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Roma, 16 apr – “Italia prima per morti e tasso letalità“: Fratelli d’Italia presenta una mozione di sfiducia contro il ministro della Salute Roberto Speranza. Il testo impegna Speranza “a rassegnare immediatamente le proprie dimissioni“. Per essere depositato in Parlamento, il testo dovrà raccogliere le firme necessarie. Alla Camera la mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da almeno 63 deputati, mentre al Senato le firme minime richieste sono 32.

Mozione di sfiducia contro Speranza, la Meloni replica a Letta

La mozione di sfiducia è stata duramente criticata dal segretario del Pd Enrico Letta. ”Caro Enrico, la vera vergogna è aver avuto dall’inizio della pandemia una gestione piena di ritardi ed errori. Le decisioni improvvisate che sono state prese hanno causato solo incertezza, problemi sociali e messo in ginocchio il nostro settore economico e produttivo. E’ il momento di assumersi le responsabilità di quelle scelte di fronte agli italiani”. E’ la replica via Facebook della leader di FdI Giorgia Meloni alle affermazioni del segretario dem che aveva definito ”una vergogna” la mozione contro Speranza.

Il testo della mozione: “Italia prima per numero di decessi e terza per tasso di letalità”

Ecco alcuni passaggi chiave del testo della mozione di sfiducia. “Dall’inizio della pandemia ad oggi il nuovo coronavirus, SARS-Cov-2, ha ucciso in Italia 116mila persone, ponendo il nostro Paese primo per numero dei decessi ogni centomila abitanti e terzo per tasso di letalità, e ogni giorno muoiono altre centinaia di persone”, si legge nel testo che AdnKronos ha potuto visionare. Ancora, “l’emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del virus Sars-Cov-2 ha rappresentato una sfida enorme per la nostra nazione e per il nostro sistema sanitario in particolare, una sfida che l’attuale ministro della Salute ha dimostrato di non essere all’altezza di gestire“.

“Ministro della Salute impreparato ad affrontare la pandemia”

Più nello specifico, si legge nel testo della mozione di sfiducia, “alla dichiarazione dello stato di emergenza in ambito nazionale, deliberata ‘in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili’ – ricorda FdI – il 31 gennaio 2020, subito dopo la dichiarazione di emergenza internazionale di sanità pubblica emessa dall’Organizzazione mondiale della sanità, non ha fatto seguito l’adozione da parte del ministro delle più essenziali misure di sicurezza e prevenzione”. “In primo luogo – è l’accusa contro Speranza – , è emersa con sconcertante chiarezza l’impreparazione dell’Italia ad affrontare una pandemia sanitaria conseguente in primissimo luogo alla mancanza di un Piano pandemico come prescritto dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

L’assenza di un Piano pandemico

“Come è emerso negli ultimi mesi – scrivono dal partito di opposizione guidato dalla Meloni – anche nell’ambito dell’inchiesta in atto da parte della Procura di Bergamo, il Piano pandemico italiano non era mai stato aggiornato dalla sua prima stesura nel 2006“. L’aggiornamento costante era stato richiesto dal Parlamento Ue. “L’Italia, invece, – continua la mozione – al momento della dichiarazione dello stato di emergenza del 31 gennaio 2020 non era dotata di un Piano aggiornato. Tanto che lo stesso Comitato tecnico scientifico nella prima seduta del 2 febbraio 2020 ha dovuto prendere atto della carenza di informazioni, dati, notizie utili a ricostruire un quadro conoscitivo delle strutture sanitarie, vale a dire la funzione del Piano, utili al contrasto della diffusione del virus”.

Il piano tenuto “segreto” e l’impatto drammatico sulla popolazione

“In data 20 aprile 2020, il direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Sanità ha affermato l’esistenza di un Piano elaborato dal governo tenuto ‘segreto’ alla popolazione per evitare situazioni di allarme, contravvenendo cosi alle prescrizioni dell’Oms e del Rsi sulla piena trasparenza”. E’ l’accusa lanciata dalla richiesta di sfiducia per Speranza. “L’assenza di adeguate informazioni ha, invece, portato la popolazione, come rilevato nel documento dell’OMS An unprecedented challenge Italy’s first response to COVID-19, a una invarianza nella condotta di vita che si è dimostrata incredibilmente nociva”, sostiene FdI. “E ha fatto sì che diverse realtà locali abbiano addirittura avviato campagne promozionali territoriali affermando che il virus non avrebbe fermato l’economia e che non si rendeva necessario un contrasto sociale alla diffusione del Covid“. E’ evidente dunque che “per le autorità di governo la trasparenza non rappresenta una mera opzione metodologica, ma costituisce un vincolo discendente sia dalla Regolamentazione sanitaria internazionale”.

Ranieri Guerra dell’Oms indagato a Bergamo

“La scorsa settimana si è appreso che Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità, è indagato a Bergamo perché i magistrati gli contestano di avere messo a verbale delle bugie nell’ambito della sua testimonianza di novembre nell’indagine per il mancato aggiornamento del Piano pandemico che ha portato a uno scontro tra Guerra e Francesco Zambon, il funzionario che si è dimesso dall’Oms proprio in seguito a questa vicenda”. Ebbene, sottolinea FdI, “da alcune intercettazioni pubblicate sui media sembrerebbe che Guerra, a suo tempo, avesse informato tutti i livelli di quanto aveva fatto per bloccare il report prodotto dai ricercatori della sede veneziana dell’Oms capeggiati da Zambon, e che avesse scritto al direttore dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, per avvisarlo”. Come è noto, il 13 maggio 2020, il documento era stato pubblicato online e poi immediatamente cancellato”.

Ministero della Salute per anni ha comunicato dati falsi all’Oms

Ma non finisce qui. “Dalle carte dei magistrati di Bergamo emerge, inoltre, il ministero della Salute avrebbe comunicato per anni dati falsi all’Oms, dicendo fino al 2013 che il piano pandemico – risalente al 2007 – veniva costantemente aggiornato, e che il 4 febbraio del 2020, a emergenza già dichiarata, in un ultimo dossier l’Italia avrebbe sostenuto di essere pronta a possibili scenari di crisi, affermazioni poi smentite dai fatti“.

Speranza minimizza l'”enorme scandalo internazionale”

Dal canto suo, “il ministro Speranza, sentito come persona informata sui fatti a gennaio 2021, ha sostenuto che il dossier di Zambon sul Piano era ‘del tutto indifferente per lo Stato italiano'”. “Ma è evidente – obietta FdI – che tale affermazione non può corrispondere al vero posto l’enorme scandalo anche internazionale che sta facendo seguito alla circolazione delle notizie sul mancato aggiornamento del Piano e le conseguenti bugie raccontate all’Oms”.

Il ministro fallisce anche con la “seconda ondata”

In generale, “i ritardi accumulati e l’inefficienza delle risposte del ministero della Salute italiano nelle prime settimane di diffusione dell’epidemia hanno segnato in maniera tragica il destino dell’intera nazione, causando la perdita di decine di migliaia di vite umane“, sottolinea la mozione di sfiducia. “Ma anche questo non ha spinto il ministro della Salute a lavorare con attenzione nella preparazione della ‘seconda ondata’ del virus. Largamente prevista e attesa ma che ancora una volta ha trovato l’Italia del tutto impreparata“, scrivono da Fratelli d’Italia.

Inoltre, “dalle dichiarazioni sull’inutilità dell’uso delle mascherine per la popolazione, alle false affermazioni sulla preparazione dell’Italia nell’affrontare una crisi sanitaria di simili dimensioni, dal libro scritto mentre c’era da contrastare l’arrivo della seconda ondata, il ministro ha dimostrato una costante sottovalutazione della gravità della situazione in atto facendo pagare agli italiani un prezzo altissimo“.

Gli errori nel piano vaccini

Dure critiche anche per la campagna vaccini. “L’assenza di una efficace strategia di contenimento del virus ha inciso pesantemente anche sull’attuazione del Piano nazionale di vaccinazione, che sin dall’inizio ha incontrato difficoltà e rallentamenti”. Nonché problemi sul fronte della “strategia di approvvigionamento vaccinale che come già evidenziato oltre un anno fa dal gruppo di Fratelli d’Italia doveva prevedere per l’industria farmaceutica privata italiana e per l’Istituto chimico farmaceutico pubblico di Firenze incentivi legati alla produzione in Italia di vaccini“. “Tale strategia – sottolinea la mozione – avrebbe permesso all’Italia di non dipendere unicamente dalla fornitura di vaccini da parte di altri Stati, che ci espone ai tagli delle forniture annunciati, da ultimo, proprio stamattina da Pfizer”.

AstraZeneca, l’errore del governo sulla comproprietà del vaccino

Sul piano vaccini è grave anche che il governo non si sia adoperato per far sì che l’Italia fosse comproprietaria del vaccino AstraZeneca, pur essendosi presentata l’occasione. Come riporta Piero Di Lorenzo, presidente dell’Istituto di ricerca di biologia molecolare di Pomezia. L’istituto italiano che collabora con AstraZeneca nei test di controllo sul vaccino. In merito, l’esecutivo, “rispondendo a una interrogazione a risposta immediata del gruppo Fratelli d’Italia in commissione Salute alla Camera, il 14 aprile, non ha fornito elementi utili sulla vicenda, dichiarando di non essere a conoscenza dei fatti”, prosegue la mozione di sfiducia. “Se dovesse emergere che anche tali affermazioni non rispondono alla realtà dei fatti l’Italia si troverebbe, per l’ennesima volta, in una situazione di imbarazzo a causa della leggerezza di un ministro del suo governo”.

La crisi economica scatenata dalle restrizioni per la pandemia

“La pandemia ha avuto un impatto fortissimo sul settore economico e produttivo: nel 2020 il prodotto interno lordo ha registrato un calo di quasi il nove per cento, e settori come il turismo, la ristorazione e lo sport, solo per citarne alcuni, stanno registrando perdite di fatturato di miliardi”, fa presente FdI. “Sin qui l’Italia ha scontato la gestione caotica e approssimativa messa in atto in primo luogo dal ministro della Salute sin dal primo giorno della pandemia“. Gestione “fatta di decisioni confusionarie, ritardi ed errori”. Per non parlare della “profonda incompetenza”.

Compromesse strategie di contenimento, ricovero, cura e di vaccinazione

Tutto ciò – è l’accusa – “ha significativamente compromesso non solo l’efficacia delle strategie di contenimento da un punto di vista sanitario, ma anche quelle di ricovero e cura e quelle attinenti alle vaccinazioni“. In ragione di tutto questo FdI “esprime la propria sfiducia al ministro della Salute e lo impegna a rassegnare immediatamente le proprie dimissioni”, conclude la mozione.

FdI come è noto auspica che gli altri partiti del centrodestra sottoscrivano la loro richiesta di dimissioni del ministro. Ma Forza Italia e Lega sono al governo.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. “La replica via Facebook di Giorgia Meloni” e qui ho smesso di leggere.
    Quando lo capiamo che non vanno usati certi canali? Quando ci metteranno dentro campi di rieducazione?

  2. Una gestione scellerata da parte di incompetenti e leccaculi di stato. Ahime, la burocrazia Italiana e nel mare di m da decenni. E non si vede la luce

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