Augusta, 23 agosto- Sono arrivati da tutte le parti della Sicilia i militanti di CasaPound Italia per manifestare ad Augusta, sabato pomeriggio, contro l’immigrazione clandestina e le Ong.

Augusta, la manifestazione di CasaPound contro il business dell’immigrazione

“Siamo in prima fila contro questo business. Solo pochi giorni fa con un barchino ci siamo avvicinati alla Ong Ocean Viking, attraccata al porto di Siracusa, ed inscenando un salvataggio in mare abbiamo lanciato un salvagente con una maschera tricolore. Perché sono gli italiani che stanno affondando, sono loro a necessitare di aiuti concreti”, ha detto il responsabile provinciale di Cpi Siracusa, Fabio Camilli. L’appuntamento era davanti al Monumento ai caduti del mare con i tricolori e le bandiere del movimento della tartaruga frecciata che da anni denuncia le storture del lucroso business dell’accoglienza a tinte arcobaleno ma non più, in verità, ad esclusivo appannaggio dei governi e delle amministrazioni di sinistra.

La Sicilia, infatti, pur essendo governata da cinque anni da una compagine di centrodestra, davanti al precipitare della situazione nulla ha fatto. Anzi è totalmente immersa nel sistema e numeri alla mano non c’è angolo della Trinacria dove non si trovi una cooperativa, un progetto, un finanziamento dalla cifra a sei zeri. La regione più coinvolta in assoluto dal fenomeno dell’immigrazione clandestina, sembra avere più a cuore i fondi che garantiscono agli extracomunitari co-housing, agricoltura sociale e persino ripopolamento dei borghi rurali. Parliamo, e lo abbiamo già fatto su queste colonne, dei progetti Su.Pre.Me, Più Su.Pre.Me, e Com.In 4.0. Presentate con uno stuolo di co-organizzatori, in primis la Chiesa, dall’Assessore alla Famiglia Antonio Scavone con i dirigenti e funzionari dell’Ufficio Immigrazione. Storture belle e buone a fronte di interventi che dovrebbero invece votarsi alle famiglie siciliane che, al pari delle altre regioni italiane, stanno affrontando una crisi senza precedenti per il caro bollette, caro benzina e di conseguenza l’aumento scellerato di tutti i beni di prima necessità.

Le narrazioni non c’incantano. Sono infarcite di ipocrisie facilmente smascherabili partendo proprio dai numeri – va dritto al punto Andrea Bonazza della direzione nazionale di CasaPound Italia, nel suo intervento – il 90% degli sbarcati sono giovani uomini, pochissime donne, ancor meno i minori, quelli veri. La guerra in Ucraina ha dimostrato ampiamente che chi scappa dalle guerre sono anziani, donne e bambini, generalmente gli uomini restano a combattere per il proprio Paese. Qui i numeri crescono di anno in anno, ma poi scopriamo che dei 50mila arrivati dall’1 gennaio del 2022 al 19 agosto, quasi 10mila sono tunisini, vanno via da un Paese che gli stranieri, tanti, scelgono per le proprie vacanze, e poco più di 9 mila sono egiziani. Ma di quali necessità stiamo parlando? Di quali diritti di stare in Italia, di essere mantenuti, prima di finire nelle maglie di caporalati, leciti e illeciti, parliamo?”.

Un luogo fortemente simbolico

Una protesta legittima e per la quale si è scelto un luogo simbolo, il monumento accanto alla porta spagnola che reca in sé una lastra del regio sommergibile Scirè, simbolo di eroismo e coraggio italiano. In una delle città italiane tra le più colpite dalla piaga degli sbarchi, come lo scorso anno a Porto Empedocle (AG) e a Pozzallo (RG), CasaPound Italia ribadisce che non si abbassa la guardia e si resta vigili verso una realtà edulcorata e da cui ci sveglierà presto o tardi con le ossa rotte.

“Siamo senza se e senza ma contro l’immigrazione clandestina che grazie anche alle Ong continua a peggiorare”, spiega al megafono il Responsabile Regionale di CasaPound Italia Ervin Di Maulo. “Queste fantomatiche organizzazioni sono tutto tranne che super partes e umanitarie, foraggiate lautamente dai peggiori poteri sovranazionali, e battenti bandiere di altri Stati. Con equipaggi appartenenti ai centri sociali di tutta Europa, esse seguono un’agenda politica ben precisa. Il tutto nell’assoluta compiacenza della stampa mainstream e dell’Ue, e a conferma di ciò ci sono anche le recenti sentenze della Corte di Giustizia Europea che limitano gli Stati, anzi lo Stato italiano, di porre il benché minimo controllo su di esse”.

Nota a margine la reazione scomposta, e a dir il vero anche un tantino isterica, della sinistra augustana che nel tentativo di delegittimare la protesta, con le solite improbabili motivazioni, ne ha invece esaltato la capacità di toccare quei nervi sempre scoperti. I tentativi di buttare in caciara un argomento serissimo, cosa in cui sono i principali esperti, conferma l’assoluto distacco con la realtà e l’assoluta incapacità di affrontare temi che necessitano una soluzione, e al più presto. La manifestazione si è poi chiusa con l’Inno nazionale e una fumogenata tricolore, con appuntamento rinnovato al prossimo anno, ammesso e non concesso che cambi qualcosa.

Emanuela Volcan

 

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