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Alfio Marchini
Alfio Marchini

Roma, 10 mag – Nel tentativo di accreditarsi come candidato unico di centrodestra per le comunali di Roma, facendo così dimenticare le sue passate simpatie dalemiane e il dna comunista e resistenziale della sua famiglia, Alfio Marchini punta l’obbiettivo più facile: i matrimoni gay. “Non ho nulla contro il riconoscimento dei diritti civili, ma non è compito del sindaco fare queste cose per cui non celebrerò unioni gay se dovessi vincere le elezioni”, ha detto Marchini durante il forum all’Ansa.



La senatrice del Pd Monica Cirinnà, prima firmataria del ddl sulle unioni civili che porta il suo nome, ha avuto buon gioco nel ricordargli che se la legge passerà non sarà certo facoltà dei sindaci celebrare o meno tali unioni. Si potrebbe obbiettare che, in senso contrario, forzature dei sindaci ci sono state eccome, con la registrazione di matrimoni illegali in Italia. Quindi non è chiaro perché l’autonomia dei primi cittadini sia benvenuta in un senso e deplorata in un altro. Ma non è ovviamente questo il dato politico, che riguarda invece il tentativo del costruttore di lisciare il pelo a un pubblico di destra.

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Magari questa inutile boutade basterà a dare un barlume di coerenza alla scelta pro-Marchini di Francesco Storace, che per anni ha animato una corrente politica che si voleva di “destra sociale”, o a quella di Alessandra Mussolini, che pure, nel suo controverso percorso politico, ha per un certo periodo animato un cartello elettorale che aveva per nome “Alternativa sociale”, o a quella di Andrea Augello, che prima di riscoprirsi alfaniano era persino stato sindacalista dell’Ugl. Basterà, quindi, una frasetta anti-gay (o magari la goffa polemica sulle canne inscenata da Marchini alla trasmissione di Formigli) a rendere potabile un candidato oggettivamente schierato con i poteri forti e con i salotti di fronte a esponenti che felicemente o, molto più spesso, infelicemente hanno preteso di rappresentare anche delle istanze sociali? O forse alla fine si scoprirà che quella destra che si voleva sociale in realtà è stata sempre e solo destra-destra, destra reazionaria, destra che ha la difesa della “morale” come unico punto cardinale politico e ideologico e a cui poter sacrificare la battaglia contro le lobby e gli speculatori?

Adriano Scianca

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1 commento

  1. Marchini guarda al voto cattolico ed al Vaticano. Recita un copione senza mordente per tr luminare l’elettorato di centro destra, da cui peraltro ha già dichiarato di essere sempre stato lontano. Quanto alla cosiddetta destra di fini, Mussolini, Gasparri e poverini non hanno bisogno di essere presi in giro. Sanno che il compagno Marchini non ha per niente a che fare con la destra, ma inseguono altri obiettivi:tornare a galla ed uscire dalla palude che li sommerge. Sono illusi senza futuro.

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