Roma, 4 mar – La potremmo intitolare La grande marchetta l’intervista di Fabio Fazio a Emmanuel Macron andata in onda ieri sera a Che tempo che fa. Sulla «rete ammiraglia» di quella Rai pretesamente «sovranista», il conduttore radical chic (e dal portafoglio di ferro) ha infatti steso il tappeto rosso al presidente francese, che è salito in tribuna e ha arringato il popolo italiano con il suo sguardo languido e parole al miele. Neanche fosse il presidente della Repubblica italiana che parla nella notte di Capodanno. Un comizio-fiume interrotto di tanto in tanto solo dalle pochissime domande di Fazio, peraltro accomodanti, mai incalzanti.  

Avanti con gli Stati Uniti d’Europa

E così Macron – Fazio (e Mattarella) benedicenti – si concede una bella sfilata in vista delle Europee. L’inquilino dell’Eliseo ci parla innanzitutto dell’amicizia reciproca tra Francia e Italia, definendo «peripezie non gravi» quella che è invece stata una rottura diplomatica molto forte da parte di Parigi, ossia il richiamo in patria dell’ambasciatore francese a Roma. Con amici così, non si ha davvero bisogno di nemici. Poi Macron passa all’elogio sperticato dell’Unione europea: «Siamo di fronte a una crisi della democrazia occidentale, crisi di efficacia. C’è bisogno di un’Europa più forte, anche se bisogna riconoscere l’urgenza della richiesta di personalità dei popoli. Ma occorre ricostruire un’Europa più unita e più forte. È il cuore della campagna che si apre». E dopo aver alluso alle elezioni di maggio per il rinnovo dell’Europarlamento, Macron si mostra più moderato rispetto alle uscite passate contro i partiti populisti: «Alcuni difendono i nazionalismi, ma io mi batterò con forza perché dobbiamo rispettare le identità dei popoli ma costruire un’Europa forte e sovrana». Insomma, anche Macron evoca il nuovo concetto-supercazzola del «sovranismo europeo», che è solo un altro modo per indorare la pillola degli Stati Uniti d’Europa.

Saviano mon amour


Naturalmente, quando si è trattato di parlare dei gilet gialli, Fazio si è ben guardato dal chiedere conto a Macron della brutale repressione del dissenso in terra di Francia. Così come il timidissimo conduttore non ha ovviamente evocato i fatti gravissimi di Bardonecchia quando si è toccato il tema immigrazione. Anche in questo caso, Macron ha avuto campo libero per dire le solite banalità. E per citare, manco a dirlo, il «bardo cosmopolita» Saviano: «Ho letto e ascoltato Roberto Saviano, ha ragione quando dice che il nemico sono i trafficanti, non i migranti. Per rispondere a questa sfida bisogna che l’Europa agisca collettivamente». Eh già, lo stesso Saviano che elogia e sostiene quelle Ong che intrattengono rapporti quantomeno ambigui proprio con i trafficanti di esseri umani. Ma tutto questo, del resto, passa in secondo piano. Molto meglio concludere con un appello strappalacrime agli italiani: «Vedo gli ostacoli – ha detto Macron – ma credo che tra i nostri Paesi ci sia il cuore, l’amicizia e l’amore. E so che questo cuore ci permetterà di andare al di là degli ostacoli per l’Europa e per noi». Insomma, invece di incalzare Monsieur le Président sugli interessi «neocoloniali» della Francia in Africa, Fazio ci confeziona l’immagine di un Macron che tiene nu core grande accussì. E poi dicono che la Rai è sovranista…

Valerio Benedetti

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