Roma, 23 giu – L’estate è iniziata ufficialmente da due giorni, ma la rotta mediterranea è più trafficata che mai. D’altra parte, sono ormai mesi che scafisti e Ong scaldano i motori delle loro bagnarole: la grande abbuffata è lì a portata di mano. Soprattutto se al Viminale c’è Sua Amenità Luciana Lamorgese, che ancora non si è ripresa dalla dirompente «forza ondulatoria» controllata dai suoi agenti infiltrati. Ma non temete: superata l’ondata di pernacchie social, Lucianona si è ripresa eccome. E, come colta da un lampo di genio, ha pure trovato la ricetta per fermare l’invasione migratoria: aumentare le cooperative.

Business dell’accoglienza, mon amour

Esatto. Niente ridistribuzione dei clandestini, che in Europa nessuno vuole, neanche la Lamorgese. E, ovviamente, niente blocco navale. L’unica via percorribile per avere meno immigrati è averne di più: «Occorre superare la logica emergenziale e creare una rete per mettere a sistema un modello di accoglienza e inclusione sostenibile per le comunità locali», ha dichiarato il ministro dell’Interno ieri all’assemblea nazionale di Confcooperative Federsolidarietà. Ma non è finita qui: la Lamorgese ha definito «fondamentale il contributo che possono assicurare le cooperative sociali per adeguate politiche dei flussi migratori e per l’accoglienza». Se la logica ha un senso, il significato di queste affermazioni è inequivocabile: più soldi alle coop. Meglio ancora: più coop in generale. E quindi più immigrati.

Lamorgese tifa invasione

Di fronte a tanto genio, non ci resta che ammirare la Lamorgese in religioso silenzio. Più rumorose, semmai, sono le Ong. Le quali, vista la generosità del Viminale, si stanno preparando di gran lena alla caccia grossa: vecchi e nuovi finanziatori, imbarcazioni nuove di zecca, mari sempre più piatti da solcare, rotte sempre più facili da attraversare. Il grande mercato di carne umana sta per riaprire i battenti. E le cooperative si sfregano già le mani, perché la Lamorgese è contentissima di allargare i cordoni della borsa. Tanto paga Pantalone.

Elena Sempione

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