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Bernard Cazeneuve

Parigi, 15 giu – Come si dice “l’Italia si arrangi” in francese? Perché alla fine è questo il sunto del messaggio che il ministro francese dell’Interno, Bernard Cazeneuve, ha indirizzato al governo di Roma.

Parigi, ha detto, sta tentando “di convincere il suo omologo italiano sull’opportunità di creare in Italia (e in Grecia) dei campi gestiti dall’Ue per distinguere i migranti economici dai richiedenti asilo già dal loro arrivo. I primi verrebbero immediatamente espulsi verso i loro Paesi d’origine, gli altri ripartiti tra i Paesi d’Europa”.

Dall’inizio dell’anno, ha aggiunto Cazeneuve, “abbiamo avuto circa 8.000 passaggi e abbiamo fatto riammettere in Italia circa 6.000 migranti. Non devono passare, è l’Italia che deve farsene carico. Bisogna rispettare le regole di Schengen. Nel 2014 abbiamo proceduto a 15.000 riaccompagnamenti alla frontiera. Il fenomeno si è accelerato dall’inizio dell’anno”.

Anche l’Austria ha sintetizzato in modo piuttosto sbrigativo la questione: “Quando ci sono controlli e si trova (in Austria) qualcuno sprovvisto di un permesso di soggiorno legale nell’Ue, lo si rispedisce al Paese da dove è entrato”, ha sintetizzato il portavoce del governo austriaco Karl-Heinz Grundboeck.

Giuliano Lebelli

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