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Roma, 11 dic – Giuseppe Conte, incassato l’ok del Movimento 5 Stelle, arriva sereno alla Camera a snocciolare il suo discorsetto pro Ue secondo cui non ci sarebbero rischi con il Mes, il fondo salva Stati. Ed è subito scontro tra i (pochi) deputati del Pd e dell’opposizione. La deputata dem Alessia Rotta ha chiesto al presidente della Camera, il 5 Stelle di sinistra Roberto Fico, di intervenire perché aveva udito più volte la parola “venduti” dai banchi di Lega e Fratelli d’Italia contro la maggioranza giallofucsia. Poi ha preso la parola il deputato di Italia viva Gennaro Migliore, protestando a sua volta perché Fico non è intervenuto contro l’opposizione. Finché alcuni dem hanno risposto con la parola “fascisti“. Quindi il Carroccio ha chiesto di richiamare Lia Quartapelle per non essersi rivolta, come da regolamento, alla presidenza ma verso altri partiti “per sfottere o offendere“. Accuse confermate anche da FdI, che punta il dito pure contro il presidente della Camera: “Lei è di parte“.



Al di là della bagarre in Aula, il dato politico è che il Conte bis si appresta a firmare il Mes-Meccanismo europeo di stabilità, mettendo a rischio i conti pubblici e i risparmi degli italiani. “La revisione del Mes non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente e non introduce alcun automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato“, ha affermato Conte. Il premier ha anche sottolineato che “è nostra ferma intenzione che questo non accada. Lascia alla Commissione europea il fondamentale ruolo di valutarne la sostenibilità e di assicurare la coerenza complessiva delle analisi macroeconomiche effettuate sui Paesi membri”, ha spiegato. Parole che però sono state sommerse da fischi, urla e cori dai banchi dell’opposizione.

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Borghi: “Signor presidente, lei è un traditore”

Il leghista Claudio Borghi nel suo intervento ha attaccato duramente Conte per le “bugie” raccontate agli italiani in questi giorni sul Mes: “Dicendo di averci informato, lei ha umiliato e offeso anche Di Maio, che le sedeva accanto imbarazzato”. E ancora: “Ma chi credeva di prendere in giro? Noi abbiamo seguito la trattativa e il mandato che ebbe era uno: l’italia non avrebbe mai firmato quel Trattato. Glielo dissero Salvini e Di Maio”. Poi il presidente della commissione Bilancio rincara la dose: “Cosa non capiva? Ma che bello sarebbe stato se Di Maio si fosse alzato e le avesse detto ‘piantala, bugiardo’. Infatti oggi non c’è in aula“. Infine la bordata più pesante: “Cosa posso pensare se sento che il trattato è chiuso? Che lei è un traditore signor presidente, un traditore. Quando l’abbiamo vista raggiante sui divanetti, con Merkel, Macron e Rocco Casalino se li ricordava gli impegni che aveva preso?”, chiede Borghi rivolto al premier, per poi concludere, tra gli applausi dei leghisti: “Da Cavour e De Gasperi, ora mandiamo in Europa Conte e Rocco Casalino“.

Conte parlerà anche al Senato, dove lo attende il leader della Lega Matteo Salvini, pronto ad attaccarlo. Ma al di là delle proteste dell’opposizione, i giallofucsia ora possono davvero mettere il Paese nei guai.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. NON FIRMATE QUESTO SCHIFO.
    non ve lo permetto,in quanto cittadino italiano:
    se lo farete,io mi chiamo fuori dal rispetto di ogni e qualsiasi
    regola di questo stato,
    e vi avverto sin d’ora….siamo veramente in tanti,a pensarla così:
    e se fate l’errore madornale di non avere rispetto della nostra volontà
    questa è la volta che facciamo come farage:
    ci prendiamo il rispetto che non ci date,e
    e l’italia uscirà del tutto da questa pagliacciata di
    unione entro i prossimi dieci anni.

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