Roma, 12 dic – La capogruppo al Senato di Forza Italia Licia Ronzulli ha annunciato che non voterà il provvedimento del governo per il reintegro sul posto di lavoro del personale medico che non si era sottoposto all’obbligo vaccinale.

Lo strappo con il governo

Il reintegro dei medici no vax è contenuto nell‘articolo 7 del nuovo decreto anti-rave, motivo per cui la capogruppo forzista a palazzo Madama non voterà l’intero provvedimento. Uno strappo che dovrebbe, però, essere circoscritto alla sola Ronzulli. Tanto che ha quest’ultima ha affermato come la scelta sia meramente “a titolo personale”, mentre il resto dei senatori azzurri dovrebbe votare “in linea con quelle che sono state le decisioni della maggioranza”.

“Un pericoloso precedente”, la posizione di Ronzulli

Secondo Ronzulli quella in favore dell’obbligo vaccinale è ed è sempre stata “una sua battaglia”, alla quale evidentemente non vuole rinunciare. Anzi, sarebbe tutt’uno con l’identità e il percorso politico del suo partito: “La mia storia e quella delle battaglie condotte da Forza Italia fin dall’inizio della pandemia, sempre in nome della scienza e della verità, meritano una riflessione”. A tale proposito rivendica il proprio operato nella precedente legislatura: “Siamo stati noi ad ispirare, con una mia proposta di legge, il decreto del governo Draghi in materia di obbligatorietà dei vaccini per gli operatori sanitari. È una battaglia che ho combattuto per la tutela della salute dei cittadini e per la sicurezza del servizio sanitario e che mi è costata incomprensioni e minacce”. Pertanto il reintegro dei medici sospeso per non aver adempiuto agli obblighi vaccinali rappresenterebbe “un pericoloso precedente”. Anzi, per la senatrice questi ultimi, decidendo di non sottoporsi a vaccinazione, sarebbero venuti meno a un “codice etico e morale”.

L’ossessione per il vaccino

Le posizioni oltranziste della Ronzulli in materia di obbligo vaccinale non sono di certo una novità, tanto da aver creato più di un problema durante la formazione del governo Meloni. Intorno al suo nome – che Berlusconi voleva ad un ministero di spicco, preferibilmente alla Sanità – è andato in scena il litigio tra quest’ultimo e la leader di Fratelli d’Italia, culminato con il tentativo di sgambetto per le votazioni di Ignazio La Russa a presidente del Senato.

Michele Iozzino

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2 Commenti

  1. Non è la prima e neppure l’ ultima con il paraocchi, certo che perseverare a castigare i medico no-vax senza neppure documentarsi sui loro precedenti operativi, pre e durante la contaminazione da sino-virus, non le fa certo onore.

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