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Roma, 30 nov – La questione del Mes, il fondo “salva Stati” europeo, entra come un ariete nelle dinamiche del governo giallofucsia. Dopo che il tema è stato veementemente sollevato dalle opposizioni (Lega in testa) e facendo seguito alle dichiarazioni del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – “Il testo è chiuso”, ha detto – è adesso la maggioranza a dover fare i conti con la revisione di un trattato che, Pd a parte, non sembra piacere proprio a nessuno.

Il M5S contrario alla riforma del Mes

Nella giornata di domani è previsto un vertice a Palazzo Chigi. All’ordine del giorno, fra le altre cose, si discuterà proprio del Meccanismo europeo di stabilità. Sul quale si registra la netta contrarietà del leader M5S Luigi Di Maio: “Il nostro sistema bancario rischia il fallimento, c’è un meccanismo folle”, ha spiegato il titolare degli Esteri riferendosi non solo alla riforma del Mes, ma anche alle proposte in ordine all’unione bancaria che, stando ai desiderata tedeschi, dovrebbero punire quegli istituti – come i nostri – che detengono in portafoglio importanti quantitativi di Titoli di Stato.

La contrarietà al Mes accomuna l’intera pattuglia pentastellata tra Camera e Senato. Tanto da spingere – è l’indiscrezione – a chiedere per un rinvio dell’iter di approvazione della riforma del trattato, il cui primo e cruciale passaggio (prima dell’arrivo in parlamento) è previsto il prossimo 13 dicembre in sede di consiglio europeo. E’ in tale sede che l’Italia potrebbe porre il veto, costringendo l’Ue a ripensare l’intero impianto proposta sinora.

Crisi o non crisi?

Dal lato politico, la posizione dei grillini è chiara: “Il tema non è il Mes in sé, ma se sia un salva Stati o uno stritola Stati. Ieri abbiamo avuto una riunione del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle e siamo tutti d’accordo sul fatto che questo accordo deve essere migliorato”, ha aggiunto ancora Di Maio.

Oggi, tramite una nota diramata dai suoi collaboratori, esclude però che sul tema si possa arrivare una crisi di governo: “Luigi Di Maio non ha mai detto di voler far cadere il governo e non è un pensiero riconducibile al capo politico del M5S”, si legge. E in merito al Mes è precisato: “Il capo politico M5S sta lavorando insieme al gruppo parlamentare con l’intento di apportare delle modifiche sostanziali”. Se una smentita è una notizia data due volte, lo sapremo solo dopo il 13 dicembre.

Nicola Mattei

3 Commenti

  1. Di Maio vuole rinviare il MES al 2020 per poterlo firmare senza che la gente se ne accorga. NON FACCIAMOCI FREGARE!!!

  2. Dal quirinale le voci sono che Mattarella non interverrà perchè non è materia di sua competenza!! Non gli riguarda la rovina e perdita totale di sovranità dell’ Italia con un trattato anticostituzionale che ci renderà schiavi e sotto scacco??
    Con il MES ci sarà un taglio del tutto arbitrario del valore dei titoli del debito pubblico del 20-30% con la rovina del sistema bancario italiano e la sua solita svendita ai poteri occulti stranieri !! Le decine di miliardi dati gratuitamente vengono riprestati solo a chi piace ai gestori, tutti stranieri,che non sono soggetti ad alcuna azione legale nei 19 paesi UE e le cui decisioni sono inappellabili!! In qualsiasi momento questi banchieri PRIVATI possono chiedere che versiamo tutto il restante entro 7 giorni e si tratta di circa 110 miliardi di euro che porterebbe subito il paese sotto il loro totale potere!!
    Eppure quando si è trattato di far fuori Savona dal governo perchè non in linea con la dittatura finanziaria estera sul nostro paese Mattarella non si è certo tirato indietro ad intervenire a gamba tesa!!Si vede che questa volta con la truffa MES non vuole responsabilità di fronte agli italiani quandi saranno del tutto derubati ed apriranno bene gli occhi

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