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salvini Lega NordParma, 21 nov – Scordatevi Goro e Gorino, scordatevi le comparsate di prammatica dei vari esponenti leghisti. Scordatevi anche, se possibile, le belle parole di Matteo Salvini e delle su ruspe. Perché, in Lega Nord, non é tutto oro quel che luccica. Siamo sempre sul Grande Fiume Po, ma poche centinaia di km più a monte. Polesine Zibello per la precisione, comune nato a fine maggio a seguito della fusione di Polesine Parmense e Zibello. Il sindaco è in orbita centrosinistra, ma come spesso accade nei piccoli centri le liste civiche superano le divisioni politiche nazionali. E così succede che la maggioranza che lo sostiene sia decisamente composita lungo tutto l’arco costituzionale dalla Lega ad altri di centrodestra.

Succede anche, però, che nonostante le promesse della campagna elettorale ad un certo punto il novello Peppone (perché, anche se la trasposizione cinematografica è in quel di Brescello, è nel fu comune di Polesine Parmense che la storia romanzata da Guareschi è realmente accaduta) decide che il problema immigrati non va contrastato bensì “governato”. Formula autoassolutoria per dire che se il Prefetto obbliga il sindaco alza le braccia e sacrifica i sudditi al business dell’accoglienza. I sedicenti richiedenti asilo arrivano alla spicciolata, la giunta comunale non fiata, fin quando la voce popolare si fa troppo insistente e al comune tocca organizzare un’assemblea pubblica lo scorso ottobre. Piovono fischi e contestazioni, mentre la claque organizzata da Censi non riesce a sovrastare il mugugno dei presenti.

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Giuseppe Galli (in alto a sinistra), Lega Nord, di fianco ai profughi

Ordinaria amministrazione, si direbbe. Non fosse per un piccolo particolare: Giuseppe Galli, vicesindaco, è uno storico tesserato e militante della Lega Nord. In qualità di membro della giunta comunale non ha espresso in alcun momento, né in privato né in pubblico, il proprio dissenso alla scelta. C’è di più: in occasione dell’assemblea con i cittadini, è stato lui in persona ad accompagnare i clandestini, che hanno preso posto sul palco al suo fianco. E lì è rimasto per tutta la serata.

Circostanza curiosa, vista la posizione del movimento del quale fa parte. Movimento che, da parte suoi quadri provinciali e regionali (in Emilia la Lega è pressoché tutta schierata da parte dell’ex segretario Maroni), non ha proferito parola sul tema dell’accoglienza nel comune rivierasco. Un silenzio che, se non è eloquente, è quanto meno sospetto. E non giustificabile da chi fa del contrasto all’invasione immigrata uno dei suoi – se non il principale – cavalli di battaglia.

Nicola Mattei

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3 Commenti

  1. Per citare un Camerata: “Il più pulito c’ha la rogna!”… e come dico sempre: “chi non è ‘nazi-fascista’ è comunista!”

    Signori miei! Non siate daltonici e non fatevi fregare dalle belle parole… l’unico colore che ci difende è il nero!!!

    … di chi è incazzato per questo stupro della nostra terra, della nostra cultura e della nostra razza!

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