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Roma, 26 lug – «Noi sulle politiche migratorie continuiamo a pensare quello che avevamo sempre detto e che abbiamo messo nero su bianco proprio sul sito Italexit.it». Gianluigi Paragone risponde alle polemiche sorte in seguito alla pubblicazione di un video di Luca Donadel. Il noto blogger aveva mostrato come il dominio di Italexit sia intestato alla società New European Media Ltd, società che si occupa di «supportare migranti e rifugiati», come scritto a chiare lettere sul sito ufficiale. E sempre come fatto notare da Donadel, la società in questione, tra le pubblicazioni in Italia, vanta testate come Stranieri in Italia. Una contraddizione in termini, secondo Donadel, per un partito che si definisce sovranista.

«Mica ci finanzia Soros!»

Ieri sera Paragone ha chiarito la propria posizione in un video diffuso su Facebook. «Italexit.it era un dominio che non rientrava nelle mie disponibilità e io lo volevo, avrei fatto qualsiasi cosa per prendere questo dominio», spiega. «A me serviva come il pane. Senza questo dominio non avremmo potuto lanciare il partito, saremmo stati al palo. Si trattava di un elemento fondamentale». Paragone racconta dei tentativi di acquisto del sito: «Avevamo tentato di approcciarci e comprare il dominio, ma avevamo subito capito che ci avrebbero risposto picche, oppure avrebbero voluto tanti tanti soldi che noi non abbiamo perché non ci finanzia Soros», è la sua frecciata a chi lo ha criticato nei giorni scorsi. «Cosa abbiamo fatto? La cosa più piratesca possibile. L’ho fatto comprare da un broker» lontano anni luce dai contatti di Paragone, «perché non dovevamo assolutamente far pensare che la cosa fosse riconducibile al sottoscritto», racconta.

«Un’operazione corsara»

«Abbiamo utilizzato una società di editoria inglese: edita, tra le altre mille cose, anche qualcosa sull’immigrazione? Sì. Ma non me ne fregava niente!». Il senatore prosegue spiegando che l’operazione è perfettamente legale: «Meno male che avevo accanto Gianluca Luciano che mi ha permesso di arrivare a Italexit.it: se io, per ottenere questo obbiettivo, devo servirmi di un broker o di una società editrice, chi se ne frega, lo faccio. Italexit non è una cena di gala: ci sarà da combattere, da fare i pirati. Italexit.it ora è nostro, e lo mettiamo a disposizione di una comunità che sa che questa battaglia si vince anche facendo i pirati. Quindi, se qualcuno si è fatto venire il mal di pancia, si attacchi!», conclude facendo il gesto dell’ombrello.

Il video-risposta di Paragone

Alle accuse di immigrazionismo Paragone risponde così: «Gianluca Luciano è un editore che pensa esattamente quello che noi abbiamo scritto sul sito Italexit.it. Andate a vedere cosa diciamo a proposito delle politiche migratorie», definite dal senatore «un grande inganno che viene portato avanti dalla finanza dall’alto consentendo i flussi migratori dal basso», flussi che «servono proprio a comprimere e ingabbiare. Per noi l’immigrazione continua ad essere uno strumento utilizzato per impoverire – anche nei diritti – i cittadini. Chi pensa che abbiamo cambiato idea significa che non ha capito un caz*o e quindi è giusto che se ne vada», conclude.

Cristina Gauri

8 Commenti

  1. e allora verifichiamo se ciò che dice Paragone è vero.

    se si vanno a vedere le info sul dominio si scopre che è stato registrato da:
    Registrant
    Organization: New European Media LTD
    Address: Unit 7 Cavendish House, 369-391 Burnt Oak Broadway,

    e che l’amministratore risulta essere:
    Admin Contact
    Name: Federica Gaida
    Address: Unit 7 Cavendish House, 369-391 Burnt Oak Broadway,

    giusto per curiosità andiamo a vedere chi è Federica Gaida.

    FEDERICA F. GAIDA
    collegamento di 3° grado3°
    FEDERICA F. ha un account
    Business Owner & Director NEW EUROPEAN MEDIA

    e di che si occupa?

    Business owner @ New European Media Ltd and New German Media Ltd. News publisher in London, Rome and Frankfurt.
    abwab.eu | africanouvelles.com | afronews.eu | akoaypilipino.eu | expresolatino.net | foreignersinuk.co.uk | gazetaromaneasca.com | gazetaukrainska.com | naszswiat.net | polskiobserwator.de | punjabexpress.info | shqiptariiitalise.com | stranieriinitalia.it | ukrainsakgazeta.de | ziarulromanesc.de | ziarulromanesc.net | ziarulromanesc.at | ziarulromanesc.es

    Expertise: media, communications, international relations

    API is a global not-for-profit organization dedicated to the human dimension of peace which places the human being – with his/her needs, rights, duties, moral resources, creativity, spirituality, aspirations, dignity and capacity to create new beginnings – at the centre of conflict prevention, resolution and transformation. It aims to raise awareness about the critical importance of the acknowledgement of dignity and of the burdens of history in conflicted socio-political relationships; to promote private and public acts of healing for traumatized individuals and communities; to foster dialogue between contending parties and persons and to open new avenues for making dignity, forgiveness and reconciliation a universal paradigm of societal justice.
    • Cornerstone of the Ara Pacis Initiative is its Council on Dignity, Forgiveness, Justice and Reconciliation comprised of over one hundred peacemakers – primarily men and women who have suffered personal and collective tragedy yet have made empathy and forgiveness the starting point of a new existence.

    tutto ciò non sembra essere molto in sintonia con il presunto sovranismo sbandierato da Paragone. sembra piuttosto l’ennesimo movimento grillino che si finge antipd per poi portare di nuovo il pd al potere.

    • Molto interessante quello che ha scritto ildebrando. Questa Federica Gaida, sembra trincerarsi dietro una serie di principi vacui, quanto aleatori ed interpretabili. Troppo generico parlare di pace, condita con aspirazioni, dignità, spiritualità e via discorrendo. Continuando con: consapevolezza degli ” oneri storici nelle relazioni conflittuali socio-politiche “, ” cura per le comunità ed individui traumatizzati “, forse che siano i ” poveri migranti ” che scappano da guerra e fame? Sinceramente, sembra un decalogo scritto da una cooperativa rossa in simbiosi con qualche diocesi. Credo che Donadel abbia colpito nel segno, un’altra volta, qui c’è qualcosa di altamente sospetto. L’analisi finale di ildebrando mi sembra corretta: qualche punto percentuale da strappare alle destre, per poi fare ” l’ago della bilancia ” stile Renzi. Ovviamente, supportando coloro che lo hanno portato in parlamento, i vecchi amici del Movimento, che pur di rimanere attaccati alla poltrona, hanno sostenuto l’UE e si sono fatti pervicaci portatori delle istanze della peggior sinistra: quella delle navi negriere e delle istanze della comunità LGBT! Grazie delle, preziose, informazioni.

    • Ottimo.
      Anche sul canale YouTube del Decimo Toro è stata subito smascherata questa… incongruenza, del partitino “Italexit” che anche io vedo come ennesima presa in giro sulla falsariga di movimenti tipo R2020. Solo neo-grillismo di sinistra, anti-fascista, ateo e per giunta, pure arcobalenizzato.

      Purtroppo, c’è gente che ancora casca in queste trappole…

  2. Mi piace che Paragone parli al singolare quando dice “Volevo il sito” e poi passi al gruppo che lo supporta con il plurare di “avevamo tentato prima di approcciarci e di tentare di comprare italexit.it ma ci avrebbero risposto picche o ci avrebbero chiesto un sacco di soldi.”

    Quindi l’ha fatto comprare da un broker.

    La logica dietro questa frase è piuttosto fragile. Se qualcuno possiede un dominio che ha suscitato interesse perché dovrebbe girarlo al primo broker che arriva e dovrebbero darglielo ad un prezzo molto più basso che al gruppo di Paragone?

    C’era un dominio che mi interessava, il nome era un acronimo, registrato da un broker. L’acronimo non ho capito che interesse potesse suscitare a livello nazionale o internazionale perché cercandolo in internet non mi ha dato risultati. Mi hanno chiesto 2.500,00 euro. Nessuna trattativa possibile. Non riesco a seguire la giustificazione di Paragone.

    Quindi bonaccioni quelli che, finanziati o meno da Soros, rivendono un sito “protetto” ad un broker. Broker che fa tante cose, ma di sicuro una di quelle è fare siti a favore dell’immigrazione.

    La parte più fragile è sicuramente quella che anche il sito di paragone è registrata da quella ditta anche se la creazione risale al 2012 e non vi era alcun motivo di girarlo al broker, perdendone di fatto il controllo diretto. Come mai?

    E’ interessante poi l’approccio totalmente diverso impostato da paragone ora, che invece che lasciare scorrere il dissenso per poter fare un dialogo come già visto in passato, decide di far bannare tutti i dissidenti e dichiara di non essere “buono”.

    Tragicamente vedo ancora centinaia di post cancellati e altri utenti bannati sul Facebook di Paragone.

    Quindi il pensiero va alla forma di controllo della comunicazione che tanto infastidisce anche Paragone, dove si censura quello che non piace per farlo sparire nella rete. Nessun dissenso possibile… sembra molto la copia dei comportamenti dei 5S. O di Facebook che applica shadow ban, modifica gli algoritmi e tenta di far sparire tutta una linea di pensiero non piacevole. O youtube che banna i video anche di dichiarazioni di parlamentare in parlamento come la Cunai.

    Peccato che tanta gente sia così disperata di avere una rappresentazione in governo del loro pensiero e siano disposti ad accettare tutto senza nessun dibattito o contestazione.

  3. Paragone sta dicendo cose palesemente false.
    «Abbiamo utilizzato una società di editoria inglese: edita, tra le altre mille cose, anche qualcosa sull’immigrazione? Sì. Ma non me ne fregava niente!».
    Basta andare sul sito di FEDERICA F. GAIDA Business Owner & Director NEW EUROPEAN MEDIA per vedere che si occupa SOLO di immigrazione, non ANCHE come falsamente sostiene Paragone.

    https://www.linkedin.com/in/federica-f-gaida-0a609731/?originalSubdomain=uk

    https://myownmedia.co.uk/

    e poi prosegue:
    “L’ho fatto comprare da un broker» lontano anni luce dai contatti di Paragone, «perché non dovevamo assolutamente far pensare che la cosa fosse riconducibile al sottoscritto”
    altra dichiarazione non veritiera in quanto, come si vede chiaramente nel video di Luca, l’amministratore era sempre la stessa myownmedia.co.uk, quindi riconducibile benissimo a Paragone.
    Ora sono corsi ai ripari e hanno occultato le informazioni compromettenti:
    Admin Contact
    Name: hidden
    Organization: hidden

    Technical Contacts
    Name: hidden
    Organization: hidden

    è un’operazione consentita, basta pagare e queste informazioni vengono nascoste. tuttavia è sempre possibile risalire allo storico tramite siti appositi che conservano traccia. Uno dei più famosi è questo:
    https://whois.domaintools.com/
    unico neo è che per lo storico bisogna pagare.
    E comunque resta la domanda: perchè hanno occultato le informazioni se davvero è così limpido come vorrebbe farci credere? Non è forse lecito pensare che è corso ai ripari sentendosi scoperto?

    Ma la domanda cruciale è una sola: voi vi fidate di un personaggio così ambiguo?

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