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Roma, 30 giu – Giuseppe Conte prende tempo sul Mes, decide di non decidere per non scontentare nessuno, ma scontenta tutti. I giallofucsia infatti sono più che mai spaccati sul Meccanismo europeo di stabilità: il Pd è in pressing da tempo nel chiederne l’attivazione – “risorse mai viste prima per la Sanità“, ha detto ieri Nicola Zingaretti -; il Movimento 5 Stelle resta (almeno per adesso) contrario. E ieri nella maggioranza sono volati gli stracci, con i dem che hanno accusato i 5 Stelle di essere “miopi e irresponsabilmente ideologici” nel loro no al Fondo salva Stati Ue. I grillini dal canto loro rinfacciano agli alleati che il Pd “dovrebbe prima spendere i soldi che i loro ministri hanno in portafoglio e che i loro presidenti di Regione hanno per la Sanità e non stanno spendendo, oltre i 16 miliardi che ci sono già per gli investimenti”. I 5 Stelle respingono le accuse e puntano il dito contro la demagogia Pd: “Il Paese ha bisogno di spendere i soldi stanziati per far ripartire l’economia e non di fare campagna su uno strumento che è diventato una bandierina”.

Conte vuole rimandare tutto fino a settembre

In tutto questo, Conte – tirato per la giacchetta da una parte e dall’altra – intende rimandare la decisione sul Mes (che come denunciano puntualmente Lega e Fratelli d’Italia è una trappola per il nostro Paese, che incapperebbe in condizionalità onerose per restituire quello che è a tutti gli effetti un prestito) fino a settembre. Come se per settembre il quadro magicamente possa migliorare. Il rischio che la maggioranza si spacchi sulla richiesta al Mes è evidente, perché sarebbe inevitabile una scissione nel M5S tra chi consumerebbe l’ennesimo voltafaccia pur di conservare la poltrona e chi sceglierebbe di salvare la faccia (e magari qualche consenso elettorale), ribadendo il no alla trappola Ue fino all’ultimo. E con i giallofucsia sempre più ballerini al Senato, un altro fuggi fuggi dai 5 Stelle sarebbe fatale. Il governo potrebbe cadere.

I diktat Ue a settembre non saranno cambiati

Conte spera che per settembre abbia preso forma il Recovery fund, a quel punto il quadro sarebbe diverso. Ma nella Ue – a partire dalla Germania – sono in molti ad essere indispettiti dal fatto che l’Italia non abbia ancora fatto richiesta per il Mes, visto che sono soldi subito a disposizione per le spese sanitarie legate all’emergenza coronavirus (circa 37 miliardi). E sempre da Berlino è arrivato il diktat secondo cui se il governo italiano non richiede il fondo Ue non avrà accesso neanche ai soldi del Recovery fund. Tutto questo il premier lo sa. Ma preferisce prendere tempo, anche per vedere come si mettono le cose.

Il 15 luglio possibile data-chiave per la maggioranza

In effetti, il 15 luglio ci sarà il voto al Senato alla vigilia del Consiglio Ue con cui Conte chiederà il mandato per trattare sul Recovery fund e sul bilancio Ue. Ma in quell’occasione sarà presentata anche la mozione di +Europa con cui la Bonino chiederà l’accesso al Mes. Mozione che potrebbe rivelarsi un redde rationem per i giallofucsia. Soprattutto per il Pd, che in quel caso dovrà scegliere se votare con la Bonino (e probabilmente con Italia Viva e Forza Italia) oppure difendere la linea del premier (e salvare il governo).

Il governo chiederà un altro scostamento di bilancio?

Il Consiglio Ue potrebbe fare la differenza. E’ su questo che punta Conte per tenere buoni i dem: “Prima vediamo come va il prossimo Consiglio europeo, quanti soldi e quali strumenti avremo esattamente a disposizione poi sarò io stesso a verificare i numeri in Senato”, avrebbe detto il premier. Ma il punto è un altro: il governo si appresta a chiedere al Parlamento un altro scostamento di bilancio quando – fanno presente Pd, Iv e LeU – ci sono i soldi del Mes già belli che pronti, pertanto non ha senso assecondare i 5 Stelle e fare altro debito. Ma tant’è. Conte non si può permettere di perdere altri pezzi di maggioranza. Certo è che per settembre se da un lato forse il quadro Ue sarà più chiaro – o magari la Spagna avrà richiesto il Mes, è l’auspicio del premier – dall’altro la situazione economica del Paese sarà certamente peggiorata.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Conte rimanda per rimanere il poterino e con lo stipendione fisso e non legato certo ai risultati.Intanto gli italiani sono alla canna del gas e gli unici felici sono quelli con gli stipendi d’oro pagati da noi e le elites globaliste della finanza occulta che ci hanno indebitato e perfino incarcerato per finire di comperarsi il nostro paese