Roma, 14 ott – Nella giornata di oggi è stato eletto come nuovo presidente della Camera dei Deputati il leghista Lorenzo Fontana. Dopo l’elezione alla presidenza del Senato di Ignazio La Russa, un altro boccone amaro per la sinistra nostrana, che già nella seduta odierna aveva manifestato con uno striscione contro la candidatura proprio di Fontana.

«Ringrazio chi mi ha votato e chi no», il primo discorso di Fontana da presidente della Camera

L’ex ministro per la famiglia e la disabilità del primo governo Conte, ha superato facilmente la soglia richiesta di 197 voti, conquistandone 222, a fronte dei 77 voti andati a Guerra, dei 52 a De Rho, e dei 22 a Richetti. Nel suo primo intervento dopo la proclamazione, Fontana si è rivolto a tutto il Parlamento per esprimere i propri ringraziamenti: «Onorevoli colleghi, è con forte gratitudine e grande commozione che mi rivolgo per la fiducia, ringrazio chi mi ha votato e chi no. Sarà mio onore dirigere il Parlamento». Ha poi voluto rivolgere il suo saluto a diversa personalità, primo fra tutti Mattarella: «Desidero rivolgere un vivo e autentico saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perno della nostra nazione, fondamentale garante della nostra Costituzione e custode dei suoi valori fondamentali, e all’intera Corte Costituzionale». Successivamente è passato a riferimenti meno istituzionali come il Papa, ricordato in particolare per la sua posizione sulla guerra in Ucraina: «Voglio dedicare un primo saluto al Pontefice Francesco che rappresenta il riferimento spirituale della maggioranza dei cittadini italiani e promuove l rispetto dei più alti valori morali nel mondo, a partire dal rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali umani e che sta svolgendo un’azione diplomatica a favore della pace senza eguali». Infine, ha voluto ricordare il fondatore della Lega Umberto Bossi: «Permettetemi un ringraziamento personale all’onorevole Umberto Bossi, senza il quale non avrei mai iniziato la mia attività politica».

La sfida alla globalizzazione: «L’Italia deve dare forza alla propria peculiare natura, senza omologarsi a realtà estere o monolitiche»

Fontana ha definito il proprio compito come quello di «promuovere il bene comune dei cittadini» e di «riaffermare il ruolo centrale del Parlamento». Concetto quest’ultimo che sottolinea e spiega ulteriormente: «Dopo la parentesi imposta dalle emergenze che hanno attraversato la scorsa legislatura, è necessario che il Parlamento riacquisti la consapevolezza della sua funzione costituzionale, che è primariamente quella della definizione delle regole che impegnano tutti i cittadini. La rinnovata centralità del Parlamento rafforza anche il ruolo della politica e dei rappresentanti del popolo». Il vero fulcro del discorso è la «diversità». Prima delinea l’idea delle diversità nel segno delle autonomie: «La nostra è una Nazione multiforme, che parte dalla geografia fino alle diverse realtà storiche, culturali, territoriali, che l’hanno formata e resa il grande Paese che è oggi. La ricchezza dell’Italia risiede proprio nella sua diversità e il compito delle Istituzioni italiane è proprio quello di sublimare tali diversità e valorizzarle anche attraverso le autonomie nelle modalità previste e auspicate dalla Costituzione». Poi, in un senso più profondo, come risposta al livellamento verso il basso della globalizzazione: «L’Italia deve dare forza alla propria peculiare natura, senza omologarsi a realtà estere o monolitiche e a culture che non diversificano. La diversità non è rottura, non è indice di superiorità di alcune realtà su altre viste erroneamente come inferiori, ma è espressione di democrazia e rispetto della storia. La ricchezza dell’Italia e la ricchezza dell’Europa sta proprio nella diversità». Idea che rafforza citando Carlo Acutis, giovane studente italiano morto a quindici anni di leucemia e proclamato Beato dalla Chiesa cattolica: «Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie».

I punti fondamentali del nuovo governo

Infine, il neoeletto presidente della Camera ha delinea il difficile quadro delle difficoltà che l’Italia con la crisi energetica e la guerra in Ucraina: «La paura del futuro e l’insicurezza minacciano il nostro paese, il suo benessere, e il suo futuro». A questo proposito evoca la propria città di origine come esempio di rivalsa: «Con grande emozione e orgoglio volevo ricordare che vengo da un quartiere popolare della mia città, Verona. Il mio quartiere è uno di quei quartieri in cui il destino sembrava segnato in partenza. E posso dirvi per certo che è quando si smette di credere e di sperare in un futuro migliore che ci si ferma». Per Fontana, di fronte a queste sfide: «Abbiamo il dovere di offrire agli italiani la realtà del futuro possibile, l’orgoglio di un Paese che è tra le sette maggiori economie del mondo, un Paese fondatore dell’Unione europea, creatore di bellezza e di gusto, con il patrimonio artistico più invidiato al mondo. Gli italiani hanno saputo rialzarsi dalla distruzione e dalle rovine della seconda Guerra mondiale e costruire uno spazio di democrazia e di libertà, di benessere economico grazie anche alla loro immensa creatività ed ingegnosità che ci ha resi famosi ed apprezzati in tutto il mondo. Serve recuperare un po’ di orgoglio di quello che siamo». Ha poi concluso il proprio discorso elencando quelli che saranno gli snodi fondamentali del nuovo governo: «La legislatura che si apre dovrà affrontare temi fondamentali, per il presente e per il futuro del nostro Paese. La definitiva uscita dalla crisi pandemica, la prosecuzione dell’impegno nella ricerca della pace nel generale quadro della comunità internazionale e nei rapporti tra Ucraina e Russia, il rinsaldarsi della partecipazione dell’Italia quale fondatore all’Unione europea, a cominciare dal rispetto degli impegni assunti con il Pnrr, la risposta alla crisi economica e sociale dei territori e in primis all’aumento dei costi dei beni primari e delle fonti primarie, il contrasto all’inflazione e al caro energia».

Michele Iozzino

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