Roma, 30 dic – La battaglia per il Quirinale non è ancora entrata nel vivo ma si registra Letta che minaccia la crisi di governo e l’apertura dei centristi alla candidatura di Berlusconi. Sebbene sia ovviamente ancora presto per capire quali saranno le mosse dei vari partiti, appare evidente l’affanno del leader dem, visto che le carte per il Colle stavolta non le dà il centrosinistra. Così come sarebbe ridicolo minimizzare sulle chance reali del Cav.

Quirinale, Letta minaccia la crisi di governo

“La via maestra è la continuità di governo. Il capo dello Stato va eletto a larghissima maggioranza, una forzatura da una parte o dall’altra farebbe cadere il governo“. Così Enrico Letta, in una intervista a Repubblica, minaccia la crisi in caso di candidatura di Berlusconi. A sentire il leader dem, nelle parole di Mario Draghi, non c’è “una autocandidatura. Su un’eventuale ipotesi Draghi al Colle, come sugli altri nomi che garantiscono ampio consenso, decideremo tutti insieme e al momento debito, la mia personale opinione non conta. Quel che so per certo è che Draghi va comunque protetto e tutelato per il bene del Paese”. Un chiaro messaggio, dunque, rivolto soprattutto al centrodestra.

Il leader dem tifa Draghi in tutto e per tutto

“Chi ha detto di non volere Draghi al Quirinale ha aggiunto di volerlo ancora a Palazzo Chigi – prosegue Letta -. Ritengo, per essere chiari, che noi dobbiamo tenercelo stretto, in un modo o nell’altro. Quello che Draghi sta portando all’Italia è enorme. Siamo un Paese che ha visto crescere il suo principale handicap, il debito pubblico, del 25% in poco più di un anno. In questo senso Draghi è una assicurazione sulla vita”. Il leader dem insomma dice in modo neanche troppo velato che se il premier alla fine volesse davvero andare al Quirinale va assolutamente accontentato.

“Il 2022 non può essere un anno elettorale”

“Il 13 gennaio dirò alla direzione del Pd e ai gruppi parlamentari che la via maestra è la continuità di governo e la stabilità. Il 2022 non può essere un anno elettorale, non possiamo permetterci almeno cinque mesi di interruzione dell’attività di governo – avverte Letta -. Quindi c’è bisogno di una larghissima maggioranza, un capo dello Stato non divisivo e non eletto sul filo dei voti. Il governo è sostenuto dal 90% delle forze parlamentari, sarebbe totalmente contraddittorio restringere il campo. Ci può essere una maggioranza più larga, non più stretta, altrimenti il governo cadrebbe”.

Brugnaro: “Berlusconi candidato credibile e agibile”

A casa dei centristi – ago della bilancia per l’elezione del successore di Mattarella – intanto non si esclude il voto a Berlusconi. Ma ovviamente tra di loro nessuno si opporrebbe all’elezione di Draghi. Anzi. “Io spero che Draghi venga votato per il Colle”, ”è garanzia di stabilità, per il Paese”, innanzitutto di ”stabilità finanziaria”. Parola del fondatore di Coraggio Italia, Luigi Brugnaro, ospite di Adnkronos Live. “Draghi è una pedina fondamentale per la stabilità finanziaria del Paese, questo è un dato di fatto. Per gli italiani serve una garanzia e lui è una garanzia per tutti”, sottolinea. Ma se Berlusconi decidesse di correre per il Quirinale, Coraggio Italia è pronta a votarlo. Perché è “un candidato credibile e agibile”, assicura il fondatore di Coraggio Italia.

I centristi sono l’ago della bilancia

Poi Brugnaro resta vago sulle grandi manovre per organizzare il voto dei centristi in vista dell’elezione del capo dello Stato. “A me la parole centrista non piace per niente… Secondo me non esistono più sinistra e destra, e quindi nemmeno il centro… Sicuramente faremo delle alleanze”, ma “no alle alchimie”. “Io penso che Carlo Calenda vuol restare a sinistra… Difficilmente ci ritroveremo” sulle stesse posizioni, conclude il sindaco di Venezia. Chi non viene nominato è invece Matteo Renzi. Eppure a dispetto del leader di Azione, l’ex premier non esclude affatto che la sua Italia Viva voti per Berlusconi. Insomma, ne vedremo delle belle. O delle brutte, dipende dai punti di vista.

Adolfo Spezzaferro

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8 Commenti

  1. Ma qualcuno riesce ancora ad immaginare la nausea che arrecano questi nomi ? Alla faccia delle aspettative… capitalistiche, semi-capitalistiche, anti-capitalistiche?!

  2. Letta chiacchiera chiacchiera ma se la sta facendo sotto dalla paura sia di perdere il suo spazio nel governo e sia di andare alle elezioni. Perciò non farà cadere Draghi MAI e poi MAI perché Berlusconi Presidente è la più sicura certezza che Draghi rimarrà al suo posto (ce lo ha messo lui). Ma anche se Enrichetto decidesse di far cadere il Governo sa bene che le elezioni lo andrebbero a seppellire, perciò se ne starà zitto e zitto bene accettando qualsiasi soluzione per difendere il proprio sederino. Se poi andasse fuori di testa e provocasse la crisi, tanto meglio per noi che prenderemmo tre piccioni con la sua fava: elezioni, maggioranza, governo nuovo senza pd. Per questo mi permetto di dargli un consiglio : avanti Letta, vai avanti tu che ……………..

  3. Mussolini commise il grave errore di essere clemente e troppo magnanimo con i suoi avversari.
    E il risultato è evidente per chi ancora ha occhi per vedere..

  4. Questo signore, quando fu chiamato a ricoprire il posto di presidente del Consiglio, dopo un tiramolla di tre mesi di Bersani con i cinque stelle, nominò ministri un bel numero di esponenti della sua associazione Vedrò.

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