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Roma, 2 nov – Giuseppe Conte va alla Camera e annuncia quello che più o meno sarà il contenuto del prossimo Dpcm: coprifuoco anticipato (a quanto pare Stato e Regioni potrebbero essere d’accordo per fissarlo alle 21), divieto di spostamento da e per le regioni a rischio più alto, chiusura di musei e mostre, serrande abbassate per i centri commerciali nel fine settimana, didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie di secondo grado e capienza del trasporto pubblico locale ridotta al 50%. Tutte restrizioni che dovrebbero entrare in vigore “prima di mercoledì“.

“Strategie in base a tre diversi scenari di rischio”

Il premier fa leva sull’aumento dei tamponi positivi al coronavirus per anticipare la nuova stretta. “Alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in una ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità” delle regioni. In ogni caso, a quanto pare, si tratterà di “interventi differenziati nei diversi territori in base alla gravità della situazione“, precisa Conte. “Nel prossimo Dpcm indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L’inserimento di una regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute”. In sostanza, lockdown su misura. Questi scenari dovranno tener conto – spiega Conte – dell’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali. Ci sono specifiche criticità in regioni e province autonome. L’Rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un’alta probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese”, avverte il premier.

Spostamenti limitati da e per le regioni a rischio

Introdurremo il limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio” salvo esigenze di lavoro, studio e salute, anticipa Conte, sottolineando che il governo giallofucsia prevede di adottare a livello nazionale “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda” (senza specificare orari, visto che il coprifuoco è oggetto di un serrato confronto Stato-Regioni). Tuttavia – chiarisce – “per l’intero territorio nazionale intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre”. Nel Dpcm si prevede “anche integralmente” la didattica a distanza per le scuole secondarie di secondo grado e la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici.

Stasera la replica al Senato

Stasera Conte sarà al Senato, dove replicherà la sua informativa sul prossimo Dpcm. Con la differenza che rispetto alla Camera, qui la maggioranza non è affatto blindata. A maggior ragione se si pensa a Italia Viva, che da giorni chiede modifiche al Dpcm per allentare le restrizioni, i cui senatori sono determinanti per non fare andare sotto il governo.

L’appello di Mattarella

Intanto, proprio con l’intento di sedare gli animi dei governatori, dal canto suo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ribadisce la necessità di una stretta collaborazione tra le istituzioni a vario livello. Al termine di un colloquio a distanza con i presidenti di Emilia-Romagna e Liguria, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti, il capo dello Stato ha parlato di “ruolo decisivo” delle Regioni ma ha anche auspicato “la più stretta collaborazione tra tutte le istituzioni dello Stato”.

Adolfo Spezzaferro

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