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Milano, 20 mag – “Mi candido a sindaco di Milano con Italexit e liste civiche“: l’annuncio a sorpresa di Gianluigi Paragone in collegamento a Omnibus, su La7. L’ex M5S motiva la sua discesa in campo perché “Milano è considerata la città più forte ma non è così, il ceto medio scivolato verso posizioni più basse”. Il senatore chiarisce che correrà da outsider, fuori dagli schemi centrodestra e centrosinistra, con l’obiettivo di declinare su Milano le battaglie di ItalExit. “La sinistra non può pensare di vincere perché vince in centro“, è il guanto di sfida lanciato al sindaco Beppe Sala.



Paragone si candida a sindaco di Milano: “Abbassamento sociale della situazione dei cittadini”

In collegamento ad Omnibus, Paragone spiazza Alessandra Sardoni e annuncia la sua candidatura a sindaco. “E’ il momento giusto per dare la notizia, anche anticipando una conferenza stampa. Mi candido a sindaco di Milano con Italexit e liste civiche”. “Lo faccio perché ho assistito e sto assistendo a una mutazione di Milano. Le città stanno cambiando pelle. Milano è considerata la città più forte, la città con meno problemi ma non è esattamente così. Milano apparentemente può non avere problemi, ma le file, l’aumento delle code alla mensa della Caritas e alla mensa dei poveri sono la fotografia di un degrado di un abbassamento sociale della situazione dei cittadini. Vuol dire che quel famoso ceto medio è scivolato verso le posizioni più basse. Vuol dire che qualcosa non sta girando bene a Milano”, spiega il fondatore di No Europa per l’Italia-Italexit.

“C’è un sistema parallelo a quello dello Stato”

“E perché? – continua Paragone -. La risposta che mi sono dato è che c’è un sistema parallelo a quello dello Stato. Pensate ai fondi speculativi che di fatto sono i proprietari delle nuove aree urbane, residenziali. I grattacieli di Milano sono quasi tutti nelle mani dei fondi. Oppure queste grandi multinazionali che hanno comprato i centri delle città. Sembra una vetrina unica, le identità delle città si perdono. E vediamo anche come la malavita e le mafie stanno riciclando il loro denaro negli esercizi commerciali in difficoltà“.

“Debito e Stato sono temi centrali, rilanceremo sfide di Italexit”

“Sarò affiancato da liste civiche che pensano come Italexit che il tema del debito, dello Stato debba essere centrale. Cercheremo di rilanciare le sfide che sono di Italexit”, prosegue Paragone. E poi fa l’esempio di Expo: “Per compensare il debito hai meno Stato ma hai Expo, con i prestiti che arrivano da entità sovranazionali. Oppure hai le multinazionali, hai le banche, che hanno perso la loro identità territoriale e sono ormai a forte trazione finanziaria. Ecco perché – fa presente il senatore – iniziamo a chiamare periferie dei pezzi di città. E’ un modo per dire ‘allontano la soluzione dei problemi. La città che ci piace deve essere tutta luccichii, barlume e grattacieli'”.

La sfida a Sala: “La sinistra non può pensare di vincere perché vince in centro”

“Ma non è così: la città che chiamiamo periferia è città quanto il centro. La sinistra – conclude – non può pensare di vincere a Milano perché vince al centro“. E’ la sfida di Paragone al partito delle Ztl, a quel sindaco Sala, ricandidato, per cui vengono prima gli immigrati dei milanesi. Magari puntando sul malcontento delle periferie, anche se a lui non piace chiamarle così.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Il quadro che delinea Paragone è corretto, ormai dobbiamo già considerarci contenti se qualcuno dice le cose come stanno, ma le soluzioni alla portata del futuro amministratore capo di condomini dove stanno? Bla, bla, bla…

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