito questo articolo di Barbadillo, che io condivido. Allora ho scritto una lettera aperta alla Sperling. Spero che questa campagna d’opinione faccia capire alla casa editrice, che tiene ai suoi lettori, che quel libro si può ricopertinare. Se accettassero il cambio sarebbe una cosa senza precedenti. Dico di più: se Sperling mi dice “Cambiare copertina ci costa 2000 euro” dico va bene, li metto io, perché sarei contento se lo facessero, per me e per i miei lettori. Ripeto: dal punto di vista legale non posso fare nulla. Io ho esposto le mie ragioni alla casa editrice con motivazioni politiche, letterarie e commerciali. Ora prendo una posizione e mi batto per questo. Se vogliono che contribuisca economicamente, lo farò.

Se lei si impuntasse, anche andando per vie legali, non riuscirebbe ad averla vinta?

No, quando firmi un contratto la casa editrice del libro ne fa quello che vuole. Se io dicessi: “Se deve uscire con questa copertina teleseallora voglio che non esca”, ebbene sarebbe una cosa che non potrei mai ottenere perché non è nei miei poteri contrattuali. Peraltro Carminati è un pezzo di quella storia, nelle intercettazioni lui fa continuamente riferimento, consapevolmente o inconsapevolmente, a quella mitografia. Ma non può essere la porta di casa di quel racconto.

Su Facebook molti la criticano pesantemente e la insultano, anche. Si aspettava queste polemiche?

Io so che dentro di me ho fatto tutto quello che ho potuto per dire che quella scelta era sbagliata. La gente non sa queste cose, dicono: “Ma come, hai scritto un libro e non controlli la copertina?”. Purtroppo no. Che la reazione fosse così forte, così veloce e così intensa comunque non me l’aspettavo.

La si accusa di voler fare soldi su storie drammatiche.

“Cuori neri” ogni anno ha venduto più o meno 1750 o 2000 copie, a seconda degli anni. Sono troppo abili le case editrici per pensare che una copertina nuova dopo dieci anni faccia vendere di più. Al contrario, una delle argomentazioni che ho usato è che una copertina così fa vendere di meno, non ci trovi più quello che pensi, diventa il centesimo libro su mafia capitale. Ho usato con loro anche l’argomento del marketing. Secondo loro, invece, la nuova copertina dava un segnale di una novità editoriale. Quanto al fare soldi, mi fa ridere. Per le edizioni tascabili uno prende dopo due anni il 7% del prezzo di copertina. Dal punto di vista commerciale per me “Cuori neri” non produce nulla, tant’è che io in genere mi accordo con la casa editrice per farmi dare 50 copie anziché la mia percentuale.

Chi all’epoca ritenne il libro una operazione commerciale oggi può pensare che questa nuova edizione sia la pistola fumante…

Se avessi voluto fare una operazione commerciale l’anno dopo avrei fatto “Suoni neri”, che era già annunciato e che invece non ho fatto perché sono usciti due libri sull’argomento e poi sembravo quello che voleva sfruttare il filone di successo. “Cuori dopo cuori”, il libro che sto scrivendo ora, sarebbe stato un’operazione commerciale se l’avessi fatto l’anno dopo, farlo 10 anni dopo è da pazzi. E poi sai, quando un sindaco di sinistra, a Padova, mette finalmente la targa per Mazzola e Giralucci, allora mi dico che “Cuori neri” ha vinto. Questo è un libro che mi ha cambiato la vita. Anche la conferenza a CasaPound, dove abbiamo anche discusso e litigato, mi è rimasta dentro. Questo libro mi ha cambiato la testa. A Cpi c’è stato un intervento di Dimitri, che poi è morto. Nel libro hanno parlato persone che ora non ci sono più. Sono queste le cose che contano.

Adriano Scianca

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