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Roma, 5 mag – Ennesima puntata dell’insopportabile psicodramma M5S, con i grillini allo sbando e gli epurati che tornano alla carica: il reggente non era più capo politico al momento delle espulsioni dal Movimento, Vito Crimi non aveva titolo a buttare fuori nessuno e quindi gli espulsi sono dentro. La decisione che allunga la tragicomica soap opera grillina arriva dalla Corte d’Appello di Cagliari. I giudici infatti hanno dichiarato inammissibile il reclamo presentato da Crimi contro la nomina di un curatore speciale per il M5S, nell’ambito della causa intentata dalla consigliera regionale (espulsa e poi reintegrata) Carla Cuccu. Il M5S, di fatto – in attesa che sia ufficializzata la leadership di Giuseppe Conte -, resta senza capo politico.

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I giudici di Cagliari seminano il panico nel M5S

Per la Corte d’Appello i decreti del presidente del tribunale non sono reclamabili. Nel provvedimento di nove pagine, firmato dalla presidente Maria Mura, la Corte, nel respingere il reclamo di Crimi, non lascia spazio alle interpretazioni. “Pur concordandosi con Vito Claudio Crimi e l’associazione MoVimento 5 Stelle che in astratto la reclamabilità in Corte d’Appello ex art. 739 c.p.c. non è preclusa dalla natura non decisoria e non definitiva del provvedimento, tuttavia ciò non conduce ad un risultato per essi favorevole“. E’ quanto si legge nel provvedimento. Questo perché, “ad avviso del Collegio, il reclamo non è consentito dalla disposizione codicistica invocata che prevede la reclamabilità soltanto dei decreti del giudice tutelare davanti al tribunale e dei decreti del tribunale in camera di consiglio in primo grado davanti alla Corte d’Appello”.

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E gli espulsi non sono più espulsi

Ma guarda?! La verità viene sempre a galla! Il reggente non era più capo politico al momento delle espulsioni. Cosa che abbiamo contestato tutti nei ricorsi presentati. Dunque, a che titolo avrebbe sbattuto fuori i suoi colleghi dal gruppo? Può una persona autoprorogarsi per un anno e mezzo in un ruolo di comando fregandosene anche delle votazioni fatte agli Stati generali dove si era deciso che a dirigere il Movimento fosse una guida collegiale regolarmente votata dagli iscritti? Curioso appellarsi alle regolette per mettere alla porta i colleghi e poi non rispettarne neanche mezza!”. Così su Facebook la deputata Emanuela Corda, espulsa dal M5S per non aver votato la fiducia al governo Draghi e artefice del contenzioso giudiziario.

Il curatore speciale c’è, si tratta di Silvio Demurtas

Un rappresentante legale del M5S c’è, sono io“. Lo afferma all’AdnKronos, Silvio Demurtas, il legale scelto dal tribunale di Cagliari come curatore speciale del Movimento 5 Stelle. Adesso i legali della Cuccu, Lorenzo Borrè e Patrizio Rovelli, scriveranno alla procura cagliaritana per sollecitare il garante M5S Beppe Grillo a indire la votazione per eleggere i cinque membri del Comitato direttivo, ora vacante. Una grana che getta nel caos più totale i gruppi parlamentari. Per non parlare del leader in pectore Conte, già alle prese con la rogna Rousseau. “In teoria – fa presente Demurtas – la procura potrebbe chiedere anche a me di sollecitare Grillo a organizzare la consultazione. O potrebbe chiedere direttamente a me di fare le convocazioni“.

E adesso cosa succede? Non si sa

E adesso cosa succede? Non si sa. Il deputato Francesco Berti punta su Conte. “Dispiace vedere il Mov 5 Stelle allo sbando, vittima dei veti incrociati, con un rappresentante legale scelto dal tribunale. Conte prenda in mano formalmente il Movimento, azzeri i vari comitati di garanzia che non hanno garantito nulla e ripartiamo“, scrive su Twitter. Staremo a vedere (anche se ne faremmo volentieri a meno).

Adolfo Spezzaferro

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