Roma, 20 gen – Quirinale, alla fine il presidente della Camera Roberto Fico si arrende alle pressioni e chiede al governo di far votare i positivi in un drive in all’esterno della Camera. L’esponente M5S dà l’annuncio ai capigruppo di Montecitorio. Ora sta all’esecutivo Draghi fare un passo normativo per consentire di allestire un seggio drive in a via della Missione per grandi elettori positivi o in quarantena.

Quirinale, Fico chiede a governo di allestire un seggio drive in per gli elettori positivi

Una scelta logistica, quella del drive in, che – viene chiarito – assicura la segretezza, la contestualità e la sicurezza del voto come in Aula. Ed è coerente con le disposizioni costituzionali a presidio della libertà del parlamentare, legate nello specifico alla immunità della sede. Nel seggio drive in opererebbero due deputati segretari assistiti da funzionari di Montecitorio. Per la definizione pratica del seggio si lavorerà con il collegio dei questori. Ma prima di tutto serve l’ok del governo. Un intervento normativo – chiesto al ministro dei Rapporti con il Parlamento – che permetta ai grandi elettori di arrivare al seggio drive in.

Consenso unanime durante la capigruppo

Mentre la riunione è ancora in corso, intanto arriva il consenso unanime per la proposta del presidente della Camera. La capogruppo di Iv Maria Elena Boschi invita il governo ad agire rapidamente. Pure Debora Serracchiani del Pd concorda con Fico: solo se c’è l’intervento del governo si può fare un seggio a via della Missione. Anche Davide Crippa (M5S) è favorevole solo con intervento normativo del governo. E chiede pure di far avere il green pass a deputati diventati negativi che non lo hanno ancora ricevuto, visto che ci sono ritardi di diversi giorni in alcune regioni. Crippa chiede poi che il governo o la Camera offrano una soluzione per alloggio e spostamenti al drive in dei positivi che non hanno casa o una automobile a Roma.

Lollobrigida (FdI): “Deve poter votare per il Quirinale anche chi è senza green pass”

Il capogruppo di FdI Francesco Lollobrigida chiede alla conferenza dei capigruppo della Camera di fare votare per il presidente della Repubblica non solo i grandi elettori
positivi ma anche quelli senza green pass. Anche quelli che arrivano comunque a Roma assumendosi la responsabilità delle sanzioni.

Il tempo stringe, il governo deve agire subito

E proprio sul fronte del voto per il Quirinale da parte di chi non ha il green pass, ieri la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso dei parlamentari che risiedono sulle isole e senza super green pass non possono imbarcarsi per raggiungere Roma. La Camera in tal senso ha approvato praticamente all’unanimità due ordini del giorno. Uno proprio di Lollobrigida, l’altro di Paolo Barelli di Forza Italia, con cui si impegna l’esecutivo a rimuovere gli ostacoli al voto per i parlamentari positivi. E il governo, rappresentato in Aula dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa, si è rimesso all’Aula e non ha dato parere contrario. Il punto però è che c’è poco tempo. Alcuni dei 21 parlamentari, secondo l’AdnKronos ancora positivi, dovrebbero essere portati a Roma entro le 15 di lunedì.

Dal punto di vista tecnico, la soluzione più semplice è una circolare

Insomma, il governo deve intervenire subito. Dal punto di vista tecnico, la soluzione più semplice sarebbe una circolare. Il centrodestra chiede di agire in analogia con la circolare che regolava gli spostamenti in caso di emergenza soggettiva, come un infarto. Mentre non è ancora chiaro come il governo risolverà la questione, il centrodestra – che ha più grandi elettori del centrosinistra e dà le carte per la partita per il Quirinale – chiede che tutti possano votare. A prescindere dall’essere positivi, non vaccinati o altro.

Adolfo Spezzaferro

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